Il nuovo anticorpo monoclonale diretto contro l’VEGF2 e sviluppato da Eli lilly, ramucirumab, ha raggiunto l’end point principale rappresentato dalla sopravvivenza globale in uno studio di fase III che prende il nome di REGARD condotto in pazienti con carcinoma gastrico metastatico. Il farmaco ha anche migliorato la progression free survival (PFS). Si tratta del primo trial in fase avanzata ad essere stato completato con questo farmaco i cui dati completi saranno presentati nel corso di uno dei prossimi congressi del settore.


Lo studio REGARD ha confrontato l’efficacia e la sicurezza di ramucirumab con quella della miglior terapia di supporto in pazienti con tumore gastrico metastatico e con cancro della giunzione esofagea.


Gli effetti indesiderati più comuni sono stati ipertensione (12%), diarrea e cefalea.


Lo studio REGARD è il primo di due studi di fase III pianificati per questo farmaco nel tumore gastrico. L’altro trial, che prende il nome di RAINBOW, confronta ramucirumab in aggiunta con paclitaxel con il solo paclitaxel.


Ramucirumab è un anticorppo interamente umano disegnato per legarsi al dominio extracellualre del recettore 2 del vascular endothelial growth factor (VEGF-2) bloccando l’interazione con i ligandi del VEGF (VEGF-A, VEGF-C, e VEGF-D) e inibendo l’attivazione del recettore. Il VEGF-2 è considerato il mediatore primario dell’angiogenesi. Se attivato, il recettore promuove la proliferazione e la sopravvivenza cellulare a livello endoteliale, così come a migrazione e la permeabilità vascolari.


Lilly è entrata in possesso del farmaco nel 2008 grazie all’acquisizione della società ImClone Systems. Ramucirumab viene attivamente studiato anche in altri tipi di tumore, come il cancro alla mammella, colonrettale, epatocellulare e ai polmoni.