Cancro alla prostata resistente alla castrazione: abiraterone con prednisone efficace anche senza terapia di privazione degli androgeni. #EAU18

In pazienti naive alla chemioterapia e resistente alla castrazione (CRPC), la terapia con abiraterone associato a prednisone senza la terapia di deprivazione androgenica (ADT) fornisce benefici significativi paragonabili a quelli ottenuti con l'aggiunta di ADT per i pazienti con carcinoma prostatico progressivo asintomatico o leggermente sintomatico.

In pazienti naive alla chemioterapia e resistente alla castrazione (CRPC), la terapia con abiraterone associato a prednisone senza la terapia di deprivazione androgenica  (ADT) fornisce benefici significativi paragonabili a quelli ottenuti con l’aggiunta di ADT per i pazienti con carcinoma prostatico progressivo asintomatico o leggermente sintomatico.

E’ quanto emerge dai dati dello studio SPARE, un trial randomizzato e in aperto presentato a Barcellona al 34° Congresso annuale dell'Associazione Europea di Urologia (EAU) presentato da Carsten H. Ohlmann, del Dipartimento di Urologia, Malteser Hospital di Bonn, in Germania.

Per i pazienti con CRPC che ricevono abiraterone, l’indicazione in scheda tecnica richiede il proseguimento della terapia con ADT a rilascio dell'ormone luteinizzante (LHRH). Tuttavia, l'arbiraterone stesso può ridurre ulteriormente i livelli sierici di testosterone al di sotto di quelli della sola terapia LHRH.

"Così si potrebbe pensare di poter interrompere o risparmiare la terapia con LHRH quando si inizia la terapia con l'abiraterone", ha detto Ohlmann.

Lo scopo dello studio era quindi quello di esplorare il ruolo dell'ADT continuativa quando si inizia il trattamento con abiraterone più prednisone in questi pazienti.

I ricercatori hanno randomizzato 67 pazienti ad abiraterone 1.000 mg più prednisone 2×5 mg senza (n = 33; età media, 76 anni) e con (n = 34; età media, 74 anni) terapia LHRH. Le caratteristiche cliniche di base mediana del paziente in questi trattamenti erano simili, in particolare per i livelli di antigene prostato-specifico (PSA) (20.6 vs 31.9 ng/mL) e i livelli sierici di testosterone (0.06 vs 0.08 ng/mL).

L'endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione radiografica (rPFS) a 12 mesi. A un follow-up mediano di 14,9 mesi, l'analisi rPFS di Kaplan-Meier non ha mostrato differenze tra i benefici significativi per il paziente di questi due bracci, abiraterone più prednisone senza (tasso, 0,78, intervallo di confidenza del 95% [CI], 0,54-0,90) e con (tasso, 0,90, 95% CI, 0,66-0,97) terapia LHRH (log-rank P [descrittivo] = .4368).

Questi benefici si sono riflessi anche nelle proporzioni dei pazienti che mostrano un calo del PSA ≥50% (72,7% vs 67,6%) e livelli di testosterone sierico mediano alla fine del trattamento (0,029 vs 0,029 ng/mL).

Inoltre, i 2 gruppi di pazienti non hanno mostrato differenze significative per la durata mediana del trattamento (420 vs 266 giorni; P = .197) e il tempo di progressione del PSA (336 vs 288 giorni; P = .188).

Pertanto, anche se questo studio non è stato disegnato per il confronto diretto tra i bracci di trattamento, esso fornisce la prima evidenza esplorativa che la terapia LHRH potrebbe non essere necessaria con il trattamento di pazienti con CRPC che ricevono abiraterone più prednisone. Tuttavia, il Dr. Ohlmann ha sottolineato che questo sarebbe un utilizzo per ora off-label.

Sparing Androgen-Deprivation Therapy Upon Treatment With Abiraterone in Patients With Chemotherapy-Naïve Castration-Resistant Prostate Cancer: Results From the SPARE-Trial. Abstract 1035