Cancro al polmone EGFR +: atezolizumab migliora la sopravvivenza dopo fallimento con un TKI

Atezolizumab pių bevacizumab, carboplatino e paclitaxel (ABCP) č un potenziale nuovo standard di cura per i pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule metastatico (NSCLC) EGFR-positivo dopo il fallimento di un trattamento a base di TKI, secondo un'analisi esplorativa dello studio di fase III IMpower150 presentata in occasione del recente European Lung Cancer Congress (ELCC) 2019.

Atezolizumab più bevacizumab, carboplatino e paclitaxel (ABCP) è un potenziale nuovo standard di cura per i pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule metastatico (NSCLC) EGFR-positivo dopo il fallimento di un trattamento a base di TKI, secondo un'analisi esplorativa dello studio di fase III IMpower150 presentata in occasione del recente European Lung Cancer Congress (ELCC) 2019.

I dati, pubblicati di recenti anche su Lancet Respiratory Medicine, hanno dimostrato che lo schema ABCP è in grado di ridurre il rischio di morte del 39% rispetto ad un regime a base di bevacizumab, carboplatino e paclitaxel (BCP). La sopravvivenza globale (OS) mediana non è stata ancora raggiunta con lo schema ABCP rispetto ai 18,7 mesi osservati con BCP (HR 0,61).

La Commissione europea ha già approvato l’utilizzo di atezolizumab in combinazione con bevacizumab, paclitaxel e carboplatino per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma polmonare metastatico, non squamoso e non a piccole cellule (NSCLC).

"IMpower150 è il primo studio di fase III con un’associazione a base di immunoterapia che ha evidenziato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della significativo della OS in pazienti con NSCLC metastatici e mutazioni di EGFR, confermando di essere un potenziale nuovo standard di cura per questi pazienti", ha detto Martin Reck, del Dipartimento di Oncologia Toracica presso la Clinica Lung Grosshansdorf, Germania.

I risultati dello studio

Nello studio IMpower150 sono stati arruolati complessivamente 1202 pazienti, randomizzati in 3 gruppi atezolizumab 1200 mg, carboplatino AUC 6 e paclitaxel a 200 mg/m2 (braccio A); atezolizumab, bevacizumab 15 mg/kg e chemioterapia (braccio B); o bevacizumab più chemioterapia (braccio C). I farmaci sono stati somministrati per via endovenosa ogni 3 settimane per 4 o 6 cicli secondo il giudizio dello sperimentatore, seguiti da una terapia di mantenimento con atezolizumab più bevacizumab o con atezolizumab o bevacizumab in monoterapia. Gli endpoint primari erano OS e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata dallo sperimentatore nella popolazione ITT-wild-type.

"Lo studio ha valutato queste combinazioni perché l’azione di atezolizumab, che inibisce PD-L1 per ripristinare l'immunità anticancro, può essere migliorata mediante l'inibizione dell'immunosoppressione causata dal VEGF e lo stimolo dell'infiltrazione del tumore con cellule T da parte di bevacizumab, mentre la chemioterapia con carboplatino più paclitaxel può indurre una risposta immunitaria", ha affermato Reck spiegando il razionale dello studio.

Secondo i dati già pubblicati, la OS mediana era di 19,8 mesi con il regime a base di atezolizumab rispetto ai 14,9 mesi con bevacizumab/carboplatino/paclitaxel (HR, 0,76; p = 0,006) nella popolazione intent-to-treat. Inoltre, il regime a base di atezolizumab ha ridotto il rischio di peggioramento della malattia e di decesso del 41%. Inoltre, il profilo di sicurezza della combinazione di atezolizumab era coerente con quanto riportato in studi precedenti.

Durante il Congresso ELCC 2019, Reck ha presentato i risultati delle analisi esplorative dello studio IMpower150, cioè quelle eseguite sui pazienti con mutazioni EGFR (EGFR-mt), sui pazienti con EGFR-mt sensibilizzanti (EGFR-mts) e sui pazienti EGFR-mt pretrattati con TKI. Nelle analisi esplorative, effettuate con un follow-up ≥ 20 mesi, sono stati valutati 79 pazienti in totale (popolazione EGFR-mt), 58 (73%) dei quali facenti parte del sottogruppo EGFR-mts, e 50 (63%) del sottogruppo pretrattato con TKI. Le caratteristiche basali dei pazienti EGFR-mt tra i bracci di trattamento erano generalmente comparabili a quelle della popolazione ITT.

Considerando la OS nei bracci trattati con ABCP (braccio B) e con BCP (braccio C), i valori di HR erano a favore della quadruplice terapia nei 3 sottogruppi. In particolare, nei pazienti EGFR-mt, la OS mediana non è stata raggiunta nel braccio B rispetto ai 18,7 mesi nel braccio C (HR 0,61); nei pazienti EGFR-mts, la OS mediana non è stata raggiunta rispetto ai 17,5 mesi (HR 0,31); nei pazienti pretrattati con TKI, la OS mediana non è stata raggiunta nel braccio B rispetto ai 17,5 mesi del braccio C (HR 0,39).

I tassi di risposta obiettiva nei pazienti EGFR-mt erano del 36%, 71% e 42%, e la durata media della risposta era di 5,6 mesi (range, 2,6-15,2), 11,1 mesi (range, 2,8-18,0) e 4,7 mesi (range, 2,6-13,5) rispettivamente nei bracci A, B e C.

Le percentuali e la tipologia di eventi avversi, comprensivi di quelli gravi e di quelli immunologici, erano simili tra i bracci di trattamento. Nei pazienti EGFR-mt, l'analisi di sicurezza è stata eseguita su 44 pazienti inseriti nel braccio A, su 33 pazienti inseriti nel braccio B e su 44 pazienti inseriti nel braccio C. Eventi avversi correlati al trattamento (TRAE) sono stati osservati nell'89%, nel 100% e nel 96% dei pazienti inseriti rispettivamente nel braccio A, B e C; TRAE di grado 3/4 sono stati riportati dal 57%, dal 64% e dal 57% dei pazienti dei rispettivi gruppi. Un solo TRAE di grado 5 è stato riportato nel braccio C.

Gli eventi avversi immuno-correlati erano eruzioni cutanee (36%, 30% e 11% dei pazienti) e ipotiroidismo (2%, 18% e 2% dei pazienti inseriti rispettivamente nei bracci A, B e C dello studio).

"L'aggiunta di atezolizumab all’attuale trattamento standard of care (bevacizumab e chemioterapia) ha permesso di ottenere un vantaggio in termini di sopravvivenza nei pazienti EGFR-mt che hanno fallito un precedente trattamento con TKI; questo regime può rappresentare una nuova opzione terapeutica per questa popolazione di pazienti" ha concluso Reck.


Bibliografia
•    Reck M, Jotte R, Mok TSK, et al. IMpower150: an exploratory analysis of efficacy outcomes in patients with EGFR mutations. Presented at: 2019 European Lung Cancer Congress; April 11 to 13, 2019; Geneva, Switzerland. Abstract 104O.
•    Reck M, Mok TSK, Nishio M et al. Atezolizumab plus bevacizumab and chemotherapy in non-small cell lung cancer (IMpower150): key subgroup analysis of patients with EGFR mutations or liver metastasis in a randomised, open label phase 3 trial. Lancet Respir Med. 2019 Mar 25. pii: S2213-2600(19)30084-0. doi: 10.1016/S2213-2600(19)30084-0.