Ca renale, stop di Pfizer allo studio ATLAS su axitinib adiuvante

Stop anticipato allo studio di fase III ATLAS in cui si stava valutando l'inibitore delle tirosin chinasi (TKI) axitinib come terapia adiuvante dopo la nefrectomia in pazienti con carcinoma a cellule renali ad alto rischio di recidiva.

Stop anticipato allo studio di fase III ATLAS in cui si stava valutando l’inibitore delle tirosin chinasi (TKI) axitinib come terapia adiuvante dopo la nefrectomia in pazienti con carcinoma a cellule renali ad alto rischio di recidiva.

Lo ha annunciato Pfizer in un comunicato stampa. La decisione, fa sapere l’azienda, è stata presa a seguito di una raccomandazione del comitato indipendente di monitoraggio dei dati, formulata dopo che un'analisi ad interim ha evidenziato come il farmaco non abbia migliorato la sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al placebo.

"Siamo delusi dal risultato di questo studio poiché speravamo che l'efficacia dimostrata da axitinib come trattamento di seconda linea nei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato potesse essere confermata anche nei pazienti con malattia in uno stadio più iniziale" ha dichiarato Mace Rothenberg, chief development officer dell’area oncologia di Pfizer.
Axitinib è stato approvato negli Stati Uniti nel 2012 per il trattamento dei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato dopo il fallimento della terapia sistemica di prima linea. Successivamente, il farmaco ha avuto il via libera anche in Europa, come trattamento dei pazienti adulti con carcinoma a cellule renali avanzato dopo il fallimento di un trattamento precedente con sunitinib o una citochina.

Tuttavia, le vendite di axitinib sono in calo e secondo gli analisti della banca d'investimento Cowen & Co. sono destinate a ridursi ulteriormente, scendendo sotto i 200 milioni di dollari entro il 2024.

Il fallimento dello studio ATLAS rappresenta quindi una bella tegola per Pfizer, perché, di fatto, chiude un'opportunità di espandere il mercato del farmaco e dargli una spinta commerciale.

Condotto in collaborazione con SFJ Pharmaceuticals, ATLAS è un trial randomizzato e controllato che ha coinvolto 724 pazienti carcinoma a cellule renali ad alto rischio di recidiva dopo la nefrectomia, assegnati in modo casuale al trattamento con axitinib oppure un placebo. L'endpoint primario dello studio era la DFS.

Pfizer ha reso noto che i risultati dettagliati del trial saranno presentati in uno dei prossimi congressi del settore.

"Effettueremo ulteriori analisi sui dati che potrebbero fornire informazioni su questo risultato" ha affermato Rothenberg, aggiungendo che, nonostante questa battuta d’arresto, "gli studi in cui si sta valutando axitinib in combinazione con inibitori dei checkpoint immunitari in pazienti con diversi tipi di tumori in stadio avanzato, compreso il carcinoma a cellule renali, continueranno".

Pfizer sta attualmente conducendo un trial di fase III in cui si sta confrontando una combinazione di axitinib più l’inibitore di PD-L1 avelumab con sunitinib (farmaco sempre di Pfizer, ma che sta diventando vecchio) in 830 pazienti con carcinoma a cellule renali, in prima linea. Lo studio sarà un banco di prova per la validità del razionale che prevede la combinazione di un TKI con un inibitore di PD-L1 e i risultati sono attesi entro giugno.

"Pensiamo che quella fra axitinib e avelumab sia davvero una combinazione unica per il carcinoma a cellule renali, e che i dati riportati siano davvero impressionanti e ... fra i migliori visti fino ad ora" ha detto Mikael Dolsten, direttore della R& S di Pfizer, in una recente riunione con gli analisti.

In uno studio di fase Ib presentato all’ultimo congresso dell'American Society of Clinical Oncology, il trattamento con la combinazione si è associato a un tasso di risposta del 54% (30 pazienti si 55). Tuttavia, 9 pazienti hanno dovuto interrompere uno dei farmaci a causa di eventi avversi. e uno è morto a causa di una miocardite correlata al trattamento.

Anche Merck & Co. sta conducendo uno studio di fase III in cui si valuta la combinazione di axitinib con l’anti-PD-1 pembrolizumab nel carcinoma a cellule renali, in prima linea.

Sebbene Pfizer sia ottimista sui risultati ottenibili con axitinib in combinazione, il mercato della terapia di prima linea per il carcinoma a cellule renali sembra destinato a diventare competitivo. Infatti, si attende una decisione della Food and Drug Administration (Fda) in merito all'approvazione di una combinazione di due immunoterapie di Bristol-Myers Squibb, e nel frattempo Merck e Bms stanno testando i rispettivi inibitori dei checkpoint immunitari anche in studi di fase III su pazienti con carcinoma a cellule renali.

Merck, in particolare, ha firmato di recente un importante accordo con la giapponese Eisai per sviluppare congiuntamente la combinazione di pembrolizumab con il TKI di Eisai lenvatinib mesilato e l’Fda ha già concesso all’assocazione dei due farmaci lo status di terapia fortemente innovativa per i pazienti con carcinoma a cellule renali.
Alessandra Terzaghi