Carcinoma a cellule renali, combinazione avelumab-afitinib ritarda la progressione

La combinazione dell'inibitore di PD-L1 avelumab con l'inibitore del VEGF axitinib ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a sunitinib nei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato na´ve al trattamento. ╚ questo il risultato principale di un'analisi ad interim dello studio di fase III JAVELIN Renal 101, annunciato dalle aziende produttrici dei due farmaci (Pfizer e Merck KGaA) in una nota.

La combinazione dell'inibitore di PD-L1 avelumab con l'inibitore del VEGF axitinib ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a sunitinib nei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato naïve al trattamento. È questo il risultato principale di un’analisi ad interim dello studio di fase III JAVELIN Renal 101, annunciato dalle aziende produttrici dei due farmaci (Pfizer e Merck KGaA) in una nota.

Inoltre, il beneficio di PFS offerto dalla combinazione si è osservato indipendentemente dai livelli di espressione di PD-L1 nel tumore.

"JAVELIN Renal 101 è il primo studio di fase III positivo che combina un inibitore dei checkpoint immunitari con un TKI, mostrando dati a supporto del potenziale di avelumab e axitinib come nuovo approccio per il trattamento dei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato" ha affermato Chris Boshoff, vicepresidente senior e capo della divisione Immuno-Oncology, Early Development e Translation Oncology, dello sviluppo globale dei prodotti di Pfizer.

"Questi risultati positivi rafforzano il patrimonio di lunga data di Pfizer nel promuovere gli standard di cura per i pazienti con carcinoma a cellule renali e non vediamo l’ora di discutere questi dati in modo più dettagliato con le autorità sanitarie" ha aggiunto Boshoff.

Inoltre, fanno sapere Pfizer e Merck KGaA, i dati del trial saranno presentati in uno dei prossimi convegni del settore.

Nel frattempo, i ricercatori stanno continuando a valutare la PFS e anche la sopravvivenza globale (OS) in tutti i pazienti arruolati, indipendentemente dai livelli di espressione di PD-L1.

Lo studio JAVELIN Renal 101 è un trial multicentrico randomizzato che ha coinvolto 886 pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato trattati in prima linea con la combinazione di avelumab (10 mg/kg ev ogni 2 settimane) più axitinib (5 mg per via orale due volte al giorno) oppure con sunitinib in monoterapia (50 mg per via orale una volta al giorno, per 4 settimane sì e 2 settimane no).

L'endpoint primario dello studio era il miglioramento della PFS o della sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con espressione di PD-L1 > 1%. L’endpoint secondario era il miglioramento della PFS o dell’OS in tutti i pazienti e il protocollo prevedeva che fosse analizzata solo dopo che il raggiungimento dell’endpoint primario.

Nella loro nota, Pfizer e Merck KGaA riferiscono anche che non sono emersi nuovi segnali relativi alla sicurezza durante lo studio e che gli eventi avversi relativi al trattamento per ciascuno dei due farmaci sono apparsi coerenti con i loro profili di sicurezza già noti.

Nel dicembre 2017 la Food and Drug Administration FDA ha concesso alla combinazione avelumab/axitinib lo status di terapia rivoluzionaria per i pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato, naïve al trattamento. Questa designazione, che accelera lo sviluppo e l’esame della combinazione da parte dell’agenzia, si è basata sui risultati dello studio fase Ib JAVELIN Renal 100, un trial su 55 pazienti con carcinoma a cellule renali a cellule chiare in stadio avanzato.

In questo studio, il trattamento con avelumab più axitinib in prima linea si è associato a una percentuale di risposta complessiva del 58,2%, con una percentuale di risposta completa del 5,5%, una percentuale di risposta parziale del 52,7% e una percentuale di controllo della malattia del 78,2%.