Nei pazienti con un carcinoma renale localizzato, l’assunzione di metformina prima della nefrectomia potrebbe avere un effetto positivo sulla sopravvivenza del paziente. A suggerirlo è uno studio osservazionale pubblicato di recente su Urologic Oncology.

I risultati del lavoro mostrano un beneficio dell’antidiabetico nell’'analisi non aggiustata, ma tale effetto non si vede nell’analisi multivariata.

"L'interesse per la metformina come possibile opzione terapeutica è scaturita da dati emergenti di studi sia osservazionali sia prospettici in cui si è valutata la correlazione tra rischio di decesso legato al tumore ed esposizione a metformina per una varietà di tumori maligni" scrivono gli autori, guidati da Sarah P. Psutka, del dipartimento di urologia della Mayo Clinic di Rochester (nel Minnesota).

In questo studio, la Psutka e i suoi colleghi hanno esaminato in modo specifico gli outcome in un gruppo di 283 pazienti consecutivi con diabete di tipo 2 sottoposti tra il 1994 e il 2008 a nefrectomia per la rimozione di un carcinoma a cellule renali localizzato, di cui 83 (il 29%) erano stati esposti a metformina e 200 (il 71%) no. In particolare, gli autori hanno esaminato le caratteristiche clinico-patologiche e hanno valutato mediante l’analisi di Kaplan Meier la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la sopravvivenza specificamente legata al cancro e la sopravvivenza globale (OS), mentre per valutare l’associazione tra uso di metformina e outcome si sono avvalsi dei modelli di Cox.

I numeri hanno mostrato, innanzitutto, che la percentuale di pazienti diabete con un carcinoma a cellule renali in trattamento con metformina che hanno subito un intervento chirurgico è aumentata in modo significativo durante il periodo studiato, passando dal 13,4% nel quinquennio 1994-1999 al 41,7% nel periodo 2005-2008.

Nei pazienti in terapia con metformina è emersa una maggiore probabilità di avere una velocità di filtrazione glomerulare stimata media più elevata (P < 0,001), un indice di comorbidità di Charlson inferiore (P = 0,02) e un performance status ECOG pari a 0 (P =.0,001) rispetto ai pazienti che non avevano assunto metformina.

Dopo un follow-up mediano di 8,1 anni, i pazienti che erano stati esposti a metformina hanno mostrato una PFS a 5 anni e una sopravvivenza specificamente legata al cancro a 5 anni simili a quelle dei pazienti che non erano stati esposti a metformina (rispettivamente 80% contro 75% e 91% contro 81%), ma un’OS a 5 anni significativamente superiore (79% contro 62%; P = 0,01).

Secondo l’analisi multivariata, invece, la metformina non è risultata un fattore predittivo indipendente della durata della sopravvivenza senza progressione, della mortalità cancro-specifica o della mortalità dovuta a qualunque causa.

"Anche se la metformina non è risultata associata in modo indipendente agli outcome oncologici o di sopravvivenza, vale la pena di fare in futuro altri studi su questo tema" concludono i ricercatori.

S.P. Psutka, et al. The association between metformin use and oncologic outcomes among surgically treated diabetic patients with localized renal cell carcinoma. Urologic oncology 2014; doi:10.1016/j.urolonc.2014.07.008.
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