L'aggiunta di olaparib alla chemioterapia a base di paclitaxel e carboplatino, seguita da una terapia di mantenimento con olaparib, ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola chemioterapia nelle donne con un carcinoma ovarico sieroso di grado elevato, recidivato e sensibile al platino in uno studio randomizzato, in aperto di fase II, appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.

Un'analisi esplorativa ha mostrato, inoltre, che le pazienti in cui si è ottenuto il massimo beneficio dalla combinazione di olaparib e chemioterapia sono quelle portatrici di mutazioni dei geni BRCA.

"Nonostante la significativa risposta iniziale alla chemioterapia a base di platino, molte delle donne con un tumore ovarico ricadono e mostrano una progressione della malattia entro un anno dal trattamento" scrivono gli autori, guidati da Amit Oza, del Princess Margaret Hospital e dell'Università di Toronto. "Ciò sottolinea la necessità di trattamenti che permettano di migliorare i risultati clinici".

Olaparib, è un inibitore della poli ADP-ribosio polimerasi (PARP) che sfrutta le carenze nel pathway di riparazione del DNA tumorale per uccidere preferenzialmente le cellule tumorali. Il farmaco ha già dimostrato di avere un’attività antitumorale nelle pazienti con carcinoma ovarico sieroso di grado elevato, recidivato e sensibile al platino e i benefici del farmaco sono stati osservati sia nelle donne con mutazioni di BRCA1 o BRCA2, sia in quelle con i geni non mutati.

Lo scopo dello studio appena pubblicato, randomizzato e in aperto, era valutare l'efficacia e la sicurezza di olaparib in combinazione con la chemioterapia, seguita da una terapia di mantenimento con olaparib, rispetto alla sola chemioterapia.

L'analisi ha riguardato 162 pazienti arruolate in 43 centri di 12 Paesi tra il 12 febbraio e il 30 luglio 2010. Tutte le partecipanti avevano già fatto fino a tre cicli di chemioterapia a base di platino in precedenza e non avevano mostrato alcuna progressione per almeno 6 mesi prima della randomizzazione.

I ricercatori hanno assegnato in modo casuale 81 donne al trattamento con olaparib 200 mg due volte al giorno nei giorni da 1 a 10 di ciascun ciclo di 21 giorni più paclitaxel 175 mg/m2 somministrato per via endovenosa il giorno 1 e carboplatino (area sotto la curva [AUC] 4 mg/ml al minuto) somministrato per via endovenosa il giorno 1. Dopo 4-6 cicli, le donne sono state sottoposte anche a una terapia di mantenimento con olaparib 400 mg due volte al giorno fino alla progressione della malattia.

Le altre 81 pazienti sono state assegnate alla sola chemioterapia con paclitaxel 175 mg/m2 e carboplatino (AUC 6 mg/ml) il giorno 1 di ogni ciclo di 21 giorni, senza alcuna terapia di mantenimento successiva..

Il gruppo trattato con olaparib più la chemioterapia ha mostrato una PFS mediana significativamente superiore rispetto a quello assegnato solo a paclitaxel più carboplatino (12,2 mesi contro 9,6; HR 0,51; IC al 95% 0,34-0,77).

Il beneficio offerto dalla combinazione di olaparib più chemioterapia in termini di miglioramento della PFS è risultato ancora maggiore nelle pazienti con mutazioni di BRCA (HR 0,21; IC al 95% 0,08-0,55), riferiscono gli autori,

Gli eventi avversi che sono stati più frequenti nel braccio trattato con olaparib più la chemioterapia sono stati alopecia (74% contro 59% nel gruppo di controllo), nausea (69% contro 57%), neutropenia (49% contro 39%), diarrea (42% contro 27 %), cefalea (33% contro 9%), neuropatia periferica (31% contro 19%) e dispepsia (26% contro 12%). La maggior parte degli eventi avversi è stata lievi o moderata, riferiscono i ricercatori.

Invece, gli eventi avversi più frequenti nel braccio di controllo sono stati la neutropenia di grado ≥3 (43% contro 35%) e l’anemia (9% contro il 7%).

La frequenza degli eventi avversi gravi è stata del 15% nel gruppo trattato con la combinazione olaparib-chemioterapia e 21% nel gruppo assegnato alla sola chemioterapia.

A. Oza, et al. Olaparib combined with chemotherapy for recurrent platinum-sensitive ovarian cancer: a randomised phase 2 trial. Lancet Oncol. 2014; doi:10.1016/S1470-2045(14)71135-0.
leggi