Carcinoma a Cellule di Merkel metastatico, disponibile in Italia avelumab, primo trattamento con questa indicazione

Il Carcinoma a Cellule di Merkel, un raro e aggressivo tumore della pelle per il quale finora non c'era un trattamento specifico, oggi ha una sua terapia, avelumab, anticorpo monoclonale inibitore della proteina PD-L1 completamente umano. Il farmaco è stato ammesso alla rimborsabilità dall'AIFA per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti affetti da Carcinoma a Cellule di Merkel (MCC) metastatico. Avelumab rappresenta il primo e unico farmaco approvato con questa indicazione.

Il Carcinoma a Cellule di Merkel, un raro e aggressivo tumore della pelle per il quale finora non c’era un trattamento specifico, oggi ha una sua terapia, avelumab, anticorpo monoclonale inibitore della proteina PD-L1 completamente umano. Il farmaco è stato ammesso alla rimborsabilità dall’AIFA per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti affetti da Carcinoma a Cellule di Merkel (MCC) metastatico. Avelumab rappresenta il primo e unico farmaco approvato con questa indicazione.

Trenta volte più raro del melanoma, il Carcinoma a Cellule di Merkel risulta purtroppo fatale in circa 1 paziente su 3: si tratta quindi di una forma di cancro che, pur non essendo diffusa come altre patologie oncologiche, ha il più delle volte un esito sfavorevole. Ogni anno in Europa si registrano 2.500 nuovi casi, il 5-12% dei quali sviluppa una malattia metastatica.
Ora, dopo Germania e Regno Unito, avelumab, la prima immunoterapia approvata per questo tumore della cute arriva nel nostro Paese a supporto dei pazienti che ne sono affetti.

«L’immuno-oncologia è la più sofisticata arma che abbiamo mai avuto a disposizione nella lotta ai tumori» ha dichiarato Michele Maio, Direttore del Centro di Immuno-Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. «A differenza delle tradizionali terapie che intervengono direttamente sul tumore, i farmaci immunoterapici attivano il sistema immunitario del paziente rendendolo in grado di riconoscere come estranee le cellule tumorali e, quindi, di distruggerle. Questo farmaco agisce bloccando il meccanismo che permette alle cellule tumorali di eludere le difese del sistema immunitario rappresentando, dunque, un’importante opportunità terapeutica nel trattamento di questa patologia. Si tratta infatti di una concreta speranza offerta a quei pazienti che altrimenti non avrebbero cura».

L’approvazione Europea condizionata di avelumab è basata sui risultati di uno studio internazionale multicentrico di fase II, JAVELIN Merkel 200, che mostrano notevoli vantaggi terapeutici, sia in termini di riduzioni della dimensione dei tumori sia per quanto riguarda la durata dell’effetto. Avelumab ha infatti mostrato un’efficacia significativa e una risposta protratta nel tempo, sia nei malati già curati in precedenza, che in quelli trattati per la prima volta. A un anno dall’autorizzazione Europea, AIFA ha riconosciuto il valore di questa terapia ammettendo avelumab alla rimborsabilità per tutte le linee di trattamento, come da indicazione terapeutica.

«Il Carcinoma a Cellule di Merkel è un tumore aggressivo che cresce a velocità esponenziale», ha aggiunto Paolo Ascierto, Direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli. «Circa la metà di tutti i pazienti sperimenterà purtroppo una recidiva e oltre il 30% alla fine svilupperà la malattia metastatica. Fino a ieri l’unica opzione terapeutica per il MCC metastatico era la chemioterapia, con una prognosi il più delle volte sfavorevole. Avelumab rappresenta un grande passo in avanti nel trattamento di questa patologia non solo per i risultati raggiunti, ma anche perché evita di esporre il paziente ad effetti collaterali tipici dei trattamenti tradizionali con la possibilità di ottenere un beneficio a lungo termine, tipico dell'immunoterapia, con meno effetti collaterali».

Il MCC colpisce solitamente soggetti di sesso maschile di età superiore ai 50 anni. Si manifesta con un nodulo cutaneo indolore di colore rosa, rosso e/o bluastro generalmente nelle zone cronicamente esposte al sole come viso, collo, braccia e gambe. Gli individui con sistema immunitario cronicamente soppresso (come ad esempio pazienti affetti da HIV o coloro che hanno ricevuto trapianti di organi e devono prendere farmaci immuno-soppressori) sono 15 volte più a rischio di sviluppare MCC rispetto a quelli che non sono immunosoppressi. Oltre all’immunodepressione, tra i fattori di rischio l’assunzione di medicinali che inibiscono il sistema immunitario, l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta e l’infezione da poliomavirus a cellule di Merkel. Questo è un virus presente in circa l’80% dei tumori MCC, ma in meno del 10 per cento dei melanomi e altri tumori della pelle.

Avelumab
È un anticorpo umano specifico per il ligando-1 della proteina della morte cellulare programmata (PD-L1). In modelli preclinici ha dimostrato di attivare sia il sistema immunitario innato, sia quello adattivo. Bloccando l'interazione di PD-L1 con i recettori PD-1, avelumab ha dimostrato, nei modelli preclinici, di riattivare la risposta immunitaria antitumorale mediata da cellule T. Ha anche dimostrato di indurre la lisi diretta delle cellule Natural Killer (NK) attraverso la citotossicità cellulomediata anticorpo-dipendente (ADCC) in vitro.