Il nuovo anti Vegf sperimentale tivozanib è risultato superiore a sorafenib nella terapia di pazienti con carcinoma a cellule renali in fase avanzata. Sono questi i risultato dello studio TIVO-1 condotto dalla biotech Aveo Pharmaceuticals e da Astellas per valutare l’efficacia del nuovo farmaco nei confronti del collaudato sorafenib. I dati completi dello studio verranno presentati al congresso ASCO in programma a Chicago il prossimo mese di giugno e saranno la base per il deposito del dossier del farmaco previsto nel corso del 2012.

Lo studio TIVO-1 è un trial di fase III che ha arruolato 517 pazienti con carcinoma a cellule renali in fase avanzata sottoposti a nefrectomia e non trattati in precedenza con farmaci anti VEGF o anti-mTOR. Si tratta del primo studio che ha confrontato un farmaco in fase registrativa con uno già approvato per la prima linea del CCR.

I dati top-line dello studio hanno evidenziato un aumento della sopravvivenza senza progressione (PFS) di 11,9 mesi nel gruppo tivozaninb verso 9,1 mesi nel gruppo sorafenib. Nella popolazione di pazienti mai trattati in precedenza con farmaci oncologici, che rappresentava il 70% del campione dello studio TIVO-1, la PFS con  tivozanib è risultata ancora superiore: 12,7 mesi vs 9,1 mesi.

Una volta in commercio, tivozanib oltreché con sorafenib e con pazopanib, da poco disponibile anche nel nostro Paese, dovrà vedersela con sunitinib (Pfizer), attualmente il farmaco più prescritto per questa indicazione. La differenza la faranno non solo l’efficacia (in trial simili sunitinib aveva dato un guadagno di PFS pari a 11 mesi) ma anche la tollerabilità dei vari trattamenti. Uno dei problemi dei farmaci già disponibili è la tossicità cronica, che si manifesta con fatigue e tossicità a livello dell'epidermide. Tivozanib, per la sua elevata selettività, dovrebbe essere meglio tollerato.

A breve è previsto anche il lancio di axitinib, sempre di Pfizer. Anche Novartis ha un farmaco in sviluppo  per il CCR, dovitinib, attualmente in fase III come terapia di terza linea. Attualmente i farmaci disponibili per la terapia del CCR registrano vendite annuali per circa 2 miliardi di dollari e secondo la società di ricerche di mercato Datamonitor, questo settore da qui al 2020 dovrebbe cresce a un tasso annuo del 3,7%.

Tivozanib è un inibitore dei tre recettori (1, 2 e 3) del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF). Ha quindi un'azione antiangiogenetica e agisce sui vasi sanguigni che nutrono i tessuti tumorali inibendone la crescita e di conseguenza affamando il tumore. Attivo per via orale, il farmaco è attualmente in fase III di sviluppo nel carcinoma  a cellule renali e viene attivamente studiato anche in altri setting (cancro al seno e al colon retto).

Per aggiudicarsi i diritti su tivozanib, nel febbraio 2011 Astellas ha siglato un accordo del valore massimo complessivo di 1,3 miliardi di dollari con la biotech americana Aveo Pharmaceuticals. Aveo, società biotech con sede a Cambridge (Massachusetts, Usa) ha ricevuto subito la somma di 125 milioni di dollari mentre la parte restante le verrà riconosciuta solo al raggiungimento di milestones prefissate collegate allo sviluppo regolatorio e commerciale del farmaco.

Protocollo dello studio TIVO-1