Molti pazienti colpiti da un cancro fanno ricorso a una qualche forma di medicina complementare e alternativa, tipicamente con l'obiettivo di alleviare il dolore e controllare gli effetti negativi della malattia o del trattamento. Lo evidenzia una review pubblicata di recente su Current Oncology Reports.

Il lavoro, che raccoglie evidenze tratte da studi sperimentali ed epidemiologici, nonché alcuni studi clinici, dimostra che molti degli approcci integrativi e le variazioni dello stile di vita potrebbero anche avere un impatto sulla sopravvivenza al cancro.

"A volte, queste modalità possono effettivamente avere un effetto sulla sopravvivenza che potrebbe essere simile a quello delle cure convenzionali" ha detto Moshe Frenkel, presidente della Società Israeliana di Medicina Complementare e fondatore dell’Integrative Oncology Clinic presso l’MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas di Houston.

"In ambito accademico, le terapie complementari sono note per essere utilizzate per ridurre l'intensità dei sintomi e migliorare la qualità della vita durante e dopo i trattamenti antitumorali" ha detto Frenkel in un’intervista. Con la loro review, lui e i colleghi "volevano cambiare un po' questo punto di vista e aumentare la consapevolezza che la medicina complementare e integrativa può influenzare la sopravvivenza", un punto che anche gli oncologi che credono nell’utilità dei trattamenti integrativi in genere non sottolineano, ha aggiunto l’autore.

In realtà, ha osservato Frenkel, oggi ci sono evidenze abbastanza buone fornite da diversi studi che suggeriscono come queste strategie - tra cui l'alimentazione, alcuni integratori, l'attività fisica e la riduzione dello stress - abbiano in effetti un effetto importante sulla sopravvivenza”.

Ad esempio, l'effetto dell’esercizio fisico sul rischio di recidiva di cancro al seno è simile a quello osservato con la terapia endocrina a base di tamoxifene, ha spiegato l’esperto.

Tamoxifene, infatti, può ridurre il rischio di recidiva di cancro al seno di circa il 40%, mentre l'attività fisica a un livello di 9 equivalenti metabolici di attività (MET) a settimana riduce il rischio di recidiva del 50%, ha sottolineato l’autore. Ciò è stato riscontrato in studi a lungo termine durati da 10 a 15 anni.

Anche se "le donne e i medici sono consapevoli dei benefici del tamoxifene, spesso non sono a conoscenza del grosso vantaggio di sopravvivenza che si può ottenere grazie all’attività fisica" ha affermato Frenkel.

Lui e i suoi colleghi hanno esaminato le evidenze provenienti da studi che hanno valutato l'impiego di interventi mente-corpo, dell'alimentazione, dell'attività fisica e di approcci combinati di medicina alternativa e complementare in pazienti affetti da cancro, raccogliendo i dati di studi che suggerivano un'associazione tra beneficio di sopravvivenza e questi interventi.

Gli interventi mente-corpo comprendono approcci come l'immaginazione guidata, la cosiddetta meditazione ‘mindfulness’ e lo yoga, che sono comunemente utilizzati dai malati di cancro per ridurre lo stress. Alcuni lavori, osservano Frankel e i colleghi, hanno evidenziato un prolungamento della sopravvivenza nei pazienti che hanno fatto ricorso a questi interventi.

In uno studio, per esempio, le donne colpite da un melanoma che hanno partecipato a un intervento psico-educativo hanno ottenuto una riduzione di 2,5 volte del rischio di recidiva a 5 o 6 anni e una riduzione di circa 7 volte del rischio di decesso.

Anche l’alimentazione - se ne parla da tempo - sembra avere un ruolo non indifferente non solo nel favorire lo sviluppo del cancro, ma anche nella sua prevenzione. In un articolo pubblicato su Acta Oncologica nel 2011, per esempio, il World Cancer Research Fund e l'American Institute for Cancer Research riferiscono che una quota di tumori compresa tra il 30 e il 40% si può prevenire con un’alimentazione corretta, un’attività fisica regolare e il mantenimento di un peso normale.

Inoltre, lo studio WHEL (the Women's Healthy Eating and Living), nel 2011, ha evidenziato una relazione diretta tra l'assunzione di verdura e riduzione del rischio di recidiva di cancro in più di 3000 sopravvissute al cancro al seno. In particolare, nelle donne che ricadevano nel terzile più alto di assunzione di verdura gli autori hanno trovato un hazard ratio di recidiva pari a 0,69 rispetto a quelle ricadenti nel terzile più basso.

Diversi studi hanno poi dimostrato che una combinazione di terapie alternative potrebbe anche avere un effetto maggiore sulla sopravvivenza. Ad esempio, la combinazione della riduzione dello stress, del miglioramento dell’alimentazione, dell'attività fisica e del counseling per smettere di fumare ha dimostrato di avere un effetto significativo sulla sopravvivenza nelle donne con un carcinoma mammario localizzato.

In questo studio, dopo un follow-up di 11 anni, le donne sottoposte a questo tipo di intervento, rispetto a quelle sottoposte alla semplice osservazione, hanno mostrato una riduzione significativa del rischio sia di recidiva di cancro al seno (HR 0,55; P = 0,034) sia di decesso dovuto al tumore (HR 0,44; P = 0,016) e di decesso dovuto a una qualsiasi causa (HR 0,51; P = 0,028).

Frenkel ha osservato che ci sono sempre più oncologi interessati a quest’approccio, ma, nello stesso tempo, sono ancora pochi i pazienti che ne beneficiano.

M. Frenkel, et al. Effects of Complementary and Integrative Medicine on Cancer Survivorship. Current Oncology Reports. 2015,17:21.
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