La somministrazione della chemioterapia in concomitanza con la terapia di deprivazione androgenica (ADT), invece che aspettare a dare il trattamento citotossico fino alla comparsa della progressione, migliora la sopravvivenza globale (OS) negli uomini con un tumore alla prostata metastatico ormono-sensibile. È questo il risultato di uno studio randomizzato e in aperto di fase III, chiamato E3805 e sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI).

In questo studio, i pazienti trattati contemporaneamente con l’ADT e con il chemioterapico docetaxel hanno mostrato una sopravvivenza a 3 anni del 69% contro una sopravvivenza del 52,5% nei pazienti della stessa popolazione trattati con la sola ADT.

"I risultati di questo studio sono tali da far cambiare la pratica clinica" afferma il coordinatore dello studio Christopher Sweeney, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. "Abbiamo una forte evidenza scientifica che i pazienti con un tumore alla prostata metastatico negli stadi più avanzati traggono vantaggio da un’aggiunta precoce di docetaxel all’ADT, senza aspettare che il tumore riprenda a crescere dopo la terapia ormonale. I risultati di questo studio sono importanti sia per migliorare le cure attuali sia per la progettazione di nuovi studi clinici volti a migliorare ulteriormente la vita degli uomini colpiti da un carcinoma della prostata metastatico” aggiunge l’autore.

"Inoltre, questi risultati sono un esempio di come combinare due trattamenti approvati e disponibili in grado di produrre un significativo miglioramento nel risultato clinico" afferma Jeff Abrams, direttore della Division of Cancer Treatment and Diagnosis del NCI.

Questi risultati positivi sono stati diffusi prima della chiusura dello studio, dopo una analisi ad interim programmata e su proposta del comitato indipendente di controllo dei dati e della sicurezza, si legge in un comunicato stampa diffuso dai National Institutes of Health (NIH), che comprendono il NCI

Allo studio hanno partecipato 790 uomini colpiti da un carcinoma della prostata metastatico sottoposti al trattamento con la sola ADT oppure con ADT più docetaxel ogni 3 settimane per un totale di 18 settimane.

Oltre a registrare un beneficio complessivo di sopravvivenza, i ricercatori hanno anche notato che i pazienti con più probabilità di trarre beneficio dalla combinazione delle due terapie erano quelli con una malattia metastatica più estesa, con un tasso di sopravvivenza a 3 anni del 63,4%. Nei pazienti con  malattia metastatica molto estesa trattati con la solo ADT la sopravvivenza a 3 anni è risultata del 43,9%, riferisce l’NIH.

I ricercatori hanno stratificato i sottogruppi determinando all’inizio dello studio in quali pazienti la malattia era diffusa ai principali organi come il fegato e/o aveva portato allo sviluppo di quattro o più lesioni ossee . Sui partecipanti con una malattia metastatica meno estesa sarà effettuato un ulteriore follow-up, al fine di determinare la risposta al trattamento combinato di questo sottogruppo.

Negli uomini che hanno un cancro alla prostata metastatico, la tipica sequenza di trattamento è un’ADT iniziale e poi, dopo la progressione, nuove terapie ormonali come abiraterone e enzalutamide; infine , dopo l’ulteriore progressione, si aggiunge la chemioterapia.

In passato, i medici hanno abbinato la chemioterapia con l’ADT prima che un paziente sviluppasse un tumore resistente alla castrazione chimica e solo in casi “ad hoc" e fuori protocollo, spiega Sweeney. Sulla base dei dati ottenuti nello studio E3805 , i medici ora hanno una spiegazione razionale per combinare i due trattamenti più regolarmente, ha detto Sweeney.

Tuttavia, si legge nel comunicato, i medici dovrebbero limitare l'uso di questa combinazione ai pazienti con metastasi molto estese idonei al trattamento con docetaxel, poiché la chemioterapia è gravata da alcune tossicità.

Dato che sia docetaxel sia l’ADT sono terapie approvate dall’autorità regolatoria, i medici non dovranno aspettare l’ok dell’Fda per poter utilizzare la nuova strategia, osserva Sweeney, che vede come unico possibile ostacolo quello della copertura da parte delle assicurazioni sanitarie.

L’oncologo rende noto, infine, che gli autori presenteranno i dati dello studio in uno dei prossimi congressi del settore e li invieranno a una rivista peer-reviewed per essere pubblicati entro quest'anno, per informare la comunità oncologica, incoraggiare l'uso della nuova strategia  e cercare di far inserire al combinazione dei due trattamenti nelle linee guida di trattamento per questa popolazione di pazienti

Protocollo dello studio