Ca ovarico, mortalità in calo in Europa e negli Usa

I decessi dovuti al carcinoma ovarico sono calati in modo significativo in varie parti del mondo nel decennio 2002-2012. A rivelarlo è un nuovo studio frutto quasi interamente della ricerca italiana, appena pubblicato su Annals of Oncology. Tra le principali ragioni del declino, spiegano gli autori, vi è l'uso dei contraccettivi orali, soprattutto negli Stati Uniti e nell'Unione Europea.

I decessi dovuti al carcinoma ovarico sono calati in modo significativo in varie parti del mondo nel decennio 2002-2012. A rivelarlo è un nuovo studio frutto quasi interamente della ricerca italiana, appena pubblicato su Annals of Oncology. Tra le principali ragioni del declino, spiegano gli autori, vi è l'uso dei contraccettivi orali, soprattutto negli Stati Uniti e nell’Unione Europea.

Studi precedenti avevano già mostrato una stabilizzazione e quindi una diminuzione dei tassi di mortalità dovuta al carcinoma ovarico nei Paesi ad alto reddito, come gli Stati Uniti e parti dell'Unione Europea, dove tali tassi di mortalità erano i più alti. "Questi sono i Paesi in cui i contraccettivi orali, che hanno un effetto protettivo a lungo termine sul rischio di tumore ovarico, sono stati introdotti prima e sono maggiormente utilizzati" scrivono i ricercatori, guidati da Eva Negri, dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano . Tuttavia, sottolinea il gruppo, “persisteno marcate differenze nei pattern e nei trend del carcinoma ovarico in varie aree del mondo".

Nel loro studio, la Negri e gli altri autori hanno esaminato i dati dei certificati di morte dovuta al carcinoma ovarico presenti nel database dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dal 1970 fino al 2012 (o all’anno più recente disponibile).

Nell'Unione europea, il tasso di mortalità standardizzato per età è sceso del 9,9% dal 2002 al 2012, passando da 5,76 su 100.000 donne a 5,19 su 100.000 donne. Il calo maggiore si è registrato nel gruppo più giovane, quello delle donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni. Negli Stati Uniti, il calo della mortalità è stato ancora superiore (15,8%), con una riduzione da 5,76 su 100.000 donne a 4,85 su 100.000 donne.

In Giappone, nello stesso periodo, si è registrato un calo più modesto, del 2,1%, mentre in Australia e Nuova Zelanda è risultato più simile a quelli rilevati nell’Unione Europea e negli Stati Uniti (rispettivamente 11,8% e 12,1%).

In alcuni Paesi, tuttavia, la mortalità dovuta al carcinoma ovarico è aumentata; per esempio; nella Repubblica di Corea è aumentata del 6,1%, anche se il valore di base era basso, passando da 2,13 su 100.000 donne fino a 2,26 su 100.000 donne. Anche altri Paesi, in America Latina, avevano tassi di mortalità basali bassi ma li hanno visti aumentare leggermente, come la Colombia, in cui si è registrato un aumento del 9,7%, Cuba, con un aumento dell’8,9%, e il Venezuela, con un aumento del 5,6%. Nell'Unione europea, l’unico Paese in cui si è registrato un aumento della mortalità, pari al 27,7%, è stato la Bulgaria.

I ricercatori hanno anche effettuato un’analisi per prevedere i tassi di mortalità dovuta al tumore ovarico fino al 2020 in otto Paesi. Tutti ad eccezione della Spagna (che aveva il valore iniziale più basso) hanno mostrato un trend favorevole, con un calo previsto di circa il 10% nell’Unione europea e in Giappone e del 15% negli Stati Uniti. 

A spiegare questo calo, scrivono la Negri e i colleghi, oltre all’uso prolungato dei contraccettivi orali, contribuirebbe probabilmente anche la diminuzione dell'uso della terapia ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa, in particolare in quelle anziane. 

Invece, i ricercatori osservano che ritardi nell'adozione delle metodiche diagnostiche più recenti e più avanzate  potrebbe aver inciso sfavorevolmente sulla mortalità nei paesi dell'Europa centrale e orientale, aggiungendo, inoltre, che l'obesità, la dieta e altri fattori ambientali sono risultati collegati al rischio di cancro ovarico, anche se la quantificazione del loro effetto sui tassi nazionali di mortalità non è stata definita.

M. Malvezzi, et al. Global trends and predictions in ovarian cancer mortality. Ann Oncol. 2016; doi: 10.1093/annonc/mdw306.
leggi