Ca renale avanzato, cabozantinib meglio di everolimus a prescindere dall'espressione di MET

Nei pazienti con carcinoma a cellule renali, l'inibitore delle tirosin chinasi cabozantinib è superiore a everolimus su molti outcome indipendentemente dall'espressione dei MET, misurata mediante immunoistochimica. Lo rivela una nuova analisi dello studio METEOR, appena presentata all'International Kidney Cancer Symposium, a Miami.

Nei pazienti con carcinoma a cellule renali, l’inibitore delle tirosin chinasi cabozantinib è superiore a everolimus su molti outcome indipendentemente dall’espressione dei MET, misurata mediante immunoistochimica. Lo rivela una nuova analisi dello studio METEOR, appena presentata all’International Kidney Cancer Symposium, a Miami.

Lo studio METEOR ha dimostrato che cabozantinib è più efficace di everolimus e migliora in modo significativo la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato già trattati in precedenza con un anti-VEGFR; i risultati finali del trial sono stati presentati all’ultimo congresso ASCO e pubblicati in contemporanea su the Lancet Oncology. Nella nuova analisi ora presentata a Miami gli autori hanno voluto valutare se l'espressione MET influisca su questi risultati.

Per determinare il grado di l'espressione di MET, i ricercatori hanno utilizzato l’anticorpo SP44; il 15% dei pazienti (51 nel gruppo cabozantinib e 50 nel gruppo everolimus) è stato classificato come avente un’alta espressione di MET, il 47%(150 nel gruppo cabozantinibe e nel gruppo 182 everolimus) come avente una bassa espressione di MET e nel 37% (129 nel gruppo cabozantinib e 116 nel gruppo everolimus) l’espressione di MET era sconosciuta. Presentando i dati, Thomas Powles, del Barts Cancer Institute di Londra, ha riconosciuto che si tratta di piccoli numeri e quindi c’è il rischio di una sovrainterpretazione dei risultati.

La sopravvivenza libera da progressione (PFS) è risultata maggiore con cabozantinib che non con everolimus in ciascuno dei tre gruppi di espressione di MET. Nei pazienti con espressione elevata, l'hazard ratio (HR) di progressione o decesso con cabozantinib è risultato pari a 0,38 (IC al 95% 0,23-0,62), nei pazienti con bassa espressione l’HR è risultato pari a 0,57 (IC al 95% 0,43-0,70) e nei pazienti con livello di espressione sconosciuto è risultato ancora superiore.

Anche l’OS è risultata migliore con cabozantinib rispetto a everolimus sia nei pazienti con alta espressione (HR 0,55; IC al 95% 0,41-0,99) sia in quelli con bassa espressione di MET (HR 0,72; IC al 95% 0,52-1,00). Tuttavia, Powles ha di nuovo osservato che "i numeri sono troppo piccoli e lo squilibrio del pazienti troppo ampio per trarre qualsiasi conclusione definitiva".

Idem per le risposte del tumore, rispetto alle quali cabozantinib ancora una volta si è dimostrato superiore rispetto a everolimus a prescindere dal livello di espressione di MET.

"In questi endpoint chiave di efficacia, abbiamo mostrato che cabozantinib è più efficace di everolimus indipendentemente dall’espressione di MET" ha concluso Powles. L’autore ha anche osservato che i campioni tissutali dei pazienti dello studio METEOR potrebbero essere utili per analisi future, anche utilizzando altri approcci di immunoistochimica come i profili di espressione genica, per determinare se le risposte e gli outcome variano in funzione di altri marcatori.