Nei pazienti con un tumore alla prostata, degarelix migliora i sintomi delle basse vie urinarie (LUTS) più di goserelin più bicalutamide. Lo evidenzia uno studio appena presentato al 29° congresso annuale dell'European Association of Urology (EAU), a Stoccoloma.

Il primo trattamento per i pazienti con un carcinoma prostatico avanzato è quello con un agonista o antagonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), che può servire a ridurre il volume della prostata e ad abbassare lo stadio della malattia prima della radioterapia.

Tuttavia, dal momento che il cancro alla prostata si associa anche a LUTS, questi pazienti possono essere curati meglio con un trattamento più efficace contro questi sintomi, ha spiegato Malcolm Mason, dell’Università Cardiff, presentando il lavoro.

Per questo, Mason e altri autori hanno confrontato l'efficacia dell’antagonista del GnRH degarelix con quella del agonista del GnRH goserelin in combinazione con l’antiandrogeno bicalutamide, combinando i dati dei singoli pazienti arruolati in tre studi clinici: in tutto, 463 uomini trattati con degarelix 240/60 mg (289 pazienti) o goserelin 3,6 mg più bicalutamide 50 mg inizialmente per 17-28 giorni (174).

Nei singoli studi, il trattamento con degarelix si è associato riduzioni significativamente maggiori dell’International Prostate Symptom Score (IPSS) dopo 12 settimane rispetto alla combinazione di goserelin e bicalutamide, e questo risultato è stato confermato nell’analisi presentata ora a Stoccolma.

In quest’analisi, un sollievo dai LUTS clinicamente rilevante è stato definito come una diminuzione di almeno 3 punti dell’IPSS durante le 12 settimane di trattamento.

Dopo gli opportuni aggiustamenti per i possibili fattori confondenti, si è visto che una percentuale significativamente superiore di pazienti trattati con degarelix ha ottenuto un sollievo dai LUTS clinicamente rilevante rispetto a quelli trattati con goserelin più biicalutamide (odds ratio, OR, 1,62; P = 0,03).

Il beneficio di degarelix è risultato particolarmente pronunciato nei pazienti con LUTS moderati o gravi (IPSS ≥ 13 al basale; OR 2,35; P < 0,01), così come nei pazienti con dominanza di svuotamento al basale (P < 0,017) e in quelli con un volume prostatico totale iniziale uguale o superiore a 40 ml (P < 0,020).

Invece, ha riferito Mason, non si è visto lo stesso grado di beneficio nei pazienti con malattia localizzata.

Inoltre, i due trattamenti messi a confronto non hanno mostrato nessuna differenza significativa in termini di riduzione del volume totale della prostata (37% contro 38,4%) e del testosterone (98,8% contro 97,3%) o delle infezioni delle vie urinarie durante il trattamento (2% contro 2%).

"I dati sembrano dimostrare che degarelix è più efficace rispetto alla combinazione di goserelin più bicalutamide nell’alleviare i sintomi a livello delle basse vie urinarie" ha concluso Mason.

M. Mason, et al. Greater Short-Term Relief of Lower Urinary Tract Symptoms in Prostate Cancer Patients Treated With Degarelix Compared to Goserelin Plus Bicalutamide: Results of a Pooled Analysis. EAU 2014; abstract 975.