Un farmaco anti cancro sperimentale sviluppato dalla svizzera  Roche ha destato particolare interesse all’ultimo congresso europeo di oncologia in corso ad Amsterdam. Noto con la sigla MPDL3280A, il farmaco sembra agire particolarmente bene nel tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) nei pazienti fumatori.

In uno studio di fase I, il 23%dei pazienti ha visto regredire il tumore, ma la sua efficacia sembra essere maggiore nei fumatori dove il tasso di risposta è stato del 26%, verso il 10% nei non fumatori. I dato del trial sono stati presentati dal francese Jean-Charles Soria, professore all’Institut Gustave Roussy, primo autore dello studio.” Questo trial -  ha detto, è il primo studio che stabilisce una relazione tra la storia dell’abitudine al fumo di sigaretta e la risposta agli anti PDL1."

Lo studio ha arruolato 85 pazienti con NSCLC. Per tuti i pazienti sono disponibili i dati di sicurezza e per 53 pazienti anche i dati di efficacia. La durata della terapia nei pazienti responder variava da 170 a 534 giorni. Alcuni pazienti hanno risposto entro sei settimane, e la durata media alla prima risposta era di 11,9 settimane.

Per il farmaco è in corso è una fase di estensione della fase I ma anche uno studio più ampio di fase II/III.

MPDL3280A è un farmaco sperimentale progettato per rendere le cellule tumorali più vulnerabili allo stesso sistema immunitario dell’organismo, interferendo con una proteina chiamata PD-L1 (Programmed Death-Ligand 1).

Il PD-L1 si trova sulla superficie delle cellule tumorali e si ritiene che agisca come un “segnale di stop”, impedendo al sistema immunitario di distruggere le cellule cancerogene. Il MPDL3280A viene studiato per capire se il blocco del PD-L1 (“la rimozione del segnale di stop”) aiuterà il sistema immunitario a riconoscere ed attaccare il tumore.
Anche altre aziende, come Merck e Bristol-Myers Squibb, stanno sviluppando altri farmaci della stessa classe (inibitori dei PD-1).

Il team di ricercatori guidato da Soria aveva sospettato che nei fumatori la risposta al farmaco potesse essere migliore in quanto I fumatori hanno delle mutazioni che li rendono maggiormente sensibili all’azione del farmaco. Ecco perché hanno analizzato separatamente i dati dei fumatori (81% del campione) dai non fumatori. E hanno fatto bingo, come afferma il dott. Sorial, in quanto l’effetto era molto superiore proprio nei fumatori.

Anche secondo l’oncologa Cora Sternberg, del San Camillio di Roma e scienziata di fama mondiale, il Farmaco ha le caratteristiche per essere un “game changer” cioè di poter cambiare il paradigma di cura di questa patologia. in attesa dei dati di fase III la prudenza è ovviamente d’obbligo, ma in questa patologia così difficile da trattare un po’ di speranza oggi sembra legittima.

Abstract no: 3408. “Clinical activity, safety and biomarkers of PD-L1 blockade in non-small cell lung cancer (NSCLC): Additional analyses from a clinical study of the engineered antibody MPDL3280A (anti-PDL1)”. Lung cancer – metastatic and localised/systemic proffered papers session, 08.50 hrs CEST, Sunday 29 September, Elicium