L’aggiunta di abiraterone acetato a prednisone come terapia di prima linea per il cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione chimica migliora la sopravvivenza libera da progressione (PFS) radiografica rispetto al solo prednisone più placebo, secondo i risultati dello studio COU-AA-302, presentati all’ultimo congresso della European Association of Urology (EAU) a Milano.

"I dati di PFS ... sono linea con risultati già ottenuti in precedenza, ma abbiamo un po’ di dati in più sulla sopravvivenza globale" ha detto il primo autore dello studio, Peter Mulders, del Radboud University Nijmegen Medical Centre. "Anche se la differenza non è statisticamente significativa, si vede una tendenza consistente a favore di abiraterone più prednisone e si nota anche che la tossicità non aumenta all’aumentare della durata della terapia con abiraterone più prednisone, il che è importante da sapere" ha aggiunto l’esperto, che è anche a capo della EAU Research Foundation.

"Questi risultati si sono mantenuti costanti, senza nessun cambiamento drammatico nel corso del tempo," ha affermato il moderatore della sessione in cui sono stati presentati i dati, Tomasz Borkowski, dell’Università di Varsavia, in Polonia.


Abiraterone è stato approvato in Europa e negli Stati Uniti come terapia di prima linea per il cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione chimica sulla base di un’analisi ad interim pianificata in partenza dei dati dello studio COU-AA-302, eseguita dopo che si era verificato il 43% dei decessi attesi. Questi risultati sono stati presentati inizialmente all’ultimo congresso dell’American Society of Clinical Oncology, nel giugno scorso, dopodiché il comitato di monitoraggio dei dati e della sicurezza ha raccomandato all’unanimità di togliere il cieco in anticipo

I risultati presentati da Mulders si riferiscono all’analisi pianificata in partenza eseguita dopo che si era verificato il 55% dei decessi attesi.

Lo studio COU-AA-302 è un trial internazionale di fase III 3, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha coinvolto 1088 uomini con cancro alla prostata naïve alla chemioterapia, trattati con abiraterone 1000 mg/die o placebo, in entrambi i casi in aggiunta a prednisone 5 mg due volte al giorno. I due endpoint primari erano la PFS radiografica e la sopravvivenza globale (OS).

Dopo un follow-up mediano di 27,1 mesi, la PFS radiografica è risultata significativamente maggiore nel gruppo abiraterone rispetto al gruppo placebo (16,5 mesi contro 8,3; hazard ratio, HR 0,53; P < 0,0001).

Anche l’OS mediana è risultata superiore nel gruppo abiraterone rispetto al gruppo di controllo, ma la differenza non ha raggiunto la significatività statistica (35,3 mesi contro 30,1 mesi; HR 0,79; P = 0,015).

L’aggiunta di abiraterone a prednisone si è dimostrata efficace anche su quasi tutti gli endpoint secondari. Il tempo trascorso prima di dover iniziare la chemioterapia citotossica è stato di 26,5 mesi nel gruppo abiraterone contro 16,8 nel gruppo placebo (HR 0,61; P < 0,0001), quello trascorso prima di dover ricorrere agli oppiacei per alleviare il dolore provocato dal cancro non è stato raggiunto nel gruppo abiraterone mentre è stato di 23,7 mesi nel gruppo di controllo (HR 0,71; P < 0,0002), mentre la progressione biochimica si è manifestata dopo 11,1 mesi nel gruppo in trattamento attivo contro 5,6 mesi nel gruppo placebo (HR 0,50; P < 0,0001).

Inoltre, non sono emerse nuove problematiche relativamente alla sicurezza del trattamento con abiraterone, segnalano gli autori.

Il risultato principale di questa analisi "è la coerenza dei dati di PFS radiografica maturati nel tempo" ha detto Mulders, aggiungendo che anche i dati di OS sono buoni e che la tossicità non aumenta prolungando la durata della terapia.

"Per molto tempo, avere un cancro alla prostata resistente alla castrazione chimica equivaleva a una sentenza di condanna a morte" ha detto Borkowski. "Ora abbiamo almeno cinque farmaci che prolungano la sopravvivenza. Stiamo cercando di capire quali siano il momento migliore per somministrarli, la migliore sequenza di trattamento, in quali pazienti si dovrebbe iniziare con i farmaci più citotossici e in quali si potrebbe iniziare con un trattamento meno aggressivo e prolungare la terapia ormonale" ha concluso l’esperto.

P.F.A. Mulders, et al. Updated interim analysis (IA): Results of randomized phase 3 study COU-AA-302 of abiraterone acetate (AA) in metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC) patients (pts) without prior chemotherapy. EAU 2013; abstract 97.