Pfizer ha reso noti i dati preliminari di uno studio di fase III nel quale il farmaco oncologico temsirolimus non ha raggiunto l’end point primario di prolungare la sopravvivenza senza progressione rispetto a sorafenib. Sebbene vi sia stata una differenza numerica favorevole al farmaco di Pfizer, dal punto di vista statistico non è stata raggiunta la significatività.

Inoltre, la sopravvivenza globale, uno degli end point secondari, è risultata a favore dei pazienti del gruppo sorafenib. I dati completi saranno presentati nel corso di uno dei prossimi meeting del settore.

Lo studio in questione prende il nome di INTORSECT e ha valutato l’efficacia e la sicurezza di temsirolimus in pazienti con cancro al rene nei quali la malattia fosse progredita in pazienti che ricevevano sunitinib.

Oltreché nel linfoma a cellule mantellari, temsirolimus in europa è indicato nel trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma avanzato a cellule renali (RCC) che presentino almeno tre dei sei fattori di rischio prognostici.

Temsirolimus è un medicinale antitumorale che agisce bloccando una proteina denominata "target della rapamicina nei mammiferi" (mTOR). Nell'organismo, temsirolimus  si lega a una proteina presente nelle cellule formando un "complesso". Questo complesso inibisce l'attività del mTOR. Poiché l'mTOR è implicato nel controllo della divisione cellulare, temsirolimus  determina un arresto della divisione delle cellule tumorali, rallentando la crescita e la diffusione del tumore.