Il regime chemioterapico a quattro farmaci FOLFIRINOX è in grado di prolungare la sopravvivenza in modo significativo in pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico e un buon performance status. Non solo. La combinazione rallenta anche la progressione rispetto al trattamento standard con gemcitabina e, nonostante la sua maggiore tossicità, ritarda anche il peggioramento della qualità di vita. A evidenziarlo è uno studio multicentrico francese di fase II-III pubblicato sull’ultimo numero del New England Journal of Medicine.

Lo studio, frutto della collaborazione tra il Groupe Tumeurs Digestives of Unicancer e l’intergruppo PRODIGE, suggerisce che questo regime rappresenta una buona opzione e una valida alternativa allo standard come terapia di prima linea nei pazienti con malattia metastatica e un ECOG performance status pari a 0 o 1.

Attualmente, il gold standard per il trattamento di questi pazienti è rappresentato dalla gemcitabina, dopo che uno studio uscito nel 1997 ne ha dimostrato la superiorità rispetto al fluorouracile nel prolungare la sopravvivenza.

Anche i componenti del regime FOLFIRINOX - oxaliplatino, irinotecan, leucovorina e fluorouracile – hanno dimostrato di avere un’attività antitumorale nei confronti di questa neoplasia, oltre che alcuni effetti sinergici. Tuttavia, finora, si avevano pochi dati sull’efficacia e sulla sicurezza di questo cocktail in confronto allo standard terapeutico.

Per colmare questa lacuna, i ricercatori transalpini hanno effettuato inizialmente uno studio di fase II, con la prospettiva di passare poi a un trial più ampio di fase III se si fosse raggiunti l’obiettivo prestabilito di 11 o più risposte obiettive nei primi 40 pazienti.

Alla fase II hanno partecipato 88 pazienti e si è avuta una risposta del 31,8% nel gruppo trattato con FOLFIRINOX (14 pazienti su 44) contro l’11,3% nel gruppo gemcitabina (5 pazienti su 44). Si è quindi passati alla fase III aggiungendo altri 254 pazienti, in modo da arrivare ad avere 171 pazienti in ciascun braccio (compresi quella che avevano già partecipato alla fase II).

L’endpoint primario della fase III era la sopravvivenza globale mediana, mentre gli endpoint secondari erano la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sicurezza.

Dopo un follow-up mediano di 26.6 mesi, ci sono stati 273 decessi tra i 342 pazienti complessivamente arruolati. La sopravvivenza globale mediana è risultata di 11,1 mesi nel gruppo FOLFIRINOX contro 6,8 mesi nel gruppo gemcitabina (hazard ratio di morte 0,57; IC al 95% 0,45-0,73; P < 0,001).

Simile il beneficio di FOLFIRINOX sul rallentamento della progressione. La PFS è risultata infatti di 6,4 mesi nel gruppo FOLFIRINOX contro 3,3 mesi nel gruppo di controllo (hazard ratio di progressione 0,47; IC al 95% 0,37-0,59; P < 0,001).

La PFS a 6, 12 e 18 mesi è stata rispettivamente del 52,8%, 12,1% e 3,3% per il gruppo FOLFIRINOX e del 17,2%, 3,5% e 0% per il gruppo gemcitabina.

I pazienti del primo gruppo hanno mostrato una probabilità significativamente maggiore di neutropenia di grado 3 o 4 (P < 0,001), neutropenia febbrile (P = 0,03), piastrinopenia (P = 0,04), diarrea (P<0.001) neuropatia sensoriale (P < 0,001), mentre quelli del gruppo gemcitabina una maggiore probabilità di aumenti dell’alanina aminotransferasi di grado 3 o 4 (P < 0,001). In ognuno dei due bracci ci sono stati due decessi legati al trattamento.

Nonostante la maggiore tossicità del regime FOLFIRINOX, la qualità della vita dei pazienti di questo gruppo non è peggiorata così rapidamente come quella dei pazienti del gruppo gemcitabina. Infatti, dopo 6 mesi, i pazienti che hanno mostrato una riduzione definitiva dei punteggi della scala Global Health Status and Quality of Life sono stati il 31% nel primo caso contro il 66% nel secondo (hazard ratio 0,47; IC al 95% 0,30-0.70; P < 0,001).

Nel gruppo FOLFIRINOX 80 pazienti sono poi passati alla terapia di seconda linea (nella maggior parte dei casi con gemcitabina o combinazioni a base di gemcitabina) e nel gruppo gemcitabina 85. La sopravvivenza mediana dopo l’introduzione della terapia di seconda linea è stata di 4,4 mesi in entrambi i gruppi.

T. Conroy, et al. FOLFIRINOX versus Gemcitabine for Metastatic Pancreatic Cancer. N Engl J Med 2011; 364: 1817-1825.
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Elisa Spelta
Medical Writer