AbbVie ha annunciato di aver iniziato uno studio di fase III disegnato per valutare sicurezza ed efficacia del farmaco sperimentale veliparib, in aggiunta al carboplatino, in pazienti con carcinoma della mammella triplo negativo in stadio precoce.

Lo studio è un trial di fase avanzata, randomizzato, controllato con placebo e in doppio cieco, che arruolerà 620 pazienti con carcinoma della mammella, randomizzate a ricevere carboplatino più veliparib o placebo, o la chemioterapia neoadiuvante standard.

L’endpoint principale dello studio è il tasso di risposte patologiche complete, ovvero l’assenza di malattia residua, tumore invasivo nella mammella o nei linfonodi, dopo il trattamento. L’endpoint secondario dello studio è il numero di pazienti eleggibili per la chirurgia conservativa della mammella dopo la terapia neoadiuvante. Lo studio valuterà, inoltre, la PFS, la sopravvivenza generale, il tasso di risposte complete e la sicurezza del farmaco.

Veliparib è un inibitore di PARP [Poli-(ADP-ribosio)-polimerasi], un enzima nucleare coinvolto in una serie di processi cellulari che includono la riparazione dei danni al DNA e la morte cellulare programmata (apoptosi).

L’attivazione di PARP è alla base del fenomeno di resistenza dei tumori alla chemioterapia. Inibendo PARP si attenua la capacità delle cellule tumorali di resistere agli agenti alchilanti e si ripristina la sensibilità dei tumori alla chemioterapia. Inattivando PARP si accumulano nel nucleo delle cellule frammenti danneggiati di DNA, con conseguente arresto della crescita e della divisione cellulare, fino ad arrivare alla morte delle cellule tumorali.

Gli inibitori di PARP hanno avuto alterne fortune nella ricerca clinica oncologica. Iniparib (BMS-201), il capostipite della classe, ha dimostrato un’attività promettente nei test iniziali condotti su pazienti con carcinoma mammario metastatico triplo negativo, ma non ha centrato l'endpoint primario in uno studio clinico di fase III e ciò ha indotto BMS, società che ha sviluppato il farmaco) a sospendere lo sviluppo del medicinale.

Olaparib ha mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS) in uno studio randomizzato sul carcinoma ovarico ricorrente. Nonostante ciò, l’azienda produttrice (AstraZeneca) ha messo in stand-by lo sviluppo del farmaco mentre eseguiva una revisione dei dati, per valutare se i risultati clinici giustificassero il proseguimento della sperimentazione (che di recente è stata ripresa).

Un altro PARP inibitore, BMN 673, ha portato a percentuali elevate di risposta e di beneficio clinico in un gruppo di pazienti con cancro al seno o alle ovaie con i geni BRCA mutati in uno studio di fase II presentato di recente allo European Cancer Congress.