Cabozantinib promettente nel ca tiroideo refrattario al radioiodio

Cabozantinib ha mostrato una significativa attività antitumorale nel trattamento del carcinoma tiroideo differenziato progredito dopo l'intervento e la terapia con iodio radioattivo, in un nuovo studio di fase II presentato al Multidisciplinary Head and Neck Cancers Symposium, a Scottsdale, in Arizona.

Cabozantinib ha mostrato una significativa attività antitumorale nel trattamento del carcinoma tiroideo differenziato progredito dopo l'intervento e la terapia con iodio radioattivo, in un nuovo studio di fase II presentato al Multidisciplinary Head and Neck Cancers Symposium, a Scottsdale, in Arizona.

"La recente introduzione della terapia mirata con inibitori delle tirosin chinasi per i pazienti con carcinoma tiroideo avanzato ha creato un possibile percorso per controllare i tumori di pazienti che precedentemente potevamo trattare solo con cure di supporto. Il nostro studio dimostra che anche cabozantinib è un agente attivo e potrebbe migliorare in modo significativamente la cura dei pazienti con malattia avanzata" ha affermato Marcia S. Brose, della Perelman School of Medicine presso l'Università della Pennsylvania di Philadelphia, in un comunicato stampa.

Cabozantinib, un inibitore multi-tirosin chinasico che agisce sul recettore del VEGF e su altre proteine (RET, MET e AXL), è attualmente approvato per i pazienti con carcinoma midollare della tiroide in stadio avanzato e per quelli con carcinoma a cellule renali. Alcuni studi precedenti avevano suggerito che questo agente potesse essere attivo nel carcinoma tiroideo differenziato refrattario allo iodio radioattivo.

Lo studio presentato al congresso ha incluso 35 pazienti con carcinoma tiroideo differenziato localmente avanzato o metastatico refrattario allo iodio radioattivo, non resecabile, mai trattati prima con un inibitore del recettore del VEGF.

I partecipanti sono stati trattati con cabozantinib 60 mg/die per os e le risposte sono state monitorate mediante PET dopo 4 settimane di trattamento e Tac ogni 2 mesi. L’endpoint primario era la percentuale di risposta e mentre fra gli endpoint secondari rientravano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), il tempo alla progressione (TTP), la durata della risposta e il tasso di beneficio clinico.

I partecipanti avevano un'età mediana di 65 anni e il 49% era di sesso maschile; il 66% della coorte presentava istologia papillare, mentre il 9% presentava malattia follicolare e il 26% era scarsamente differenziato.

Complessivamente, 19 pazienti (il 54%) hanno ottenuto una risposta parziale e altri 15 (il 43%) hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia; 9 hanno avuto una stabilizzazione della malattia per più di 6 mesi e il tasso di beneficio clinico (risposte complete e parziali più una stabilizzazione della malattia per almeno 6 mesi) è risultato dell'80%.
La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana non è ancora stata raggiunta e il tempo mediano di trattamento col farmaco in studio è risultato di 35 settimane. Quasi tutti i pazienti (34 su 35) hanno ottenuto una riduzione della massa tumorale.

Nel complesso, riferiscono gli autori, cabozantinib è stato ben tollerato. Interruzioni o aggiustamenti della dose sono stati necessari per la maggior parte dei pazienti (23 su 35) e tutti hanno manifestato eventi avversi correlati al trattamento di un qualsiasi grado. Gli eventi avversi più comuni comparsi durante il trattamento sono stati iperglicemia (80%), diarrea (77%), malessere/affaticamento (74%) e perdita di peso (71%), mentre l'evento avverso più comune di grado 3-5 è stato l’ipertensione (14%), seguito da aumento delle lipasi (9%), embolia polmonare (6%) e iponatriemia (6%).

“Questo è il primo studio a documentare un’attività antitumorale di cabozantinib in pazienti con carcinoma della tiroide differenziato refrattario allo iodio radioattivo nel setting della prima linea” scrivono i ricercatori nelle conclusioni, aggiungendo che il ruolo dell’inibitore in questo setting merita di essere ulteriormente apporofondito.

"I due inibitori della chinasi che sono attualmente approvati dalla Food and Drug Administration sono usati sequenzialmente per migliorare la PFS di questi pazienti, ma poiché i pazienti alla fine progrediscono, sono necessarie più opzioni di trattamento e cabozantinib sembrerebbe essere un altro agente che potrebbe fornire sollievo a queste persone" ha concluso la Brose durante una conferenza stampa in cui è stato presentato lo studio. L’autrice ha anche detto che si sta attualmente pianificando un ampio trial multicentrico di fase III su cabozantinb in questo setting.

M. Brose, et al. A Phase 2 Trial of Cabozantinib for the Treatment of Radioiodine-Refractory Differentiated Thyroid Carcinoma in the First-Line Setting. Multidisciplinary Head and Neck Cancers Symposium 2018; abstract 8.