Ca ovarico, confermato il ruolo preventivo dei contraccettivi orali

Ogni 5 anni in più di utilizzo dei contraccettivi orali sono risultati associati a una diminuzione del 13% del rischio di carcinoma ovarico invasivo e si è visto che quest'effetto protettivo persiste per tutti i sottotipi istologici eccetto i tumori mucinosi. È questo il risultato di un'ampia metanalisi pubblicata da poco sul Journal of Clinical Oncology.

Ogni 5 anni in più di utilizzo dei contraccettivi orali sono risultati associati a una diminuzione del 13% del rischio di carcinoma ovarico invasivo e si è visto che quest’effetto protettivo persiste per tutti i sottotipi istologici eccetto i tumori mucinosi. È questo il risultato di un’ampia metanalisi pubblicata da poco sul Journal of Clinical Oncology.

"I contraccettivi orali continuano ad essere un importante fattore di prevenzione per la maggior parte dei tipi di carcinoma ovarico. Pochi altri fattori di rischio di tumore ovarico sono modificabili, e quelli che lo sono, come il fumo e l'obesità, non hanno mostrato associazioni chiare con il carcinoma sieroso, il sottotipo più comune e fatale" spiegano gli autori, guidati da Nicolas Wentzensen, del National Cancer Institute..

Il carcinoma ovarico è eterogeneo e la sua eziologia è poco conosciuta. Limiti relativi alla potenza statistica hanno impedito a singoli studi di analizzare i fattori di rischio per i diversi istotipi di carcinoma ovarico. Per risolvere questo problema, Wentzensen e i colleghi hanno analizzato le correlazioni fra 14 diverse caratteristiche ormonali, riproduttive e di stile di vita e i diversi sottotipi istologici dei tumori nell’Ovarian Cancer Cohort Consortium (OC3).

La loro analisi ha riguardato 5584 tumori ovarici invasivi diagnosticati in più di 1,3 milioni di donne arruolate in 21 studi prospettici.

Le pazienti che hanno riferito di aver usato contraccettivi orali hanno mostrato una probabilità inferiore del 16% di sviluppare qualsiasi tipo di tumore ovarico epiteliale invasivo rispetto a coloro che non avevano mai usato contraccettivi orali (RR 0,84; IC al 95% 0,79-0,89). L’associazione è risultata simile per le pazienti con  un carcinoma degli istotipi sieroso, endometrioide e a cellule chiare di alto grado, anche se l'uso dei contraccettivi orali non è sembrato proteggere contro i tumori mucinosi.

Alcune delle associazioni più forti si sono rivelate quelle trovate per i carcinomi endometrioidi e a cellule chiare. Per esempio, il rischio di carcinoma endometrioide è sceso di circa il 22% per ogni nascita (RR per nascita 0,78; IC al 95% 0,74-0,83) e quello di carcinoma a cellule chiare di circa il 32% per nascita (RR 0,68; IC al 95% 0,61-0,76).

Anche l'età alla menopausa, l'endometriosi e la legatura delle tube sono risultati associati solo ai carcinomi endometrioide e a cellule chiare.

Invece, il fumo è risultato legato a un rischio più alto di tumori mucinosi (RR per 20 pacchetti-anno 1,20; IC al 95% 1,04-1,39), ma un minor rischio di tumori a cellule chiare (RR 0,68; IC al 95% 0,53- 0,89).

"L'eterogeneità sostanziale delle associazioni dei fattori di rischio individuali con i diversi sottotipi di carcinoma ovarico suggerisce che i sottotipi siano in effetti diverse malattie e sottolinea l'importanza di valutare i fattori di rischio e i biomarcatori in funzione del sottotipo di carcinoma ovarico" concludono i ricercatori. 

Inoltre, aggiungono, "viste le associazioni più deboli osservate per il carcinoma sieroso di alto grado, le previsioni per il sottotipo clinicamente più importante potrebbero funzionare peggio rispetto a quelle per gli altri tipi, il che sottolinea l'importanza di trovare migliori fattori di rischio per il carcinoma sieroso".

Il consorzio prevede ora di cercare altri fattori predittivi di tumore analizzando biomarcatori circolanti e dati genetici.

N. Wentzensen, et al. Ovarian Cancer Risk Factors by Histologic Subtype: An Analysis From the Ovarian Cancer Cohort Consortium. J Clin Oncol. 2016; doi: 10.1200/JCO.2016.66.8178.
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