Ca polmonare, erlotinib meglio di gefitinib in uno studio di fase III

In uno studio di fase III pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, gefitinib non ha raggiunto l'endpoint principale di non inferioritą rispetto a erlotinib in pazienti pretrattati con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).

In uno studio di fase III pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, gefitinib non ha raggiunto l’endpoint principale di non inferiorità rispetto a erlotinib in pazienti pretrattati con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).

Nei pazienti con adenocarcinoma e mutazione di EGFR, la sopravvivenza media senza progressione (PFS) della malattia era pari a 8,3 mesi con gefitinib e 10,0 mesi con erlotinib (HR, 1,093; 95% CI, 0,879-1,358; P = 0,424). Nello studio, eventi avversi come rash di grado 3 si sono presentati più frequentemente con erlotinib rispetto a gefitinib (18,1% vs 2,2%), mentre l’innalzamento dei livelli degli enzimi epatici si è verificato più di frequente con gefitinib.

Lo studio, condotto esclusivamente in Giappone, ha arruolato 553 pazienti trattati con gefitinib o erlotinib. Gefitinib è stato somministrato alla dose da 250 mg al giorno e erlotinib alla dose da 150 mg al giorno. L’età media dei pazienti era pari a 67 anni e il 69,2% presentava la malattia allo stadio IV.
Il 66,4% dei partecipanti presentava mutazioni di EGFR e il 71,7% era positivo per le mutazioni L858R, la delezione dell’esone 19, mutazioni doppie o alterazioni di EGFR non comuni.

Le caratteristiche dei pazienti al basale erano ben bilanciate tra i due gruppi, ad eccezione dello status di performance (PS). In generale PS era più elevato nel gruppo tratto con gefitinib rispetto ai soggetti trattati con erlotinib (P=0,028). Nei gruppi erlotinib e gefitinib, rispettivamente, PS era 0 (50% vs 40,1%), 1 (42,5% vs 53,8%), e 2 (7,5% vs 6,1%).

L’endpoint principale dello studio era la non inferiorità di gefitinib rispetto a erlotinib per quanto riguarda la PFS. Gli endpoint secondari erano la non inferiorità per quanto riguarda la sopravvivenza generale (OS), il tasso di risposta generale (ORR), il tasso di controllo della malattia (DCR), la sicurezza e il tempo al fallimento della terapia (TTF).

Nei pazienti con mutazioni di EGFR, la OS media era 26,5 mesi con gefitinib verso 31,4 mesi con erlotinib (HR, 1,189; 95% CI, 0,900-1,570 0,900-1,570; P = 0,221). L’ORR era pari al 58,9% verso il 55% e il DCR era pari all’81,7% verso l’84% con gefitinib rispetto a erlotinib, rispettivamente.
Nei pazienti con delezione dell’esone 19, la PFS media era 11,1 verso 11,5 mesi con gefitinib ed erlotinib, rispettivamente (HR, 1,120; 95% CI, 0,813-1,544 0,813-1,544; P = 0,487). Nel gruppo con mutazione L858R, la PFS era di 8,1 mesi con gefitinib e 8,5 mesi con erlotinib (HR, 0,938; 95% CI, 0,675-1,304 0,675-1,304; P = 0,704). Nei pazienti con mutazioni non comuni di EGFR, la PFS media era di 6,4 mesi con gefitinib e di 5,3 mesi con erlotinib (HR, 1,109; 95% CI, 0,464-2,653 0,464-2,653; P = 0,815). 

In generale, includendo anche i pazienti senza mutazioni di EGFR, la PFS media era di 6,5 mesi con gefitinib e 7,5 mesi con erlotinib ( HR aggiustato 1,125; 95% CI, 0,940-1,347). La OS media era di 22,8 mesi con gefitinib e 24,5 mesi con erlotinib (HR, 1,038; 95% CI, 0,833-1,294 0,833-1,294). TTF era 5,6 mesi e 5,3 mesi  rispettivamente con gefitinib ed erlotinib (HR, 1,032; 95% CI, 0,866-1,231) e l’ORR era pari al 45,9% vs 44,1% e DCR era pari a 70,9% vs 75,3% per i due farmaci, rispettivaemtne.

In generale, la tossicità era inferiore con gefitinib rispetto a erlotinib (P<0,001). L’aumento dei livelli di aspartato amino transferasi si è verificato nel 6,1% dei pazienti trattati con gefitinib e nel 2,2% dei soggetti trattati con erlotinib. L’aumento dei livelli di alanina amino transferasi di grado 3/4 è stato osservato nel 13% dei soggetti trattati con gefitinib e nel 3,3% dei pazienti trattati con erlotinib.

“I risultati di questo studio, insieme a quelli di un trial di fase IIb precedente in cui sono stati confrontati due inibitori delle tirosin chinasi EGFR, possono essere di aiuto per prendere una decisione sul trattamento da utilizzare, decisione che prima veniva fatta senza sufficienti dati”, spiegano gli autori. “Questo studio, però presenta dei limiti in quanto alcune volte sono stati arruolati pazienti senza mutazioni di EGFR. I risultati sono provocatori, ma non credo possano cambiare la pratica di molte persone”, conclude Riely, del Dipartimento di Medicina del Memorial Sloan Kettering Cancer Center che non è stato coinvolto nello studio.

Urata Y, Katakami N, Morita S, at al. Randomized Phase III Study Comparing Gefitinib With Erlotinib in Patients With Previously Treated Advanced Lung Adenocarcinoma: WJOG 5108L [published online March 28, 2016]. J Clin Oncol. doi: 10.1200/JCO.2015.63.4154
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