Enzalutamide ha raggiunto gli endpoint primari e secondari di efficacia nello studio di fase 3 PREVAIL condotto con in pazienti con cancro della prostata metastatico, pre-chemioterapia, che avevano fallito la terapia di deprivazione androgenica e avevano pochi o nessun sintomo. 

I dati saranno presentati durante una late-breaking oral presentation, a San Francisco giovedì 30 gennaio 2014, al prossimo congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) 2014 Genitourinary (GU) Cancers Symposium .

“Questo è un importante passo in avanti nella terapia del carcinoma prostatico per gli uomini la cui malattia è progredita nonostante il trattamento con terapia di deprivazione androgenica” ha commentato il Professor Bertrand Tombal, MD, PhD, Chairman della Division of the Urology, Cliniques Universitaires Saint Luc, Université Catholique de Louvain (UCL) e European Principal Investigator dello studio PREVAIL. “Oltre ai chiari benefici in termini di efficacia, quello che mi ha più impressionato nei risultati dello studio è che il trattamento con enzalutamide ritarda l’inizio della chemioterapia, un fattore chiave nel mantenimento della qualità di vita in uomini con carcinoma prostatico in fase avanzata”.

I risultati dello studio PREVAIL in uomini con cancro prostatico metastatico, che siano progrediti alla terapia di deprivazione androgenica sono i seguenti:
•  Il trattamento con enzalutamide ha dimostrato un beneficio statisticamente significativo, rispetto a placebo, in termini di sopravvivenza complessiva. Enzalutamide ha ridotto il rischio di morte del 29% (HR=0.71; p<0.0001), rispetto al placebo. Questo beneficio è stato osservato nonostante l’utilizzo significativo di successive terapie (40% nel gruppo enzalutamide e 70% nel gruppo placebo). i

• Il trattamento con enzalutamide riduce significativamente il rischio di progressione radiografica o morte dell’81% rispetto al placebo (HR=0.19; p<0.0001).i

• Nei sottogruppi di pazienti sono stati osservati considerevoli benefici in questi endpoint co-primari di sopravvivenza complessiva e di sopravvivenza libera da progressione radiografica. i

• Gli uomini trattati con enzalutamide hanno avuto un ritardo di 17 mesi del momento di inizio della chemioterapia, rispetto a quelli trattati con placebo (28.0 mesi verso 10.8 mesi; HR=0.35; p<0.0001) .i

• La maggioranza degli uomini (58.8%) con metastasi ai tessuti molli trattati con enzalutamide, rispetto al 5% dei pazienti trattati con placebo, ha avuto una risposta oggettiva (remissione completa o parziale), inclusa la remissione completa nel 19.7% dei pazienti enzalutamide rispetto all’1% dei pazienti placebo.i

• Enzalutamide ha esteso il tempo medio di progressione del PSA, da 2.8 mesi (placebo) a 11.2 mesi (HR=0.169; p<0.0001).ii

• Circa 4 pazienti su 5 nel gruppo enzalutamide ha evidenziato una riduzione del PSA pari o maggiore al 50%, rispetto a meno del 4% nel gruppo placebo (78% vs 3.5%; p<0.0001) ii

• Il tempo medio di peggioramento in una valutazione specifica della qualità di vita di pazienti con carcinoma prostatico, il Functional Assessment of Cancer Therapy-Prostate o FACT-P, è stato di 11.3 mesi per i pazienti trattati con enzalutamide e di 5.6 mesi per i pazienti placebo (HR, 0.625, p<0.0001).ii

• La durata media del trattamento  con enzalutamide è stata  3 volte maggiore di quella con placebo (16.6 versus 4.6 mesi). ii

• Gli effetti indesiderati comuni che si sono verificati durante il trattamento, e più comuni negli uomini trattati con enzalutamide, comprendevano fatigue, mal di schiena, costipazione e artralgia.  Ipertensione è stata osservata nel 13.4% dei pazienti trattati con enzalutamide verso il 4.1% di quelli trattati con placebo. Eventi avversi cardiaci, di grado 3 o superiore, sono stati riportati nel 2,8% dei pazienti enzalutamide rispetto al 2,1% dei pazienti placebo. Gli sperimentatori hanno riportato zero episodi di convulsioni nel gruppo di trattamento enzalutamide e una convulsione nel gruppo placebo prima della data di chiusura di raccolta dati. Nel gruppo enzalutamide è stato riportato un episodio di convulsione successivo al momento di chiusura raccolta dati.

Lo studio PREVAIL
Lo studio di fase 3 PREVAIL è uno studio randomizzato, in doppio cieco, placebo-controllato, internazionale, che ha arruolato più di 1.700 pazienti in centri negli Stati Uniti, nel Canada, in Europa, in Australia, in Russia, Israele e in paesi asiatici tra cui il Giappone. Lo studio ha arruolato pazienti con cancro prostatico metastatico in progressione di malattia nonostante il trattamento con terapia di deprivazione androginica e che non avessero ancora ricevuto una chemioterapia. Gli endpoint co-primari dello studio sono stati la sopravvivenza complessiva e la sopravvivenza libera da progressione radiografica. Lo studio è stato disegnato per valutare enzalutamide alla dose orale di 160 mg una volta al giorno verso placebo. L’arruolamento previsto è stato completato nel maggio 2012 e l’analisi ad interim predefinita è stata condotta dopo 516 eventi (morte del paziente).

Meccanismo d’azione di enzalutamide
Enzalutamide è un nuovo inibitore, in monosomministrazione orale, del segnale del recettore androgenico, che agisce in tre modi distinti: inibisce il legame del testosterone ai recettori androgenici, inibisce la traslocazione nucleare dei recettori androgenici; e blocca il legame e l’attivazione del DNA tramite i recettori degli androgeni.iv
Enzalutamide è attualmente registrata in Europa per il trattamento di uomini adulti con cancro prostatico metastatico resistente alla castrazione, la cui patologia sia progredita durante o dopo trattamento con docetaxel.