Cancro dell'ovaio, niraparib migliora la PFS come mantenimento in prima linea dopo la chemio

Nello studio di fase III PRIMA (ENGOT-OV26) (NCT02655016), niraparib ha dimostrato un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al placebo se usato come terapia di mantenimento dopo la chemioterapia a base di platino per le pazienti con cancro ovarico trattate in prima linea.

Nello studio di fase III PRIMA (ENGOT-OV26) (NCT02655016), niraparib ha dimostrato un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al placebo se usato come terapia di mantenimento dopo la chemioterapia a base di platino per le pazienti con cancro ovarico trattate in prima linea.

Il beneficio PFS è risultato statisticamente significativo, indipendentemente dallo stato del biomarcatore delle pazienti, raggiungendo l’end point  primario dello studio.

"Quasi 300mila donne in tutto il mondo ricevono ogni anno la diagnosi di cancro alle ovaie, ma solo il 15% circa delle pazienti è attualmente idoneo a ricevere gli inibitori della PARP come terapia iniziale. Questi dati dimostrano che niraparib ha il potenziale per essere di benefico in modo significativo anche per più donne con questo tumore devastante", ha dichiarato Hal Barron, Chief Scientific Officer e presidente, Research and Development, GlaxoSmithKline.

I risultati positivi dello studio PRIMA riguardano anche il profilo di sicurezza e tollerabilità di niraparib, che era coerente con i rapporti precedenti dell'inibitore PARP.

I risultati completi dello studio saranno presentati in occasione di una prossima riunione scientifica, ha annunciato GSK, l'azienda che dopo aver acquisito la Tesaro sta sviluppando il niraparib,

Lo studio, un trial di fase III in doppio cieco, controllato con placebo e randomizzato sta esplorando l'uso di niraparib contro placebo in 620 pazienti con tumore ovarico di stadio III o IV. Lo studio ha completato l'arruolamento ma si sta continuando a valutare i risultati.

Nello studio, le pazienti che avevano completato la chemioterapia di prima linea a base di platino con una risposta completa o parziale alla terapia sono state randomizzate 2:1 a niraparib o placebo come mantenimento. Lo studio prevedeva una dose iniziale personalizzata di 200 mg di niraparib una volta al giorno in partecipanti con un peso di base inferiore a 77 kg o una conta piastrinica inferiore a 150K/μL e 300 mg in tutte le altre pazienti.

Le pazienti arruolate nel trial presentavano un tumore ovarico di alto grado prevalentemente sieroso o endometrioide, un tumore alle tube di Falloppio o un tumore primario del peritoneo. La chemioterapia a base di platino poteva essere somministrata come trattamento adiuvante o neoadiuvante. Inoltre, le donne in studio dovevano avere anche avere una riduzione normale o superiore al 90% di CA-125 in seguito al loro regime di prima linea. Le pazienti con stadio IV di malattia erano eleggibili per l'arruolamento solo dopo il debulking primario o ad intervalli.

Le donne con sottotipi di cellule mucose o chiare, così come quelle che avevano ricevuto un precedente inibitore di PARP o il bevacizumab non erano eleggibili per l'arruolamento nello studio.

L'endpoint primario dello studio è la PFS e gli endpoint secondari includono la sopravvivenza complessiva, la sicurezza e la tollerabilità, il tempo di progressione della terapia successiva e gli esiti riportati dal paziente. Ulteriori misure di risultato includono la farmacocinetica e l'analisi dei biomarcatori con deficit di ricombinazione omologa (HRD).

Secondo i risultati provvisori sulla sicurezza presentati al SGO Annual Meeting 2019, le pazienti hanno beneficiato di un minor numero di eventi avversi (EAS) se trattati con una dose iniziale individualizzata di 200 o 300 mg in base al loro peso corporeo rispetto a quelle che hanno ricevuto una dose fissa di 300 mg.

Niraparib è stato approvato dalla Fda per il trattamento di mantenimento di pazienti con tumore ovarico ricorrente che hanno avuto una risposta completa o parziale alla terapia al platino, indipendentemente dallo stato di BRCA o HRD.