L’aggiunta dell’inibitore della sintesi degli androgeni abiraterone acetato a prednisone può ritardare in modo significativo la progressione del dolore e il deterioramento della qualità della vita rispetto al solo steroide negli uomini con un carcinoma della prostata resistente alla castrazione chimica metastatico (mCRPC), naïve alla chemioterapia. A suggerirlo sono i risultati di un’analisi ad interim di uno studio randomizzato di fase III, lo studio COU-AA-302, appena pubblicata su The Lancet Oncology.

In quest’analisi, i ricercatori hanno valutato prospetticamente i dati relativi al dolore e allo stato funzionale riferiti dal paziente. Il dolore è stato valutato con il questionario Brief Pain Inventory Short Form (BPI-SF) 14 giorni (o meno) prima del primo trattamento, il giorno 1 di ogni ciclo e al momento della sospensione della terapia. Nel questionario, i pazienti hanno valutato il dolore su una scala da 0 a 10, dove punteggi più bassi corrispondono a livelli inferiori di intensità del dolore.

Inoltre, è stata valutata la qualità di vita legata alla salute con il questionario Functional Assessment of Cancer Therapy—Prostate (FACT-P) il primo giorno di ogni terzo ciclo e al momento della sospensione del trattamento. Il punteggio si calcola utilizzando tre sottoscale e una scala specifica per il cancro alla prostata e i punteggi variano da 0 a 156, dove numeri più alti indicano un migliore stato funzionale. Il deterioramento della qualità di vita legata alla salute è stato definito come una diminuzione di 10 punti rispetto al basale nel punteggio totale e una diminuzione di 3 punti rispetto al basale nel sottoscala della prostata.

"I pazienti che hanno un tumore avvertono molti sintomi legati alla malattia e agli effetti collaterali dei farmaci, ma quest’informazione in genere non viene né misurata in modo rigoroso negli studi clinici né è riportata nei foglietti illustrativi dei farmaci negli Stati Uniti. Come risultato, i pazienti hanno spesso informazioni incomplete su come potrebbero sentirsi con una nuova terapia. Il nostro studio affronta il problema di questo gap informativo" afferma in un comunicato stampa il primo firmatario dell’analisi, Ethan Basch, direttore del Cancer Outcomes Research Program presso il Lineberger Comprehensive Cancer Center della University of North Carolina di Chapel Hill.

Lo studio COU-AA-302 è un trial internazionale randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha coinvolto 1088 pazienti con mCRPC asintomatici (con un punteggio del BPI-SF pari 0 o 1) o lievemente sintomatici (con un punteggio del BPI-SF pari a 2 o 3) trattati in rapporto 1:1 con abiraterone (1 g/die) più prednisone (5 mg due volte al giorno ) o prednisone più placebo in cicli continui di 4 settimane.

Lo studio ha già dimostrato che l’aggiunta di abiraterone allo steroide porta a un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS) e di tutti gli endpoint secondari rispetto al solo prednisone.

L’analisi appena uscita su The Lancet Oncology mostra che i pazienti trattati con abiraterone più prednisone hanno avuto un ritardo di più di 8 mesi nella progressione dell’intensità del dolore (aumento del punteggio del BPI - SF di almeno il 30% rispetto al valore basale) rispetto ai controlli. Infatti, la progressione dell’intensità del dolore è avvenuta dopo una mediana di 26,7 mesi nel gruppo abiraterone contro 18,4 nel gruppo placebo (hazard ratio, HR, 0,82; IC al 95% 0,67-1,00; P = 0,0490).

Anche la progressione del dolore fino al punto da interferire con le attività quotidiane (aumento del punteggio del BPI-SF di almeno il 50% rispetto al valore basale)è avvenuta più tardi nel gruppo abiraterone che non nel gruppo di controllo (10,3 mesi contro a 7,4; HR = 0,79; IC al 95% 0,67-0,93; P = 0,005).

Inoltre, nei pazienti trattati con abiraterone si è registrato un ritardo di 4 mesi nel peggioramento della  qualità di vita legata alla salute rispetto al placebo sia in base al risultato complessivo del questionario FACT-P (12,7 mesi contro 8,3; HR = 0,78; IC al 95% 0,66-0,92; P = 0,003) sia in base a quello relativo solo alla sottoscala specifica per il cancro alla prostata (11,1 mesi contro 5,8; HR = 0,70; IC al 95% 0,60-,83; P < 0,0001).

"La maggior parte degli uomini con un cancro alla prostata metastatico sente un dolore che è spesso debilitante e può avere un profondo impatto sul loro funzionamento, sulla capacità di dormire e lavorare e sulla gioia di vivere. Il dolore è un problema centrale nel cancro della prostata e la sua gestione rimane una grossa sfida" afferma Basch nella nota.

Secondo l’Fda, i questionari validati che valutano gli outcome riferiti dai pazienti possono funzionare come indicatori di un beneficio clinico. Inoltre, la capacità di ritardare sofferenza rappresenta un beneficio significativo per i pazienti. Come risultato dell’aumento più tardivo dell’intensità del dolore, i pazienti trattati con abiraterone sono stati in grado di procrastinare anche il ricorso agli oppiacei e ad altri farmaci analgesici.

"Il disegno di questo studio indica una strada per utilizzare gli endpoint centrati sul paziente nei prossimi studi" sostiene Basch . "Non solo fornisce informazioni essenziali sulle proprietà di abiraterone acetato, ma dimostra la fattibilità di misurare rigorosamente i sintomi in un ampio studio internazionale".

Abiraterone è stato approvato nel 2011 sia dalla Food and Drug Administration (Fda) sia dalla European Medicines Agency (Ema), in combinazione con prednisone, per il trattamento di pazienti con mCRPC già sottoposti in precedenza a una chemioterapia con docetaxel sulla base dei risultati dello studio COU-AA-301 (pubblicato su The Lancet Oncology nel 2012), che ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale (OS) negli uomini trattati col farmaco. Nel 2012, entrambe le agenzie hanno esteso l’indicazione ai pazienti con mCRPC non ancora trattati con la chemioterapia proprio sulla base dei risultati dello studio COU-AA-302.

E Basch, et al. Abiraterone acetate plus prednisone versus prednisone alone in chemotherapy-naive men with metastatic castration-resistant prostate cancer: patient-reported outcome results of a randomised phase 3 trial. Lancet Oncol. 2013; doi:10.1016/S1470-2045(13)70424-8
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