La chemioterapia e la radioterapia, se praticate dopo il primo trimestre di gravidanza, non hanno effetti negativi a lungo termine sul piano mentale o cardiologico nei bambini esposti a questi trattamenti quando la mamma era incinta. È questo il rassicurante esito di due piccoli studi presentati al recente congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) a Madrid.

Secondo il primo autore di entrambi i lavori, Frederic Amant, dell'Università di Lovanio, in Belgio, questi dati dovrebbero contribuire a sedare le preoccupazioni circa i possibili effetti dei trattamenti antitumorali sul feto. Tuttavia, ha precisato l’oncologo, servono studi più ampi e più lunghi per confermare questi risultati.

Il primo lavoro è un'analisi caso-controllo in cui sono stati valutati lo sviluppo mentale e la funzionalità cardiaca dei bambini esposti prima della nascita alla chemioterapia. Amant e i colleghi hanno identificato nel registro dell’International Network for Cancer, Infertility, and Pregnancy (INCIP) 38 bambini e li hanno confrontati con 38 bambini di controllo. Tutti sono stati valutati utilizzando le Bayley Scales of Infant Development e sottoposti a elettrocardiogramma o ecocardiografia. L'età media in cui i bambini sono stati valutati era 20,5 mesi per i bambini esposti e 22 mesi per i controlli.

I bimbi erano stati esposti a una media di quattro cicli di chemioterapia, nel 61% dei casi a base di antracicline. Il punteggio medio del Mental Development Index è risultato pari a 99,13 per i bambini esposti alla chemioterapia e 101,47 per quelli non esposti, valori entrambi considerati nel range di normalità e non significativamente diversi tra loro.

I ricercatori non hanno trovato alcuna associazione tra il numero di cicli a cui era stato esposto il feto durante la gravidanza e i punteggi della scala utilizzata per valutare lo sviluppo mentale.

Commentando i risultati, Fedro Alessandro Peccatori, Direttore del progetto multidisciplinare su fertilità e gravidanza all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, non coinvolto nello studio, ha detto che questa ricerca rafforza l’idea che la chemioterapia fatta dalla futura mamma durante la gestazione non mette in pericolo lei e il feto, e il successivo sviluppo fetale. “Per migliorare ulteriormente l'outcome neonatale, si dovrebbe fare uno sforzo particolare per prolungare la durata della gravidanza e serve un follow-up rigoroso a lungo termine per confermare questi risultati. Nel frattempo, bisognerebbe implementare misure specifiche di supporto per i bimbi nati prematuri e le loro famiglie” ha avvertito l’oncologo.

Amant ha aggiunto che nei prossimi studi, oltre ad ampliare il campione e il follow up, si dovranno valutare in dettaglio gli effetti specifici dei diversi tipi di chemioterapia.

Nel secondo studio, l’autore e il suo gruppo hanno valutato lo stato di salute generale, la salute del cuore e gli outcome neuropsicologici di bambini esposti alla radioterapia mentre la mamma era incinta . In questo lavoro sono stati selezionati nell’INCIP 16 bambini e 10 adulti esposti alla radioterapia in utero in Olanda, Italia e Belgio.

I bambini sono stati valutati a 1, 5, 3, 6 e 9 anni utilizzando l’ecocardiografia, un esame neurologico e altri questionari sullo stato di salute generale, mentre gli adulti sono stati sottoposti all’ecocardiografia e a questionari sullo stato di salute generale e il comportamento. L'esposizione mediana alle radiazioni materna stimata era 48 Gy e quella fetale di 91 mGy.

I risultati delle analisi hanno mostrato che i bambini esposti alla radioterapia durante la gravidanza hanno avuto esiti neuropsicologici, comportamentali e di salute generale tutti considerati nel range di normalità. Inoltre, è stata trovata alcuna relazione tra aumento della dose di radiazioni a cui era stato esposto il feto ed esiti cognitivi. Solo un bambino ha mostrato un ritardo cognitivo grave; tuttavia, ha precisato Amant, in questo caso si sono verificate varie altre complicanze legate alla gravidanza che confondono l’interpretazione dei risultati.

L’autore ha detto di sperare che i nuovi risultati forniranno ai medici le evidenze necessarie per garantire alle donne incinte che hanno un tumore le cure migliori. "E 'una bella sensazione sapere che i dati della ricerca possono essere trasferiti immediatamente in clinica" ha dichiarato Amant. "I nostri dati aiuteranno medici e pazienti e a prendere decisioni consapevoli in una situazione difficile".

Peccatori ha sottolineato come il lungo follow up al quale sono stati sottoposti i bambini e gli adulti le cui madri avevano fatto la radioterapia durante la gravidanza è un aspetto importante.

“Gli outcome neuropsicologici, comportamentali e relativi alla salute generale sono risultati nel range di normalità in tutti i bambini studiati, tranne tre” ha rimarcato Peccatori.

“La gravidanza, specie se avanzata, è stata sempre considerata una controindicazione alla radioterapia. Nuove tecniche radioterapiche e simulazioni più sofisticate della dose ricevuta dal feto potrebbero cambiare lo scenario, ma quando si sottopone una donna incinta alla radioterapia, specie nel terzo trimestre, la cautela resta d’obbligo” ha sottolineato l’esperto.

Sempre in tema di cancro e gravidanza, un terzo studio presentato al congresso ESMO evidenzia come le donne incinte che scoprono di avere un tumore al seno possano essere sottoposte tranquillamente alla biopsia del linfonodo sentinella, senza rischi per la futura mamma dal punto di vista oncologico.

Infine, un quarto lavoro, sempre del gruppo di Amant, evidenzia l’importanza di discutere di contraccezione con le pazienti alle quali viene diagnosticato un cancro e che si sottopongono a terapie antitumorali, per evitare gravidanze non pianificate.

Alessandra Terzaghi


F. Amant, et al. Cancer during pregnancy: A case-control analysis of mental development and cardiac functioning of 38 children prenatally exposed to chemotherapy. ESMO 2014; abstract 267PD_PR.

F. Amant, et al. Long-term neuropsychological and cardiac follow-up of children and adults who were antenatal exposed to radiotherapy. ESMO 2014; abstract 49LBA_PR.