Una meta-analisi di 52 studi pubblicati su The Lancet suggerisce che il rischio di sviluppare il cancro ovarico sia significativamente maggiore in donne che hanno utilizzato la terapia ormonale sostitutiva (HRT).

In modo particolare, le donne che hanno usato la terapia ormonale per 5 anni dall'età di 50 anni sviluppano un caso in più di cancro ovarico su 1000 utenti e un decesso per cancro ovarico in più su 1700 utenti. In più, 10 anni di utilizzo di tale terapia si traduce in circa un ulteriore cancro ovarico per 600 utenti e un decesso in più per 800 utenti.

Gli studi ad oggi effettuati sull’eventuale collegamento tra terapia ormonale e cancro dell’ovaio hanno prodotto risultati contrastanti o sono stati inconcludenti per numero di partecipanti basso. Le ultime raccomandazioni della WHO dicono che non possono essere tratte delle conclusioni in merito.

Per tale motivo il gruppo per gli studi epidemiologici sul cancro all’ovaio, che ha come obiettivo proprio lo studio di tutti i fattori di rischio associati a questa neoplasia, ha deciso di effettuare una meta-analisi su un vasto numero di studi e pazienti in modo da arrivare a una risposta.

Sono stati inclusi studi dal 1998 al 2013 in modo da formare un dataset di 52 studi.

I tumore classificati a seconda dell’ istologia, pienamente maligno o borderline-maligno, e come epiteliale o non epiteliale sono stati ulteriormente suddivisi in quattro tipi più comuni: sieroso, endometrioide, mucinoso o a cellule chiare (o misto/altro).

L'analisi ha incluso un totale di 21. 488 donne, tra cui sono state identificate 12.110 donne in postmenopausa che hanno sviluppato il cancro ovarico, il 55% delle quali aveva usato la terapia ormonale sostitutiva.

Il rischio di cancro ovarico è risultato sempre significativamente maggiore in donne utenti rispetto a  non-utilizzatrici di terapia ormonale (RR 1,20, 95% CI 1,15-1,26, p <0,0001 secondo gli studi prospettici inclusi; 1,14, 1,10-1,19, p <0,0001 secondo tutti gli studi combinati).

Quando l’analisi è stata ristretta ai casi in cui veniva riportato sia la durata che l’ultimo utilizzo, l’RR cresceva leggermente.

Tra le donne registrate come utenti attuali, il rischio è risultato aumentato anche con un uso inferiore ai 5 anni (RR 1,43, 95% CI 1,31-1,56; p <0,0001). Combinando l'uso corrente o recente, (qualsiasi durata, ma
Risultava infatti aumentata solo per i due tipi più comuni, sieroso (RR 1,53, 95% CI 1,40-1,66; p <0,0001) e endometrioide (1,42, 1,20-1,67; p <0,0001).

L’analisi ha anche evidenziato che il rischio diminuisce a lungo andare dopo la cessazione dell’uso della terapia, anche se circa 10 anni dopo l'interruzione di lunga durata c'era ancora un eccesso di tumori sierosi o endometrioidi (RR 1,25, 95% CI 1,07-1,46, p=0,005).

Riassumendo i risultati principali indicano che le donne che assumono terapia ormonale sostitutiva per più di cinque anni hanno il 40% in più di probabilità di sviluppare sia cancro ovarico sieroso che endometrioide rispetto alle donne che non hanno mai assunto tale terapia.

Gli autori hanno anche sottolineato che le attuali linee guida sulla terapia ormonale sostitutiva sarebbero da modificare per avvertire del collegamento considerando soprattutto il fatto che anche l’uso inferiore ai 5 anni è stato collegato a un aumentato rischio di malattia e molte donne usano questi ormoni per un tempo limitato.

In risposta a questi risultati, la dr.ssa Sarah Branch, vice direttore del Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency's Vigilance and Risk Management of Medicines ha dichiarato: "il nostro consiglio è sempre stato quello di utilizzare la più bassa dose efficace di terapia ormonale sostitutiva e per il più breve tempo possibile."

La dr.ssa Branch ha aggiunto: "Valuteremo i risultati di questo studio e le sue implicazioni per l'uso per più breve termine in modo da aggiornare le informazioni sul prodotto, se necessario."

In conclusione, la terapia ormonale sostitutiva esce da questo studio colpevole di generare cancro dell’ovaio anche dopo pochi anni di utilizzo. Tocca ora a medici e esperti modificare le attuali raccomandazioni e valutare quando effettivamente consigliare tale tipo di terapia.

Emilia Vaccaro


Collaborative Group on Epidemiological Studies of Ovarian Cancer Menopausal hormone use and ovarian cancer risk: individual participant meta-analysis of 52 epidemiological studies.
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