L'uso dell’inibitore di PARP veliparib in combinazione con ciclofosfamide per via orale non ha portato ad alcun miglioramento della percentuale di risposta o della sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana rispetto al trattamento con la sola ciclofosfamide in studio randomizzato di fase II su pazienti con un carcinoma ovarico sieroso di alto grado, peritoneale o delle tube di Falloppio e con mutazioni di BRCA. Il lavoro è stato pubblicato da poco su Clinical Cancer Research

Tuttavia, in questo studio, ciclofosfamide per via orale è stata ben tollerata in questa popolazione di pazienti ed è risultata associata a una buona risposta e alla stabilizzazione della malattia.

"La sensibilità relativa all'inibizione di PARP di cellule tumorali portatrici di vari difetti nel pathway della ricombinazione omologa non è ben caratterizzata, e quindi non si sa se includere pazienti che possono essere portatrici di altri difetti in questo pathway così come pazienti che trasportano delezioni conosciute dei geni BRCA1 o BRCA2 in un campione relativamente piccolo potrebbe aver influenzato il risultato complessivo dello studio" scrivono gli autori, guidati da Shivaani Kummar, del National Cancer Institute.

"L’assenza di un miglioramento della percentuale di risposta con l'aggiunta di veliparib a ciclofosfamide potrebbe anche essere dovuta alla dose di veliparib impiegata nel nostro studio, inferiore rispetto ai 250-400 mg BID utilizzati negli studi recenti come quello del Gynecologic Oncology Group (GOG) su veliparib come agente singolo e altri".

Lo studio ha coinvolto in totale 75 donne, di cui 38 assegnate in modo casuale a ciclofosfamide 50 mg con veliparib 60 mg per via orale e 37 con la sola ciclofosfamide in cicli di 21 giorni. La risposta ha potuto essere valutata in 72 delle 75 partecipanti..

In ognuno dei due bracci di trattamento si è avuta una risposta completa. Sei pazienti (il 19,4%) del gruppo trattato con la sola ciclofosfamide hanno mostrato una risposta parziale contro tre (11,8%) nel braccio trattato con la combinazione. Quattro delle pazienti che hanno risposto a ciclofosfamide avevano un carcinoma ovarico con una mutazione di BRCA, due un carcinoma ovarico sieroso di alto grado e una aveva un cancro delle tube di Falloppio.

La PFS mediana è stata di 2,3 mesi nel gruppo assegnato alla sola ciclofosfamide contro 2,1 in quello assegnato alla combinazione di veliparib e ciclofosfamide. Inoltre, la stratificazione delle pazienti in base allo stato mutazionale di BRCA non ha evidenziato alcun miglioramento significativo della PFS.

I ricercatori hanno provato anche a effettuare un sequenziamento genetico e un’analisi dell’espressione genica dei 211 geni coinvolti nella riparazione del DNA; tuttavia, nessuna delle alterazioni genetiche individuate è risultata associata ad alcun beneficio del trattamento.

L’evento avverso più comune in entrambi i bracci è stata la leucopenia di grado 2/3; inoltre, due pazienti assegnate al trattamento combinato hanno manifestato una linfopenia di grado 4 tale da richiedere una riduzione del dosaggio.