Sul Journal of Clinical Oncology sono stati da poco pubblicati i risultati dello studio di fase III PISCES, un trial che ha valutato la preferenza mostrata da pazienti con carcinoma renale metastatico tra due alternative terapeutiche, pazopanib e sunitinib. Lo studio mostra che i pazienti trattati con pazopanib percepiscono una migliore qualità di vita rispetto a quelli trattati con sunitinib e quindi in misura maggiore preferiscono il primo dei due agenti.

Sunitinib e pazopanib sono entrambi inibitori dell’angiogenesi attivi per via orale, già approvati sia dall’Ema sia dall’Fda per il trattamento di prima linea del carcinoma renale metastatico.

Per la prima volta nella ricerca sui tumori del rene, nel corso di uno studio clinico non ci si è limitati a stilare una lista di effetti collaterali e a indicarne le percentuali, ma è stato chiesto ai pazienti se le differenze di tollerabilità fossero tanto significative da far loro preferire un farmaco piuttosto dell'altro per proseguire la terapia.

PISCES (PazopanIb versus Sunitinib patient preferenCE Study in treatment-naïve metastatic renal cell carcinoma) è uno studio randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, di fase IIIb, con disegno cross-over (i partecipanti hanno assunto prima un farmaco per 10 settimane e poi l’altro, sempre per 10 settimane, con un washout di 2 settimane tra l’uno e l’altro). Il trial ha arruolato 169 pazienti con carcinoma renale metastatico.

L’obiettivo principale dello studio era valutare la preferenza dei pazienti per il primo o il secondo agente ricevuto, alla fine di 22 settimane di trattamento, con un apposito test (test di Prescott), in base alle differenze di tollerabilità e sicurezza tra i due farmaci. Tra gli obiettivi secondari c’erano, invece, la sicurezza, la tollerabilità, la qualità di vita, la variazione della dose e il tempo alla variazione della dose, la fatigue e le ragioni della preferenza tra i due farmaci.

I risultati dello studio hanno mostrato che il 70% dei pazienti ha espresso preferenza per pazopanib (95% CI, 60,9–78,4) e il 22% per sunitinib (95% CI, 14,7–30,6). L’8% non ha manifestato alcuna preferenza.

La ragione principale per la quale i pazienti preferivano il trattamento con pazopanib era “una migliore qualità della vita” e una “fatigue minore”. Nei pazienti che avevano preferito sunitinib, le ragioni della scelta erano una “minore diarrea” e una “migliore qualità della vita”.

Gli eventi avversi più frequenti osservati durante lo studio, rispettivamente con pazopanib e sunitinib, erano: diarrea (42% vs. 32%), nausea (33% vs. 30%), riduzione dell’appetito (20% vs. 19%), vomito (14% vs. 16%), dispepsia (10% vs. 16%), disgeusia (16% vs. 27%), mucositi (16% vs. 22%), sindrome mano-piede (16% vs. 26%), cambiamento del colore dei capelli (17% vs. 14%), ipertensione (23% vs. 26%), astenia (16% vs. 24%), fatigue (29% vs. 30%), emicrania (14% vs. 11%), dolore addominale (13% vs. 11%).

Due eventi avversi fatali si sono verificati con pazopanib (peritonite e insufficienza respiratoria) e due con sunitinib (dispnea e peggioramento delle condizioni generalei). Nessuno di questi eventi avversi era associato al trattamento. Inoltre, tre pazienti sono deceduti a causa della progressione della malattia, uno in terapia con pazopanib e due con sunitinib.

In Italia sono circa 8.200 le persone che ogni anno devono affrontare una diagnosi di carcinoma renale, neoplasia che rappresenta il 2-3% di tutti i casi di tumore, con una tendenza però all'aumento. Si tratta di una malattia prevalentemente maschile, con un'incidenza doppia rispetto alle donne e che interessa soprattutto gli anziani: due terzi delle persone ha più di 65 anni. Si tratta di un tumore non particolarmente frequente, spesso asintomatico, e per questo difficile da scoprire. Uno su due viene infatti individuato per caso, attraverso un'ecografia o una Tac addominale. Con il risultato che circa il 30% dei pazienti mostra segni di metastasi già alla diagnosi e circa il 40% le svilupperà in seguito, solitamente nell'arco di due anni.

Bernard Escudier, Camillo Porta, Petri Bono et al., Randomized, Controlled, Double-Blind, Cross-Over Trial Assessing Treatment Preference for Pazopanib Versus Sunitinib in Patients With Metastatic Renal Cell Carcinoma: PISCES Study,  JCO March 31, 2014 doi: 10.1200/JCO.2013.50.8267
leggi