Cancro al polmone a piccole cellule, irinotecan liposomiale fa ben sperare in seconda linea

In un gruppo di pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule progredito dopo la terapia di prima linea a base di platino e trattati con irinotecan liposomiale in seconda linea, il 44% ha raggiunto una risposta e quasi la metà (il 48%) ha mantenuto il controllo della malattia per 12 settimane. Il dato arriva dallo studio di fase 2/3 RESILIENT ed è stato appena presentato a Barcellona, alla World Conference on Lung Cancer (WCLC), assieme ad altri risultati preliminari su sicurezza ed efficacia.

In un gruppo di pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule progredito dopo la terapia di prima linea a base di platino e trattati con irinotecan liposomiale in seconda linea, il 44% ha raggiunto una risposta e quasi la metà (il 48%) ha mantenuto il controllo della malattia per 12 settimane. Il dato arriva dallo studio di fase 2/3 RESILIENT ed è stato appena presentato a Barcellona, alla World Conference on Lung Cancer (WCLC), assieme ad altri risultati preliminari su sicurezza ed efficacia.

RESILIENT (NCT03088813) è un trial randomizzato, in aperto, nel quale si valutano sicurezza, tollerabilità ed efficacia di irinotecan liposomiale come monoterapia per pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule, nei quali la malattia ha progredito durante o dopo il regime a base di platino di prima linea.

Lo studio è articolato in due parti; la prima comprende le analisi di determinazione della dose ed escalation della dose, per determinare la dose appropriata del farmaco, e prevede come endpoint primari sicurezza e tollerabilità; la seconda parte è partita da poco (sono appena stati randomizzati i primi pazienti) e si concentrerà sulle valutazioni dell’efficacia dell’agente sperimentale rispetto all'attuale standard di cura, topotecan, tra cui quelle della sopravvivenza libera da progressione (PFS) e della sopravvivenza globale (OS).

"Le immunoterapie e le terapie combinate si sono dimostrate utili in prima linea, ma, nonostante questi progressi, molti pazienti affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule ricadono rapidamente a causa della natura aggressiva della malattia", ha affermato lo sperimentatore principale dello studio, Luis G. Paz-Ares, dell'Ospedale Universitario 12 de Octubre di Madrid.

“Sebbene l'attuale standard di cura in seconda linea possa prolungare la sopravvivenza, la tossicità del trattamento ha impedito di trattare alcuni pazienti con la dose completa raccomandata. Servono chiaramente ulteriori opzioni di trattamento, per poter dare a più pazienti la possibilità di rimanere in terapia. È positivo che nello studio RESILIENT si continuerà a indagare su questo" ha aggiunto il professore.

Irinotecan liposomiale
Irinotecan liposomiale è un inibitore della topoisomerasi caratterizzato da una formulazione liposomiale di irinotecan progettata per prolungarne la circolazione prima della conversione nella sua forma attiva. Questo meccanismo unico di somministrazione è stato valutato nello studio di fase 3 NAPOLI-1, che ha portato all'approvazione del prodotto da parte della Food and Drug Administration e della European Medicines Agency, in combinazione con fluorouracile (5-FU) e leucovorina (e non in monoterapia),  per il trattamento dell’adenocarcinoma pancreatico metastatico progredito dopo la terapia a base di gemcitabina..

"Irinotecan liposomiale ha dimostrato di aiutare a vivere più a lungo molti pazienti affetti da carcinoma del pancreas metastatico, la cui malattia è progredita dopo una terapia a base di gemcitabina" ha affermato Yan Moore, Senior Vice President e responsabile dell'Area terapeutica oncologica di Ipsen, l’azienda che detiene i diritti di commercializzazione del farmaco per gli Stati Uniti (nel resto del mondo è commercializzato da Servier). "Applicando questa ricerca ad altri tumori difficili da trattare, come il carcinoma polmonare a piccole cellule, miriamo a valutare i potenziali benefici che irinotecan liposomiale potrebbe offrire a pazienti che altrimenti avrebbero opzioni terapeutiche limitate".

"I dati presentati a Barcellona dimostrano che sono giustificati ulteriori studi e non vediamo l'ora di lavorare con Ipsen e i nostri sperimentatori per comprendere appieno le possibilità di offrire nuove opzioni terapeutiche ai pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule" ha aggiunto Patrick Therasse, responsabile della ricerca e sviluppo oncologico di Servier.

Lo studio RESILIENT
La prima parte dello studio RESILIENT ha coinvolto 30 pazienti, con un’età mediana di 60 anni (range: 48-73), che sono stati trattati ogni 2 settimane, per almeno 12 settimane, valutando la risposta del tumore ogni 6 settimane.

Durante la fase di determinazione della dose, cinque pazienti sono stati trattati con irinotecan liposomiale 85 mg/m2. Questa dose è stata ritenuta non tollerabile a causa di una tossicità dose limitante. Altri 12 pazienti sono stati trattati con una dose pari a 70mg/m2, che è stata ritenuta tollerabile e con la quale sono stati quindi trattati altri 13 pazienti. Fino all’8 maggio 2019 era stato trattato con irinotecan liposomiale 70mg/m2 un totale di 25 pazienti.

Per quanto riguarda i risultati relativi alla sicurezza, irinotecan liposomiale 70mg/m2 è stato generalmente ben tollerato e 10 pazienti su 25 hanno segnalato eventi avversi emersi durante il trattamento di grado 3 o superiore; tra questi, il più frequente di tipo gastrointestinale è stato la diarrea (manifestatasi in cinque pazienti), mentre tra quelli ematologici sono da segnalare la neutropenia (in quattro pazienti), l’anemia e la trombocitopenia (in due pazienti ciascuna). Si è, inoltre, registrato un caso di affaticamento di grado 3 o superiore.

Quanto ai risultati di efficacia, la migliore risposta complessiva (risposta parziale più stabilizzazione della malattia) è stata del 72%, con un tasso di risposta obiettiva del 44%.

Il 44% dei pazienti (11 su 25) ha raggiunto una risposta parziale e il 68% dei pazienti (17 su 25) ha mostrato una riduzione del tumore, mentre sette pazienti hanno ottenuto una stabilizzazione della malattia, portando il tasso di controllo della malattia al 72% (18 pazienti su 25); inoltre, il 48% dei pazienti ha mantenuto il controllo della malattia per 12 settimane.

I dati di PFS e OS, invece, non sono ancora maturi.