La radioterapia conformazionale a dosi crescenti abbinata alla deprivazione androgenica neoadiuvante ha dimostrato di offrire un vantaggio in termini di prolungamento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) biochimica, vantaggio che però non si è tradotto in un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) in un gruppo di pazienti con un cancro alla prostata. È questo il risultato dello studio MRC RT01, pubblicato da poco su The Lancet Oncology, dopo un follow-up mediano di 10 anni.

MRC RT01 è un trial internazionale di fase III, randomizzato e controllato, in aperto, che ha coinvolto in totale 843 uomini con un cancro alla prostata T1b - T3a, N0, M0 e con livelli di PSA inferiori a 50 ng/ml, di cui 422 assegnati alla deprivazione androgenica più la radioterapia a dosi crescenti (per un totale di 74 Gy nell’arco di 37 trattamenti) e 421 al gruppo di controllo, sottoposto alla deprivazione androgenica più la radioterapia a basso dosaggio (64 Gy in 32 trattamenti).

I due endpoint primari erano l’OS, definita come il tempo intercorso tra la randomizzazione e il decesso per qualsiasi motivo, e la PFS biochimica, definita come il tempo intercorso tra la randomizzazione e il decesso attribuibile al tumore alla prostata o lo sviluppo della malattia metastatica.

Dopo 10 anni di follow-up, l’OS è risultata identica nei due gruppi, e pari al 71% (hazard ratio, HR, 0,99; IC al 95% 0,77-1,28; P = 0,96). Tuttavia, la PFS biochimica è risultata significativamente maggiore nel primo gruppo rispetto a quello di controllo, e pari rispettivamente al 55% contro 43% (HR 0,69; IC al 95% 0,56-0,84; P = 0,0003).

Lo studio ha anche mostrato che la radioterapia ad alto dosaggio ritarda il ricorso alla deprivazione androgenica di salvataggio, trattamento che produce i noti effetti collaterali indesiderati andropausali. Tuttavia, l’entità di questo vantaggio deve essere soppesata contro l’aumento dose-dipendente e ben caratterizzato degli effetti avversi di tipo intestinale.

“Questi dati di efficacia della radioterapia ad alto dosaggio vanno soppesati contro l’aumento delle tossicità acute e croniche indotto da questo trattamento e sottolineano l’importanza di utilizzare i metodi moderni di radioterapia per ridurre gli effetti collaterali” scrivono gli autori nelle conclusioni.

Un limite di questo studio è che i dati sugli effetti collaterali sono stati raccolti solo in 5 dei 10 anni considerati, il che ha limitato considerevolmente l'analisi del rapporto costi-benefici del regime sperimentale. Inoltre, l'applicabilità dei risultati di questo trial è limitata, visti i recenti progressi tecnologici nel campo della radioterapia.

D.P. Dearnaley, et al. Escalated-dose versus control-dose conformal radiotherapy for prostate cancer: long-term results from the MRC RT01 randomised controlled trial. The Lancet Oncology 2014; doi:10.1016/S1470-2045(14)70040-3.
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