Ca renale a cellule chiare, nessun beneficio da sunitinib o sorafenib adiuvanti

Né sunitinib né sorafenib somministrati come terapia adiuvante, cioè dopo la chirurgia, hanno mostrato di offrire vantaggi significativi in termini di sopravvivenza globale (OS) o sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al placebo ai pazienti con carcinoma renale a cellule chiare ad alto rischio. Lo rivela un'analisi secondaria dei dati dello studio di fase III ASSURE, appena pubblicata su JAMA Oncology.

Né sunitinib né sorafenib somministrati come terapia adiuvante, cioè dopo la chirurgia, hanno mostrato di offrire vantaggi significativi in termini di sopravvivenza globale (OS) o sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al placebo ai pazienti con carcinoma renale a cellule chiare ad alto rischio. Lo rivela un’analisi secondaria dei dati dello studio di fase III ASSURE, appena pubblicata su JAMA Oncology.

Questi risultati, dunque, confermano sostanzialmente quelli dell’analisi principale dello studio, pubblicata l’anno scorso su The Lancet, che aveva riguardato pazienti con tutti i tipi di carcinoma a cellule renali e non aveva evidenziato alcun beneficio dei due farmaci in termini di DFS.
"Alla luce dei risultati recentemente pubblicati dello studio S-TRAC, uno studio su randomizzato su 750 pazienti, in cui si è confrontato sunitinib 50 mg/die con il placebo in pazienti con istologia a cellule chiare ad alto rischio, e che hanno mostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia, non è chiaro quale sia la strategia adiuvante appropriata per i pazienti ad alto rischio” scrivono gli autori, guidati da Naomi B. Haas, dell’Abramson Cancer Center presso la University of Pennsylvania di Philadelphia.
Per questo motivo, la Haas e i colleghi si sono concentrati su un sottogruppo di pazienti dello studio ASSURE affetti da un carcinoma renale a cellule chiare ad alto rischio, per capire se in questa popolazione i due inibitori delle tirosin chinasi potessero offrire un qualche vantaggio.
Quest'analisi secondaria ha riguardato 1069 partecipanti con carcinoma renale con istologia a cellule chiare in stadio pT3 o superiore o con linfonodi positivi, assegnati al trattamento con sunitinib (50 mg/die per via orale per 28 giorni in un ciclo di 42 giorni), sorafenib (400 mg per via orale due volte giorno in modo continuativo) o un placebo per 54 settimane.
La DFS a 5 anni è risultata del 47,7% per i pazienti del braccio sunitinib, 49,9% per quelli del braccio sorafenib e 50% per quelli del braccio placebo, senza alcuna differenza statisticamente significativa fra i tre gruppi di trattamento.
Nessuna differenza statisticamente significativa nemmeno sul fronte dell’OS a 5 anni, che è stata rispettivamente del 75,2%, 80,2% e 76,5%.
"Questa popolazione ad alto rischio ha mostrato una percentuale di sopravvivenza libera da recidiva a 5 anni (circa il 50%) migliore del previsto (41,9% per la malattia ad alto rischio e 36,0% per la malattia con linfonodi positivi), probabilmente grazie a una migliore tecnica chirurgica, a una stadiazione più accurata o a fattori biologici sconosciuti" scrivono gli autori.
Quando i ricercatori hanno analizzato la DFS a secondo dei quartili di dose totale in un ciclo di 6 settimane, anche in questo caso non hanno trovato differenze tra ogni quartile di dose media per ciclo.
In più, l’incidenza degli eventi avversi di grado 3 o superiore è risultata significativamente più alta nel braccio sunitinib (66%) e nel braccio sorafenib (72%) rispetto al braccio placebo (22%).
"Sulla base di questa analisi, non si è chiarito quale sia il razionale per l’impiego della terapia adiuvante in questa popolazione ad alto rischio" osservano i ricercatori.
Inoltre, concludono la Haas e i colleghi, “né la categoria prognostica né l’intensità di dose hanno influito sull’assenza di differenze in DFS od OS in questa popolazione di pazienti con carcinoma renale a cellule chiare ad alto rischio”.

N.B. Haas, et al. Adjuvant Treatment for High-Risk Clear Cell Renal CancerUpdated Results of a High-Risk Subset of the ASSURE Randomized Trial. JAMA Oncol. 2017 Mar 9. doi: 10.1001/jamaoncol.2017.0076
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