Oncologia-Ematologia

Cancro al seno metastatico, via libera del Chmp per palbociclib

Finalmente, oltre un anno dopo il via libera americano, arriva anche il semaforo verde del Chmp per l'impiego di palbociclib per la terapia delle donne con un carcinoma mammario che presenta recettori ormonali positivi (ER+) e recettore HER2 negativo (HER2-), localmente avanzato o metastatico. Il farmaco potrà essere impiegato in combinazione con un inibitore dell'aromatasi o in combinazione con fulvestrant in donne che hanno ricevuto una precedente terapia ormonale. Una volta approvato dalla Commissione Europea, il farmaco, che è attivo per via orale, sarà messo in commercio con il marchio Ibrance. E' frutto della ricerca Pfizer.

Finalmente, oltre un anno dopo il via libera americano, arriva anche il semaforo verde del Chmp per l’impiego di palbociclib per la terapia delle donne con un carcinoma mammario che presenta recettori ormonali positivi (ER+) e recettore HER2 negativo (HER2-), localmente avanzato o metastatico. Il farmaco potrà essere impiegato in combinazione con un inibitore dell’aromatasi o in combinazione con fulvestrant in donne che hanno ricevuto una precedente terapia ormonale.

Una volta approvato dalla Commissione Europea, il farmaco, che è attivo per via orale, sarà messo in commercio con il marchio Ibrance e dovrà essere utilizzato in combinazione con letrozolo. E' frutto della ricerca Pfizer.

L'inibizione di chinasi ciclina-dipendente 4 e 6 (CDK 4/6), che è il meccanismo di azione di palbociclib,  impedisce la replicazione del DNA bloccando la progressione dalla fase G1 alla fase S durante la divisione cellulare, il che permette di evitare la proliferazione delle cellule tumorali attraverso il controllo del ciclo cellulare.

Il razionale per la combinazione di un inibitore dell'aromatasi come letrozolo con palbociclib si basa su evidenze precliniche preliminari secondo le quali CDK 4/6 sarebbe più attivo nelle pazienti con carcinoma mammario ER-positivo, grazie a un pathway della proteina del retinoblastoma (pRb o Rb) integro. La pRb è un soppressore tumorale che è stato trovato non funzionante in numerosi tipi di cancro.

«Palbociclib, un farmaco che sta destando molto interesse, è il primo di una nuova categoria di farmaci sviluppati per la cura del tumore della mammella – ha dichiarato ai microfoni di PharmaStar il prof. Pierfranco Conte, Ordinario di Oncologia, Università degli Studi di Padova –  In combinazione con la terapia ormonale ha dimostrato di raddoppiare l’efficacia della medesima, sulla base dei dati della cosiddetta “Progression Free Survival”.

La terapia ormonale è efficace in circa il 70% delle donne trattate e la nuova terapia, che va data in aggiunta ad essa, è efficace e ben tollerata. Poter continuare a usare la terapia ormonale associata al palbociclib, al posto della chemioterapia, è sicuramente un passo in avanti importante sia in termini di efficacia che di tollerabilità. Gli unici eventi avversi degni di nota sono una neutropenia transitoria che però in genere non dà luogo ad infezioni.

Nel nostro centro abbiamo usato il palbociclib in alcuni studi, in setting diversi, di prima e di seconda linea (dopo il fallimento della terapia ormonale). Adesso lo si sta valutando anche in altri ambiti, più precoci, come la terapia adiuvante o nel setting preoperatorio.»

Palbociclib ha acceso su di sé i riflettori per la prima volta nel 2012 al San Antonio Breast Cancer Symposium, quando erano stati presentati i risultati intermedi dello studio PALOMA-1 che hanno dimostrato un notevole miglioramento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) con la combinazione di palbociclib e letrozolo rispetto al solo letrozolo.

Sulla base di questi risultati, l’Fda aveva concesso a palbociclib lo status di ‘ breakthrough therapy’ (terapia riconosciuta come fortemente innovativa e sottoposta a una revisione accelerata) nell’aprile del 2013 e ha poi approvato il farmaco nel 2015.

Lo scorso anno, l’Ema aveva validato il deposito della domanda di registrazione per palbociclib che era stata presentata in base ai risultati finali del trial PALOMA-1 (Fase II) e PALOMA-3 (Fase III).

Questi studi hanno dimostrato che palbociclib in combinazione con una terapia endocrina ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla sola terapia endocrina o con placebo, in pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HR + / HER2.

I risultati di un ultriore studio di fase 3 (PALOMA-2), condotto nella stessa popolazione di pazienti del PALOMA-1, hanno anche dimostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione e sono stati aggiunti al dossier registrativo durante la revisione dell’Ema.