Oncologia-Ematologia

Cancro del polmone, Fda approva nivolumab in prima linea associato a ipilimumab. Terapia chemio free

Il 15 maggio 2020 l'Fda ha approvato la combinazione di nivolumab e ipilimumab, entrambi di Bristol-Myers Squibb, come trattamento di prima linea per pazienti con tumore polmonare metastatico non a piccole cellule (NSCLC)  i cui tumori esprimano PD-L1 (≥1%), e che non presentino mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) o aberrazioni genomiche della chinasi del linfoma anaplastico (ALK).

Il 15 maggio 2020 l’Fda ha approvato la combinazione di nivolumab e ipilimumab, entrambi di Bristol-Myers Squibb, come trattamento di prima linea per pazienti con tumore polmonare metastatico non a piccole cellule (NSCLC)  i cui tumori esprimano PD-L1 (≥1%), e che non presentino mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) o aberrazioni genomiche della chinasi del linfoma anaplastico (ALK).

L'efficacia di questa combinazione è stata studiata nel trial CHECKMATE-227 (NCT02477826), uno studio randomizzato, in aperto, condotto in pazienti con NSCLC metastatico o recidivante e senza una precedente terapia antitumorale.

I risultati del trial sono stati presentati per la prima volta all'incontro annuale 2019 della European Society of Medical Oncology (ESMO 2019) e contemporaneamente pubblicati online sul New England Journal of Medicine.

In Europa il dossier registrativo per questa indicazione è stato ritirato qualche mese fa ma l’azienda ci riproverà ad ottenerla con i dati di un altro studio (9LA) che ha valutato un regime a tre farmaci (nivolumab, ipilimumab e due soli cicli di chemio) con il quale all’ASCO 2020 sono stati presentati dei dati che dimostrano una riduzione del rischio di morte del 38%.

https://news.bms.com/press-release/partnering-news/opdivo-nivolumab-plus-yervoy-ipilimumab-limited-chemotherapy-significa
Nella Parte 1a dello studio, 793 pazienti con espressione tumorale PD-L1 ≥1% sono stati randomizzati per ricevere la combinazione di nivolumab plus con ipilimumab (n=396) o la chemioterapia con doppio platino (n=397).

Lo studio ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale (OS) per i pazienti con espressione tumorale PD-L1 ≥1% che hanno ricevuto nivolumab più ipilimumab rispetto a quelli trattati con chemioterapia a base di platino. La O.S. mediana è stata di 17,1 mesi (95% IC: 15, 20,1) contro 14,9 (95% IC: 12,7, 16,7) (HR 0,79; 95% IC: 0,67, 0,94; p=0,0066).

La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) per revisione centrale indipendente in cieco (BICR) è stata di 5,1 mesi (95% IC: 4,1, 6,3) nel braccio nivolumab più ipilimumab e di 5,6 mesi (95% IC: 4,6, 5,8) nel braccio chemioterapico a doppio platino (HR 0,82; 95% IC: 0,69, 0,97). Il tasso di risposta globale confermato (ORR) per BICR è stato del 36% (95% IC: 31, 41) e del 30% (95% IC: 26, 35), rispettivamente. La durata media della risposta è stata di 23,2 mesi nel braccio nivolumab più ipilimumab e di 6,2 mesi nel braccio chemioterapico a doppio platino.

L’azienda sottolinea la durata della risposta. Nello studio, il 63% dei pazienti trattati con nivolumab più ipilimumab e il 56% con chemioterapia erano vivi a un anno e il 40% e il 33% a due anni, rispettivamente.
A tre anni (mediana 43,1 mesi di follow-up), il 33% dei pazienti trattati con nivolumab più ipilimumab e il 22% di quelli trattati con chemioterapia erano ancora vivi.

 Come valutato dalla Blinded Independent Central Review (BICR), il tasso di risposta globale confermato (ORR) con un follow-up minimo di 28,3 mesi è stato del 36% (142/396, 95% CI: da 31 a 41) con nivolumab più ipilimumab (5,8% di risposta completa [CR] e 30. 1% di risposta parziale [PR]) e 30% (119/397, 95% IC: da 26 a 35) con chemioterapia (1,8% CR e 28,2% PR).1,2,5
Tra i pazienti che hanno risposto, la durata mediana della risposta (DOR) è stata di 23,2 mesi (95% IC: da 15,2 a 32,2) per i pazienti trattati con nivolumab più ipilimumab e 6,2 mesi (95% IC: da 5,6 a 7,4) per la chemioterapia.1,2,5 ORR e DOR erano analisi descrittive predefinite.

"I pazienti con tumore polmonare metastatico continuano ad avere bisogno di nuove opzioni di trattamento che possano fornire risposte durature", ha detto Matthew D. Hellmann, principal investigator dello studio CheckMate -227 e oncologo medico presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center. "I risultati dello studio CheckMate -227 dimostrano che un approccio di immunoterapia duale offre una possibilità di sopravvivenza a lungo termine per i pazienti con NSCLC metastatico".

Le reazioni avverse più comuni osservate in oltre il 20% dei pazienti che hanno ricevuto la combinazione di nivolumab più ipilimumab sono state affaticamento, eruzione cutanea, diminuzione dell'appetito, dolore muscoloscheletrico, diarrea/colite, dispnea, tosse, pruriti, nausea ed epatite.

Le dosi raccomandate per il NSCLC metastatico sono nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane e ipilimumab 1 mg/kg ogni 6 settimane fino alla progressione della malattia, tossicità inaccettabile, o fino a 2 anni nei pazienti senza progressione della malattia.

Nivolumab plus Ipilimumab in Advanced Non–Small-Cell Lung Cancer N Engl J Med 2019; 381:2020-2031 DOI: 10.1056/NEJMoa1910231
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