Il trattamento neoadiuvante con TDM-1 si è dimostrato efficace nel trattamento del cancro al seno HER2-positivo e positivo ai recettori ormonali (HR), associato o meno alla terapia endocrina, rispetto a quello con trastuzumab più la terapia endocrina in uno studio di fase II presentato di recente al congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), a Chicago.

Il lavoro è un sottostudio dello studio WSG-ADAPT, che ha coinvolto circa 5000 donne. Il sottostudio ha riguardato 376 pazienti con un cancro al seno in stadio iniziale HER2-positivo e HR-positivo, ma al congresso americano sono stati presentati i risultati di un’analisi ad interim relativa a 130 di queste pazienti.

Le partecipanti sono state sottoposte per 12 settimane a una terapia neoadiuvante che in un braccio, formato da 37 pazienti, era costituita da TDM-1 (3,6 mg/kg ogni 3 settimane) in monoterapia, in un secondo braccio, formato da 48 pazienti, da TDM-1 più la terapia endocrina (tamoxifene nelle donne non ancora in menopausa, un inibitore dell’aromatasi in quelle in postmenopausa) e in un terzo braccio, di 45 pazienti, da trastuzumab più la terapia endocrina.

Presentando i dati, Nadia Harbeck, dell'Università di Monaco di Baviera, ha sottolineato che il campione non era una popolazione a basso rischio, oltre la metà delle partecipanti era in premenopausa e circa la metà aveva tumori più grandi di 2 cm.

La percentuale di risposta patologica completa, definita come assenza di tumore invasivo al seno e nei linfonodi, è risultata del 40,5% con TDM-1 in monoterapia, 45,8% con la combinazione di TDM-1 e la terapia endocrina e solo 6,7% con trastuzumab più la terapia endocrina (P < 0,001 per entrambi i bracci trattati con TDM-1 rispetto al braccio trattato con trastuzumab). La Harbeck ha detto che questi numeri sono abbastanza in linea con quelli ottenuti in altri trial su questa sottopopolazione.

Da notare che i risultati ottenuti con TDM-1 sono stati diversi a seconda dello status menopausale, ma solo nel braccio trattato con TDM-1 in monoterapia. In questo caso, infatti, le donne in postmenopausa che hanno tratto beneficio dal trattamento sono risultate significativamente più numerose rispetto a quelle in premenopausa; nel braccio trattato con TDM-1 più la terapia endocrina, invece, non si è trovata alcuna differenza tra i due gruppi.

La tossicità complessiva è risultata bassa; infatti, ci sono stati solo sette eventi avversi di grado 3 correlati ai farmaco in studio e tutti si sono risolti completamente.
"Penso non sia irragionevole affermare che il nostro studio dimostra come sia possibile una de-escalation della terapia e che questa sia una strada da seguire a beneficio delle nostre pazienti” ha detto la Harbeck.

Shanu Modi, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, invitata a discutere il lavoro, ha definito i risultati "sorprendenti" e ha aggiunto che è interessante che vi sia stato solo un miglioramento minimo aggiungendo la terapia endocrina a TDM-1.

La Harbeck, a sua volta, ha rimarcato che questi risultati sono solo il frutto di un'analisi ad interim e che l’insieme completo dei dati fornirà un quadro più chiaro.

N. Harbeck, et al. Efficacy of 12-weeks of neoadjuvant TDM1 with or without endocrine therapy in HER2-positive hormone-receptor-positive early breast cancer: WSG-ADAPT HER2+/HR+ phase II trial. J Clin Oncol 33, 2015 (suppl; abstr 506).
http://meetinglibrary.asco.org/content/147649-156