Ca uroteliale avanzato, priority review Fda per atezolizumab

La Food and Drug Administration ha deciso di esaminare con procedura accelerata la domanda di registrazione per l'anti PD-L1 atezolizumb per il trattamento dei pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico in progressione dopo una terapia a base di platino nel setting metastatico o che mostrano un peggioramento della malattia entro 12 mesi dalla chemioterapia neuadiuvante o adiuvante. La decisione definitiva dell'agenzia americana è attesa per il prossimo 12 settembre.

La Food and Drug Administration ha deciso di esaminare con procedura accelerata  la domanda di registrazione per l’anti PD-L1 atezolizumb per il trattamento dei pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico in progressione dopo una terapia a base di platino nel setting metastatico o che mostrano un peggioramento della malattia entro 12 mesi dalla chemioterapia neuadiuvante o adiuvante. La decisione definitiva dell’agenzia americana è attesa per il prossimo 12 settembre.

La priority review, attraverso la quale l’agenzia americana si impega a esaminare il dossier in soli sei mesi azichè nei canonici 10, viene concessa solo alle terapia innovative che vanno a colmare bisogni terapeutici insoddisfatti.

Atezolizumab inibisce il legame di PD-L1 a PD-1, il che può riattivare le cellule immunitarie soppresse, ma lascia intatte le interazioni PD-L1/PD-1, che possono preservare l'omeostasi immunitaria.

La decisione dell’agenzia americana è basata sui risultati dello studio di fase II IMvigor 210 che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di atezolizumab in  pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico, indipendentemene dal livello di espressione di PD-L1. I partecipanti che avevano mostrato progressione della malattia dopo o durante la chemioterapia a base di platino sono stati trattati con 1200 mg del farmaco al giorno 1 di cicli di trattamento della durata di 21 giorni fino alla perdita di beneficio clinico.

L’endpoint principale dello studio era il tasso di risposta obiettiva valutato attraverso i criteri RECIST v1.1. Gli endpoint secondari includevano la durata della risposta, la sopravvivenza generale, la sopravvivenza senza progressione e la sicurezza.

Dopo 11,7 mesi di follow up, l’ORR con atezolizumab era pari al 15% delle persone valutabili nelle analisi di sicurezza ed efficacia e che avevano mostrato una progressione della malattia dopo chemioterapia a base di platino.

Il farmaco ha ridotto il tumore nel 26% dei pazienti con livelli medi o elevati di espressione di PD-L1. La durata media della risposta era di 11,7 mesi.

Gli eventi avversi di grado 3 e 4 più frequenti osservati nello studio includevano fatigue, riduzione dell’appetito, febbre, anemia, dolore articolare, aumento dei livelli degli enzimi nel sangue (ALT e AST), dispnea, e infiammazioni delle pareti polmonari.

Attualmente è in corso uno studio di fase III su atezolizumab che valuterà l’efficacia del farmaco rispetto alla chemioterapia in pazienti con tumore della vescica in progressione dopo una precedente chemioterapia a base di platino.

J.H. Hoffman-Censits, et al. IMvigor 210, a phase II trial of atezolizumab (MPDL3280A) in platinum-treated locally advanced or metastatic urothelial carcinoma (mUC). J Clin Oncol 34, 2016 (suppl 2S; abstr 355).