Ca renale, caratteristiche del paziente e del tumore predittive dell'outcome dopo la nefrectomia

Identificate da un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic caratteristiche del paziente e del tumore valutate di routine che hanno mostrato di predire in modo accurato la probabilità di progressione e decesso a causa di un carcinoma a cellule renali dopo la nefrectomia parziale o radicale. I risultati della ricerca, di tipo retrospettivo, sono stati di recente pubblicati sulla rivista European Urology.

Identificate da un gruppo di ricercatori della Mayo Clinic caratteristiche del paziente e del tumore valutate di routine che hanno mostrato di predire in modo accurato la probabilità di progressione e decesso a causa di un carcinoma a cellule renali dopo la nefrectomia parziale o radicale. I risultati della ricerca, di tipo retrospettivo, sono stati di recente pubblicati sulla rivista European Urology.

I modelli sviluppati per identificare queste caratteristiche, spiegano gli autori, coordinati da Bradley C. Leibovich, dovrebbero "dare informazioni sulla prognosi del paziente, per disegnare biomarcatori e per l’arruolamento dei pazienti nei trial clinici".

Lo studio ha coinvolto 3633 pazienti con carcinoma a cellule renali inclusi nel registro delle nefrectomie della Mayo Clinic tra il 1980 e il 2010. Dal punto di vista dell’istologia, il 75%dei pazienti aveva un carcinoma a cellule renali a cellule chiare, il 17% un carcinoma a cellule renali papillare e il 6% un carcinoma a cellule renali cromofobo.

Lo studio è stato effettuato al fine di elaborare modelli prognostici per la progressione e il decesso in cui si tenesse conto di tutti i principali sottotipi istologici e di rendere questi modelli di facile impiego nella clinica.
"Il nostro modello non si basa sull'attuale sistema di stadiazione dell’American Joint Committee on Cancer (AJCC), una scelta mirata per limitarne l'obsolescenza in quanto si stanno preparando linee guida aggiornate sulla stadiazione" spiegano Leibovich e il suo gruppo.

Nel gruppo con malattia a cellule chiare, dopo un follow-up mediano di circa 10 anni, 862 pazienti erano in progressione e 1544 erano deceduti, inclusi 635 pazienti morti al causa del carcinoma renale. In questa popolazione, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 5 anni è risultata del 74%, quella a 10 anni del 67% e quella a 15 anni del 60%. La sopravvivenza al tumore al rene è risultata dell'84% a 5 anni, del 76% a 10 anni e del 70% a 15 anni.

Le caratteristiche correlate al tempo di comparsa della progressione sono risultate la presenza di sintomi costituzionali, il grado, la presenza di necrosi coagulativa, la presenza di differenziazione sarcomatoide, la presenza di invasione del grasso, il livello di trombi tumorali, l’estensione del tumore oltre il rene e la presenza di coinvolgimento linfonodale regionale.

Nel gruppo con malattia papillare, dopo un follow-up mediano di circa 10 anni 66 pazienti erano in progressione e 307 erano deceduti, di cui 45 a causa del carcinoma a cellule renali. La PFS a 5 anni è risultata del 91%, quella a 10 anni dell'88% e quella a 15 anni dell'86%. La sopravvivenza al carcinoma renale è risultata del 95% a 5 anni, del 92% a 10 anni e del 90% a 15 anni.

Il tempo di comparsa della progressione è risultato associato al grado, alla presenza di invasione del grasso e al livello di trombi tumorali.

Infine, nel gruppo con carcinoma a cellule renali cromofobo, dopo un follow-up mediano di circa 9 anni, 35 pazienti erano in progressione e 94 erano deceduti, di cui 22 a causa del carcinoma a cellule renali. La PFS a 5 anni è risultata dell'87%, quella a 10 anni dell'82% e quella a 15 anni del 77%. La sopravvivenza al carcinoma renale è risultata rispettivamente del 93%, 89% e 88% a 5, 10 e 15 anni.

Le caratteristiche correlate al tempo di comparsa della progressione della malattia sono risultate la presenza di differenziazione sarcomatoide, infiltrazione nel grasso perirenale o del seno renale e coinvolgimento linfonodale.
Il C-index è risultato pari a 0,83 per il gruppo con istologia a cellule chiare, 0,77 per quello con istologia papillare e 0,78 per quello con istologia cromofoba. Il C-index per la sopravvivenza legata specificamente al cancro al rene è risultato pari a 0,86 per il gruppo con istologia a cellule chiare e 0,83 per quello con istologia papillare, mentre nel gruppo con istologia cromofoba non si è potuta fare questa valutazione per via del numero insufficiente di decessi in questo gruppo.

Usando queste informazioni, i ricercatori hanno sviluppato un sistema di stratificazione del rischio per ogni sottotipo.

"I sistemi di punteggio per predire la progressione e il decesso causato dal tumore tra i pazienti con carcinoma a cellule renali a cellule chiare hanno dato C-index più elevati rispetto al nostro punteggio per la PFS (0,83 contro 0,82; P = 0,079) e allo score SSIGN (Stage, Size, Grade, and Necrosis) (0,86 contro 0,84; P = 0,002)”, scrivono i ricercatori.

"Questi modelli hanno mostrato di funzionare bene, permettendo una discriminazione eccellente, e hanno mantenuto la capacità di stratificare i pazienti in base agli outcome dopo aver tenuto conto del rischio concomitante di decesso senza progressione o decesso per cause diverse dal carcinoma a cellule renali".

Nella discussione ricercatori riferiscono anche che intendono trasformare questi modelli in strumenti online che "forniranno una possibilità importante di prevedere la prognosi nella pratica clinica di routine e nella progettazione di studi futuri su pazienti con carcinoma a cellule renali".

B.C. Leibovich, et al. Predicting Oncologic Outcomes in Renal Cell Carcinoma After Surgery. European Urol 2018; doi: https://doi.org/10.1016/j.eururo.2018.01.005
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