Cancro ai polmoni, atezolizumab efficace in Fase III dopo il fallimento della chemio

In uno studio di Fase III condotto in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, atezolizumab ha mostrato un significativo e clinicamente rilevante miglioramento della sopravvivenza globale rispetto al docetaxel.

Un aumento della sopravvivenza. Il migliore end point per un anticancro è stato raggiunto dal nuovo anti PD-L1 (ligando della proteina della morte programmata 1) sviluppato da Roche che prende il nome di atezolizuab.

Nel trial in questione, uno studio di Fase III condotto in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, il farmaco ha mostrato un significativo e clinicamente rilevante miglioramento della sopravvivenza globale rispetto al docetaxel.

Gli eventi avversi emersi dallo studio sono stati coerenti con ciò che è stato precedentemente osservato per atezolizumab.

Roche intende presentare i risultati completi dello studio nel corso del 2016, in uno dei prossimi congressi di oncologia.

Atezolizumab è stato approvato da Fda (non ancora dall’Ema)  per la terapia del cancro alla vescica. Attualmente, è il solo anti PD-L1 approvato dall’Fda.

L’Fda ha concesso Breakthrough Terapia Designazione (BTD) per atezolizumab per il trattamento di persone tumore del polmone NSCLC con espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali e sulle cellule infiltranti il tumore non a piccole cellule del polmone PD-L1 positivo la cui malattia sia progredita durante o dopo la chemioterapia a base di platino. Entro il prossimo 19 ottobre l’Fda si dovrà esprimere circa questa nuova indicazione.

Studio OAK
OAK  è uno studio di Fase III, multicentrico globale in aperto randomizzato controllato studio, condotto per valutare l'efficacia e la sicurezza di atezolizumab rispetto a docetaxel in pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico la cui malattia era in progressione durante o dopo il trattamento con la chemioterapia contenente platino.

Nello studio OAK, un totale di 1225 pazienti sono stati arruolati e randomizzati 1: 1 a ricevere o docetaxel (75 mg / m2 per infusione endovenosa) o atezolizumab (1200 mg infusione endovenosa) ogni tre settimane. Il trattamento con atezolizumab è continuato finchè i pazienti hanno avuto un beneficio clinico come valutato dallo sperimentatore o fino all’insorgenza di tossicità inaccettabile.

L'analisi primaria di efficacia era basata sui primi 850 pazienti randomizzati, e l'analisi di efficacia secondaria includerà tutti i 1.225 pazienti randomizzati.

Ligando della proteina della morte programmata 1
Il ligando del PD-L1 è il principale ligando di PD-1. E’ iper-espresso nella maggior parte dei tumori solidi (tumori del polmone non a piccole cellule, del colon retto, melanomi, carcinomi renali, del distretto cervicofaciale, dell’esofago, del tratto gastro-intestinale, dell’ovaio, gliomi, neoplasie della mammella,
etc).

Il suo ruolo e d’inibire la produzione di citochine e, conseguentemente, l’attività citolitica dei linfociti T CD4+ e CD8+ PD-1+ che infiltrano il tumore. Queste proprieta hanno reso il PD-L1 un potenziale e promettente target farmacologico ma anche un possibile biomarker predittivo di risposta all’immunoterapia con i farmaci anti-PD-1 ed anti-PD-L1.