I risultati a lungo termine dello studio di fase III ALSYMPCA, condotto in pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione (CRPC) e metastasi ossee, confermano la sicurezza della terapia con radio-223 mostrando una ridotta incidenza di mielosoppressione e nessuna associazione con la comparsa di tumori secondari. I nuovi dati sono stati presentati in occasione del Genitourinary Cancers Symposium 2014.

ALSYMPCA è un trial randomizzato di fase III che ha confrontato la sicurezza e l’efficacia del radio-223 rispetto al placebo in 921 pazienti con CRPC e metastasi ossee sintomatiche. Lo studio ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza generale pari a 3,6 mesi con il radiofarmaco rispetto al controllo e il follow up a due anni ha mostrato una ridotta incidenza di eventi avversi di tipo ematologico nei pazienti trattati con radio-223.

Dei partecipanti, 571 sono stati valutati nelle analisi di follow up a lungo termine della durata di 3 anni a partire dalla prima iniezione del radiofarmaco. Di questi, 404 sono stati randomizzati a ricevere radio-223 e 167 sono stati trattati con placebo. L’83% dei partecipanti assegnati a ricevere il radiofarmaco e il 71% dei controlli ha ricevuto tutte le sei iniezioni previste per lo studio. La durata media al tempo delle analisi (circa 1,5 anni dopo l’ultima iniezione) era di 10,4 mesi per i pazienti trattato con radio-223 e 7,6 mesi per i controlli.

In questo periodo, eventi avversi associati al trattamento si sono verificati nel 6% dei partecipanti assegnati al radiofarmaco e nel 5% dei controlli. Gli eventi avversi più frequenti nel gruppo assegnato al radio-223 erano di tipo ematologico e includevano anemia (3%), anemia aplastica (<1%), leucopenia (<1%), neutropenia (1%) e trombocitopenia (1%). Eventi avversi di grado 3-4 associati al radio-223 erano anemia (1%), anemia aplastica (1%), leucopenia (<1%) e neutropenia (1%). Un paziente con anemia aplastica trattato con il radiofarmaco è stato diagnosticato in base alla biopsia del midollo osseo. Questo paziente era stato precedentemente trattato con la chemioterapia e aveva ripetuto la radioterapia a fasci esterni a causa delle metastasi ossee. Dei partecipanti trattati con placebo, il 3% ha presentato anemia e l’!% anemia di grado 3-4.

Durante l’analisi non sono stati osservati casi di leucemia mielogena acuta, sindrome mielodisplastica o tumore osseo primario. Due pazienti trattati con radio-223 e tre controlli hanno sviluppato tumori in altri organi che, però, non erano associati all’uso del farmaco.

Gli episodi di tossicità di tipo non ematologico erano rari nel gruppo trattato con il radio farmaco e si sono verificati in meno dell’1% dei pazienti trattati con radio-23. Questi eventi avversi includevano insufficienza multi organo, polmonite, perdita di peso, dolore muscolo scheletrico, fratture patologiche e vertigini.

I dati completi relativi al follow up della durata di 3 anni saranno presentati a giugno in occasione del Congresso  American Society of Clinical Oncology di Chicago.

Radio-223 è un radiofarmaco che emette radiazioni alfa. Il suo principio attivo mima il calcio  legandosi selettivamente all’osso, in maniera specifica nelle aree metastatiche, formando complessi con la componente  minerale dell’osso, l'idrossiapatite. L’elevato trasferimento di energia, proprio degli alfa emittenti (80 keV/micrometro), causa la rottura della doppia elica del DNA nelle cellule tumorali vicine,  risultando in un potente effetto citotossico. Gli effetti addizionali sul microambiente tumorale, che comprende osteoblasti e osteoclasti, contribuiscono all’efficacia in vivo. Il raggio d’azione della radiazione alfa emessa dal radio-223 è inferiore a 100 micrometri (equivamenti alla somma di meno di 10 diametri cellulari); ciò limita i danni al tessuto sano circostante.

Il farmaco è stato approvato negli USA lo scorso maggio e in Europa lo scorso novembre, per il trattamento dei pazienti affetti da tumore della prostata resistente alla castrazione, con metastasi ossee sintomatiche e in assenza di metastasi viscerali.

Il tumore della prostata costituisce la seconda neoplasia più frequente al mondo nella popolazione maschile. Nel 2008, si stima che siano state eseguite 899 mila diagnosi di neoplasia della prostata nel mondo, e che 258 mila pazienti siano deceduti per questa patologia. Il tumore della prostata è la sesta causa di decesso per neoplasia negli uomini.

La maggior parte degli uomini affetti da CRPC presentano metastasi ossee sintomatiche. Una volta che le cellule tumorali si localizzano nell’osso, interferiscono con la resistenza dell’osso e conducono allo sviluppo di dolore, fratture e altre complicanze che condizionano in maniera significativa la salute. Le metastasi ossee secondarie al tumore della prostata si localizzano tipicamente alla colonna vertebrale, soprattutto nel tratto lombare, e al bacino. Le metastasi ossee sono una delle principali cause di morbidità e morte nei pazienti con CRPC.

Nilsson S, Vogelzang NJ, Sartor AO, et al. 1.5-year post-treatment follow-up of radium-223 dichloride (Ra-223) in patients with castration-resistant prostate cancer (CRPC) and bone metastases from the phase 3 ALSYMPCA study. J Clin Oncol. 2014;32(suppl 4; abstr 9).
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