L'aggiunta di erlotinib alla terapia adiuvante con gemcitabina non ha offerto alcun beneficio ai pazienti con carcinoma pancreatico resecato R0 nello studio di fase III CONKO-005, un trial multicentrico tedesco presentato al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

La prognosi dei pazienti colpiti da un tumore al pancreas rimane sfavorevole. "Tutti saranno d'accordo sul fatto che c’è urgente bisogno di ulteriori miglioramenti terapeutici per i pazienti con un carcinoma pancreatico potenzialmente resecabile" ha detto Marianne Sinn, della Charité-Universitätsmedizin di Berlino, presentando i dati dello studio.

Il trattamento adiuvante con gemcitabina ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti affetti da tumore al pancreas. Dato che erlotinib ha dimostrato di essere efficace nel carcinoma pancreatico avanzato, i ricercatori tedeschi hanno effettuato lo studio CONKO-005 per valutare il possibile vantaggio dell’aggiunta di erlotinib alla terapia adiuvante con gemcitabina.

Il trial ha coinvolto 436 pazienti con un tumore al pancreas resecato R0, assegnati in modo casuale al trattamento con gemcitabina (1 g/m2 nei giorni 1, 8 e 15 ogni 29 giorni), con o senza erlotinib (100 mg/die) per 24 settimane. I pazienti sono stati controllati ogni 3 mesi per 2 anni e successivamente ogni 6 mesi per verificare se avevano una recidiva oppure no.

La maggior parte delle resezioni ha coinvolto la testa del pancreas. Quasi il 90% dei pazienti aveva tumori in stadio T3/T4 e circa i due terzi dei pazienti avevano un coinvolgimento linfonodale. L'intervallo di tempo mediano intercorso tra le resezione e l’inizio della chemioterapia è risultato compreso tra le 6 e le 7 settimane in entrambi i bracci.

Gli investigatori non hanno riferito alcuna differenza significativa nei risultati di efficacia tra il gruppo trattato con gemcitabina ed erlotinib rispetto al gruppo trattato con la sola gemcitabina, né in termini di DFS mediana (11,6 mesi in entrambi i bracci) né di OS (24,6 mesi contro 26,5).

Sul fronte della sicurezza e tollerabilità, come previsto, il rash cutaneo di grado 3/4 ha avuto un’incidenza significativamente superiore nel braccio trattato con erlotinib rispetto al braccio di controllo (7% contro < 1%; P < 0,001), ma non è stata osservata alcuna associazione tra sviluppo di rash ed efficacia. Anche l'incidenza della diarrea di grado 3/4 è risultata più elevata nel braccio erlotinib (5% contro 1%), mentre altre forme di tossicità hanno mostrato una frequenza simile nei due bracci.

La durata del trattamento è risultata simile nei due gruppi, con una mediana di 22 settimane.

La Sinn ha fatto notare una tendenza apparente verso un miglioramento della sopravvivenza a lungo termine tra i pazienti trattati con erlotinib e gemcitabina e ha avanzato l’ipotesi che sia possibile identificare i pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente dell’aggiunta di erlotinib alla terapia adiuvante.

Kenneth Yu, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center e del Weill Cornell Medical College di New York, invitato a discutere lo studio, ha osservato che lo standard di cura per i pazienti con carcinoma pancreatico resecato ha subito pochi cambiamenti negli ultimi 10-15 anni. "E 'importante ricordare che lo studio CONKO-005 è stato progettato in un'epoca in cui c'erano pochi agenti attivi a disposizione" ha sottolineato l’oncologo.

Sulla base dei risultati negativi dello studio LAP-07 in cui si è valutata la combinazione di erlotinib e gemcitabina nel carcinoma pancreatico avanzato, erlotinib, ha ricordato Yu, è stato eliminato dallo studio RTOG 0848 attualmente in corso sull’utilizzo di gemcitabina adiuvante con o senza chemioradioterapia. 

L’esperto ha poi aggiunto che tra le nuove strategie in corso di valutazione ci sono regimi chemioterapici più attivi e nuovi approcci basati su vaccini, e che Il setting adiuvante può essere ideale per sviluppare approcci terapeutici basati su analisi molecolari.

M. Sinn, et al. CONKO-005: Adjuvant therapy in R0 resected pancreatic cancer patients with gemcitabine plus erlotinib versus gemcitabine for 24 weeks—A prospective randomized phase III study. J Clin Oncol 33, 2015 (suppl; abstr 4007).
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