Ca mammario, nab paclitaxel meglio di paclitaxel nei tumori triplo negativi e HR+/HER2-

Nelle pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- o triplo negativo metastatico, l'utilizzo di nab paclitaxel migliora il tempo all'interruzione del trattamento (TTD) e il tempo al trattamento successivo (TTNT), con un profilo di sicurezza favorevole rispetto a paclitaxel, secondo un'analisi basata su dati di vita reale presentata all'Annual Miami Breast Cancer Conference.

Nelle pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- o triplo negativo metastatico, l’utilizzo di nab paclitaxel migliora il tempo all’interruzione del trattamento (TTD) e il tempo al trattamento successivo (TTNT), con un profilo di sicurezza favorevole rispetto a paclitaxel, secondo un’analisi basata su dati di vita reale presentata all’Annual Miami Breast Cancer Conference.

Nab paclitaxel è approvato dall’Fda per l’uso in pazienti con carcinoma mammario metastatico dopo il fallimento di regimi chemioterapici combinati per la malattia metastatica o recidivante entro 6 mesi dalla chemioterapia neoadiuvante. L’approvazione era basata sui risultati di uno studio pivotal di fase III che aveva mostrato un tasso di risposta generale del 33% rispetto al 19% con paclitaxel (P=0,001) in prima linea di trattamento o in linee successive. Il tempo medio alla progressione con nab paclitaxel era di 5,3 mesi rispetto a 3,9 mesi con paclitaxel (P=0,006).

Fadi Braiteh, MD, University of Nevada School of Medicine, e colleghi, hanno condotto uno studio basato su dati di vita reale presi dalla piattaforma elettronica Navigating Cancer, comparando l’efficacia e la sicurezza dei due farmaci.

L’analisi ha incluso pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- (n=446) o triplo negativo metastatico (n=228) che avevano ricevuto nab paclitaxel o paclitaxel come prima o seconda linea di trattamento, tra il 1 dicembre del 2010 e il 1 ottobre del 2014.

Nab paclitaxel era stato somministrato alla dose da 260 mg/m2 ogni tre settimane o alla dose da 100 mg/m2 o 150 mg/m2 una volta a settimana per 3 di 4 settimane. Le partecipanti avevano ricevuto paclitaxel alla dose da 175 mg/m2 ogni tre settimane o 80 mg/m2 una volta a settimana.

Nel gruppo HR+/HER2-, 172 pazienti avevano ricevuto nab paclitaxel, il 58% come terapia di prima linea, il 42% come terapie di seconda linea. Tra le 274 donne trattate con paclitaxel, il 49% aveva ricevuto il farmaco in prima linea, il 51% in seconda linea. L’81% e il 95% delle donne trattate con nab paclitaxel e paclitaxel, rispettivamente, aveva ricevuto un trattamento settimanale.

L’incidenza di metastasi polmonari, epatiche e cerebrali era simile nei due gruppi analizzati. Le metastasi ossee erano più frequenti con nab paclitaxel rispetto al controllo (89% vs 61%).

Nelle donne con tumori triplo negativi metastatici, 95 pazienti avevano ricevuto nab paclitaxel, l’81% come terapia di prima linea, il 19% in seconda linea. Delle 133 donne trattate con paclitaxel, il 47% aveva ricevuto  il farmaco in prima linea, il 53% in seconda linea, L’86% e il 96% delle donne trattate con nab paclitaxel e paclitaxel, rispettivamente, aveva ricevuto un trattamento settimanale.

L’incidenza di metastasi polmonari, epatiche e cerebrali era simile nei due gruppi analizzati. Le metastasi ossee erano più frequenti con nab paclitaxel rispetto al controllo (65% vs 37%).

Nelle donne con tumore HR+/HER2-, il tempo all’interruzione del trattamento era significativamente superiore con nab paclitaxel (4,5 mesi vs 2,9 mesi P<0,001). Anche il tempo al trattamento successivo era significativamente superiore con nab paclitaxel (6,9 vs 5,3 mesi P<0,001).

Nelle donne con tumore triplo negativo, il tempo all’interruzione del trattamento era significativamente superiore con nab paclitaxel (3,3 mesi vs 2,8 mesi P=0,005). Il tempo al trattamento successivo era numericamente superiore con nab paclitaxel anche se la differenza tra i due gruppi non era statisticamente significativa (6,9 vs 5,4 mesi  P=0,580).

Nelle donne analizzate, il tasso di neuropatia e l’utilizzo di trattamenti anti emetici e per le reazioni allergiche era inferiore con nab paclitaxel. I trattamenti per la perdita di massa ossea, G-CSF, e agenti idratanti erano utilizzati meno frequentemente con paclitaxel.

Nel gruppo con tumori HR+/HER2-, gli eventi avversi più frequenti con nab paclitaxel rispetto a paclitaxel erano anemia, neutropenia, nausea e vomito, dolore, neuropatia e disidratazione. Gli eventi avversi erano comparabili fra i due gruppi nelle donne con tumori triplo negativi.