Cancro al polmone, pembrolizumab meglio da solo o con la chemio nei pazienti PD-L1+?

Nei pazienti con un carcinoma polmonare non a piccole cellule e un Tumor Proportion Score (TPS) ≥ 50, la combinazione dell'inibitore di PD-1 pembrolizumab più la chemioterapia non sembra prolungare né la sopravvivenza globale (OS) né la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo pembrolizumab. Lo evidenzia una metanalisi appena presentata a Toronto in occasione della XIX World Conference on Lung Cancer, organizzata dalla International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC).

Nei pazienti con un carcinoma polmonare non a piccole cellule e un Tumor Proportion Score (TPS) ≥ 50, la combinazione dell’inibitore di PD-1 pembrolizumab più la chemioterapia non sembra prolungare né la sopravvivenza globale (OS) né la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al solo pembrolizumab. Lo evidenzia una metanalisi appena presentata a Toronto in occasione della XIX World Conference on Lung Cancer, organizzata dalla International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC).

Il TPS è una misura del grado di espressione di PD-L1 e si riferisce alla percentuale di cellule tumorali vitali che mostrano una colorazione parziale o totale della membrana cellulare. Un campione è considerato avente un’espressione elevata di PD-L1 se almeno il 50% delle cellule tumorali vitali mostrano una colorazione della membrana di qualsiasi intensità.

Nell’analisi presentata a Toronto, Doherty e colleghi hanno condotto una metanalisi network per confrontare il trattamento con pembrolizumab da solo o pembrolizumab più la chemioterapia in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con un TPS ≥ 50, assemblando un network indiretto utilizzando i bracci di controllo trattati con la chemioterapia degli studi KEYNOTE-024 e KEYNOTE-189, ben noti agli esperti del settore.

"Nello studio KEYNOTE-024, nel quale si è confrontato pembrolizumab con la chemioterapia in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule di qualsiasi istologia con un TPS ≥ 50, pembrolizumab è risultato superiore alla chemioterapia" ha affermato Paul Bunn, dell’Università del Colorado. "Nello studio KEYNOTE-189, la combinazione di pembrolizumab più la chemioterapia si è dimostrata superiore alla chemioterapia in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, con istologia non squamosa e con qualsiasi TPS" ha aggiunto il professore.

Bunn e i colleghi hanno analizzato le caratteristiche di base e gli outcome della chemioterapia in entrambi gli studi tenendo conto dell'eterogeneità; inoltre, hanno analizzato l’OS, la PFS, il tasso di risposta obiettiva (ORR) e gli eventi avversi, inclusi quelli correlati al sistema immunitario.

In totale, sono stati inclusi nell’analisi 507 pazienti, di cui 154 trattati con pembrolizumab, 357 sottoposti solo alla chemioterapia e 410 trattati con pembrolizumab più la chemioterapia. Le caratteristiche basali erano simili in tutti i pazienti studiati.
I pazienti dei due studi trattati con la sola chemioterapia hanno mostrato outcome simili e quindi prognosi simili. Inoltre, non sono state rilevate differenze tra pembrolizumab più la chemioterapia e il solo pembrolizumab in termini di OS (HR 0,70; IC al 95% 0,38-1,30; P = 0,26) e PFS (HR, 0,72; IC al 95% 0,45 -1,16; P = 0,18). Tuttavia, la combinazione dei due trattamenti è risultata associata a un’ORR più alto (+ 21,5%; IC al 95% 4,83% -38,2%; P = 0,011).

Sul fronte della sicurezza, le percentuali di eventi avversi di grado da 3 a 5 sono risultate superiori con il trattamento combinato rispetto al solo pembrolizumab; tuttavia, gli eventi avversi correlati al sistema immunitario sono risultati meno frequenti con la combinazione pembrolizumab più chemio.

"La conclusione è che si dovrebbe usare pembrolizumab da solo per i pazienti con TPS ≥ 50 e la combinazione pembrolizumab più chemio per quelli con TPS ≤ 49" ha detto Bunn. "Tuttavia, se un paziente con TPS elevato ha bisogno di una risposta rapida, si può prendere in considerazione la combinazione; al contrario, se il TPS è ≤ 49 e il paziente non riesce a tollerare la chemioterapia, è ragionevole utilizzare il solo pembrolizumab".