Il farmaco sperimentale lenvatinib (E7080, sviluppato da Eisai), ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al placebo in un gruppo di pazienti con carcinoma differenziato della tiroide, refrattario allo iodio radioattivo (RR-DTC) nello studio di fase III SELECT (Study of (E7080) LEnvatinib in differentiated Cancer of the Thyroid), centrando così l’endpoint primario del trial.

In fase II il trattamento con lenvatinib, un inibitore selettivo di VEGFR 1-3, FGFR 1-4, PDGFR -β, KIT e RET (tutte proteine coinvolte nell’angiogenesi e nella proliferazione tumorale) ha portato a una percentuale di risposta globale (ORR) del 59% e una PFS di 12,6 mesi in pazienti con RR-DTC avanzato.

"Questi risultati dimostrano il ruolo potenziale di lenvatinib in questo tumore raro e difficile da trattare, per il quale c’è un  bisogno non soddisfatto e ci sono poche opzioni disponibili” dichiara Kenichi Nomoto, presidente dell’Oncolgy Unit di Eisai, in un comunicato stampa.

In particolare, SELECT è uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo in cui si è valutata la PFS di pazienti con RR-DTC ed evidenza radiografica di progressione della malattia entro i 12 mesi precedenti l’arruolamento. Al trial, condotto il oltre 100 centri dislocati in Europa, Nord e Sud America e Asia, hanno preso parte 392 pazienti trattati con lenvatinib 24 mg una volta al giorno per via orale o un placebo. Gli endpoint secondari dello studio comprendevano l’ORR, la sopravvivenza globale (OS) e la sicurezza.

Stando alle valutazioni preliminari sulla sicurezza, le cinque reazioni avverse più comuni sono state ipertensione, diarrea, diminuzione dell'appetito, diminuzione di peso e nausea.

In uno studio di fase II che ha valutato lenvatinib in 58 pazienti RR-DTC avanzato, nei quali la malattia era progredita nei 12 mesi precedenti, la dose iniziale di lenvatinib era 24 mg una volta al giorno in cicli ripetuti di 28 giorni fino alla progressione della malattia o alla comparsa di una tossicità ingestibile. Le tossicità sono state gestite riducendo la dose nel 35% dei pazienti e il 23% ha abbandonato lo studio a causa degli effetti collaterali.

In questo trial si è ottenuta una risposta parziale nel 50% dei pazienti. La maggioranza delle risposte (il 65%) si è vista già dal primo imaging dopo l’inizio della terapia, dopo circa 8 settimane. In 17 pazienti che avevano già fatto in precedenza un trattamento con inibitori del VEGFR, la percentuale di risposta è stata del 41%., mentre nei restanti 41 non trattati precedentemente con anti-VEGF è stata del 54%. Dopo 8 mesi di follow-up, la PFS mediana era di 12,6 mesi.

In questo studio, gli eventi avversi correlati al trattamento segnalati con più frequenza sono stati : ipertensione (74%) , proteinuria (60%), calo di peso (57%), diarrea (55%) e affaticamento (53%).

Lenvatinib ha ricevuto la designazione di farmaco orfano negli Stati Uniti per il tumore della tiroide papillare follicolare, midollare, anaplastico e metastatico o localmente avanzato nel mese di dicembre 2012 e in Europa per il tumore della tiroide papillare e follicolare.

Eisai sta attualmente conducendo un studio di fase III su questo agente nel carcinoma epatocellulare e alcuni studi di fase II  in diversi altri tipi di tumori solidi, tra cui quello dell’endometrio.