La terapia neoadiuvante con nab-paclitaxel migliora del 9% il tasso di risposta patologica completa rispetto a paclitaxel nella formulazione tradizionale nelle donne con carcinoma della mammella in stadio iniziale ad alto rischio.

E’ quanto emerso dallo studio di fase III GeparSepto i cui risultati sono stati presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante congresso al mondo sul tumore al seno, che si è svolto la scorsa settimana a San Antonio (USA). Lo studio è stato condotto dal German Breast Group (GBG) in associazione con il gruppo di studio German AGO-B.

GeparSepto è lo studio randomizzato di fase III più grande realizzato con nab-paclitaxel e il primo completato sul tumore del seno precoce ad alto rischio.

“In particolare – afferma il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione ‘Insieme contro il Cancro’ – è stata dimostrata la superiore efficacia di nab-paclitaxel in una delle forme più aggressive, quella ‘triplo negativa’, in cui la risposta patologica completa è quasi duplicata con il nanofarmaco. È un risultato molto importante, perché questo parametro è in grado di indicare gli esiti dei trattamenti in uno specifico sottotipo ad alto rischio, che comprende il 15% di tutti i casi di cancro al seno”.

Il trial ha arruolato 1.204 donne con tumore della mammella in stadio precoce, unilaterale o bilaterale, operabile o inoperabile. Le partecipanti sono state randomizzate a ricevere prima della chirurgia paclitaxel 80 mg/m2  a settimana per un periodo di 12 settimane seguite da 12 settimane di terapia con epirubicina 90 mg/m2 e ciclofosfamide 600 mg/m2 o nab-palitaxel 150 mg/m2  a settimana per un periodo di 12 settimane seguite da 12 settimane di terapia con epirubicina 90 mg/m2 e 600 mg/m2 di ciclofosfamide.  Le pazienti HER2 positive hanno ricevuto simultaneamente in tutti i cicli di trattamento 8 mg/kg di trastuzumab (loading dose) seguiti da dosi da 6 mg/kg dello stesso farmaco e pertuzumab 840 mg (loading dose) seguiti da 420 mg ogni tre settimane dello stesso farmaco.

Nello studio, il 38% delle pazienti trattate con nab-paclitaxel prima della chirurgia ha raggiunto la risposta patologica completa rispetto al 29% di coloro che hanno ricevuto prima dell’intervento chirurgico il trattamento costituito da paclitaxel nella formulazione tradizionale seguito da epirubicina e ciclofosfamide.

“Si tratta di un parametro molto importante – afferma Cognetti- perché consiste nell’assenza di tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi ed è strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza”.

Un numero significativamente superiore di pazienti trattati con nab-paclitaxel ha interrotto il trattamento con taxani (21% vs 13,7%) a causa di eventi avversi. Il trattamento con nab-paclitaxel era associato a un’incidenza più elevata di anemia (92,4% vs 88,3%) e neutropenia (87,3% vs 81,5%). La frequenza di eventi di tossicità ematologica di grado superiore a 3 e 4 non differiva significativamente tra i due gruppi analizzati.

Gli eventi avversi più frequenti di tipo non ematologico erano fatigue, diarrea, rash, sindrome mano-piede, neuropatia periferica e mialgia.
“Nab-paclitaxel – continua Cognetti - cioè paclitaxel legato all’albumina in nanoparticelle, è un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale comprovata, paclitaxel, con la tecnologia d’avanguardia basata sulle nanoparticelle. È già impiegato con successo nel trattamento del carcinoma mammario metastatico nei casi in cui la terapia di prima linea non risulti più efficace”.

Nel nostro Paese vivono più di 522mila donne con tumore del seno e nel 2014 sono stimati 48mila nuovi casi. Le percentuali di guarigione sono in costante crescita, oggi infatti l’87% è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Ma alcune forme di questa neoplasia sono particolarmente aggressive, come quelle triplo negative.

Untch M, et al "A randomized phase III trial comparing weekly nanoparticle-based paclitaxel with solvent-based paclitaxel, followed by anthracycline/cyclophosphamide for patients with early breast cancer" SABCS 2014; Abstract S2-7.