Oncologia-Ematologia

Ca renale avanzato, combinazione atezolizumab-bevacizumab supera sunitinib in fase II

La combinazione dell'anti-PD-L1 atezolizumab con l'anti-VEGF bevacizumab ha mostrato un'attività antitumorale superiore rispetto a sunitinib come terapia di prima linea nei pazienti con carcinoma a cellule renali PD-L1-positivo, localmente avanzato o metastatico, nello studio randomizzato di fase II IMmotion 150 presentato di recente al Genitourinary Cancers Symposium dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO-GU) a Orlando, in Florida.

La combinazione dell’anti-PD-L1 atezolizumab con l’anti-VEGF bevacizumab ha mostrato un’attività antitumorale superiore rispetto a sunitinib come terapia di prima linea nei pazienti con carcinoma a cellule renali PD-L1-positivo, localmente avanzato o metastatico, nello studio randomizzato di fase II IMmotion 150 presentato di recente al Genitourinary Cancers Symposium dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO-GU) a Orlando, in Florida.

Anche se l’inibizione del VEGF migliora gli outcome nei pazienti con carcinoma renale metastatico, molti sviluppano resistenza agli inibitori della tirosin chinasi del VEGF, spesso entro il primo anno di terapia, spiegano gli autori nel loro abstract. I ricercatori hanno provato, quindi, a valutare la combinazione del blocco del VEGF e di PD-L1 con l'inibizione del solo PD-L1 e l'inibizione del solo VEGF in pazienti con carcinoma renale metastatico di nuova diagnosi.

Lo studio IMmotion 150 ha coinvolto 305 pazienti con carcinoma renale localmente avanzato o metastatico non trattati in precedenza, di cui 164 PD-L1-positivi. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con atezolizumab più bevacizumab, atezolizumab da solo o sunitinib da solo fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità inaccettabile.

Tra i pazienti i cui tumori esprimevano PD-L1, quelli trattati con la combinazione dei due anticorpi monoclonali hanno mostrato una riduzione del 36% del rischio di progressione della malattia o di decesso rispetto a quelli trattati con il solo sunitinib (HR 0,64; IC al 95% 0,38-1,08; P = 0,095); la sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana è stata rispettivamente di 14,7 mesi contro 7,8 mesi,.

Invece, i ricercatori non hanno trovato hanno alcun vantaggio di PFS nel gruppo trattato con atezolizumab più bevacizumab rispetto a quello trattato con il solo sunitinib nella popolazione generale dello studio (HR 1.00; IC al 95% 0,69-1,45). Il follow-up è stato di 20,7 mesi e non è stata ancora raggiunta la durata mediana della risposta.

Inoltre, non è emersa alcuna differenza significativa nella PFS tra i pazienti trattati con il solo atezolizumab e quelli trattati con sunitinib sia nell’intero campione sia nel sottogruppo di pazienti PD-L1-positivi.

Nella popolazione generale, le percentuali di risposta obiettiva sono risultate del 32% nel braccio trattato con atezolizumab più bevacizumab (IC al 95% 23-42), 25% in quello trattato con il solo atezolizumab (IC al 95% 17-35) e 29% in quello trattato con il solo sunitinib (IC al 95% 20-39), mentre nel sottogruppo di pazienti con tumori PD-L1-positivi le percentuali corrispondenti sono risultate rispettivamente del 46%, 28% e 27%.

La sicurezza della combinazione atezolizumab più bevacizumab è risultata coerente con il profilo di sicurezza già noto dei due farmaci presi singolarmente.

L’incidenza degli eventi avversi di grado 3-4 correlati al trattamento è stata del 40% con atezolizumab più bevacizumab, 16% con il solo atezolizumab e 57% con il solo sunitinib, mentre i decessi causati da eventi avversi sono stati rispettivamente il 3%, 2% e 2%, rispettivamente.

“La combinazione atezolizumab più bevacizumab ha mostrato un’attività antitumorale incoraggiante come terapia di prima linea nel sottogruppo di pazienti con carcinoma a cellule renali PD-L1 positivi” scrivono gli autori nelle conclusioni.

Per confermare il risultato, è già partito e in fase di arruolamento lo studio di fase III IMmotion151 studio in cui si sta ulteriormente valutando atezolizumab in combinazione con bevacizumab rispetto al solo sunitinib nella stessa popolazione di pazienti dello studio IMmotion 150.

D.F. McDermott, et al. A phase II study of atezolizumab (atezo) with or without bevacizumab (bev) versus sunitinib (sun) in untreated metastatic renal cell carcinoma (mRCC) patients (pts). J Clin Oncol 35, 2017 (suppl 6S; abstract 431)
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