Nuove analisi per lo studio di Fase III SELECT (Study of (E7080) LEnvatinib in Differentiated Cancer of the Thyroid) su lenvatinib (E7080) nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo, dimostrano che i livelli di angiopoietina-2 potrebbero essere un fattore predittivo per la risposta a lenvatinib e di conseguenza per  la riduzione delle dimensioni tumorali e per una maggiore sopravvivenza libera da progressione (PFS).[1] L'angiopoietina-2 è una proteina che regola la formazione di nuovi vasi sanguigni nei tumori.

Un secondo studio mostra una correlazione statisticamente significativa tra l'ipertensione e la PFS in persone affette da carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo. L'ipertensione è un noto evento avverso dell'inibizione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGRF) e un biomarcatore dell'efficacia degli inibitori della tirosin-chinasi nel trattamento del carcinoma a cellule renali.[2],[3] Nello studio SELECT, il 73% dei pazienti trattati con lenvatinib ha evidenziato ipertensione.[2]

"Ad oggi non sono stati identificati biomarcatori prognostici o predittivi specifici per il carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo o per i suoi trattamenti, pertanto questi studi hanno un'importanza determinante per comprendere meglio questa patologia e il miglior modo di trattarla. Sebbene l'ipertensione sia un evento avverso significativo, che deve essere monitorato e gestito attentamente, può essere un importante indicatore dell'efficacia di un trattamento come lenvatinib. Sono necessari ulteriori studi per indagare il ruolo dell'ipertensione come indicatore predittivo della risposta a lenvatinib, in modo tale che le persone affette da carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo possano essere gestite correttamente e ottenere il meglio dal loro trattamento" ha commentato Lori Wirth, M.D., Assistente di Medicina presso l'Harvard Medical School e Direttore Medico presso il Center for Head and Neck Cancers, Massachusetts General Hospital.

Una terza analisi caratterizza il cambiamento delle dimensioni del tumore nei pazienti con carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo e offre importanti conoscenze cliniche per l'uso di lenvatinib in questo tipo di cancro difficile da trattare. I pazienti che hanno ricevuto trattamento con lenvatinib per un anno o più hanno evidenziato una rapida riduzione delle dimensioni del tumore nelle prime otto settimane di trattamento, seguita da una riduzione continua più lenta.[4]
Altri dati presentati all'ESMO 2014 indicano che il beneficio in termini di PFS osservato nella popolazione complessiva dello studio con lenvatinib rispetto al placebo è stato mantenuto in tutti i sottogruppi esaminati, compresi i pazienti con carcinoma della tiroide papillare e follicolare.[5]

I dati di uno studio di Fase II su lenvatinib in pazienti con tutti i sottotipi di carcinoma della tiroide (differenziato, midollare e anaplastico) in stadio avanzato dimostrano una promettente attività in tutti questi tipi di carcinoma. I profili degli eventi avversi sono generalmente simili ai dati ottenuti in studi clinici precedenti.[6]

"I dati presentati all'ESMO di quest'anno dimostrano la mole di evidenze a supporto di lenvatinib nel trattamento del carcinoma differenziato della tiroide refrattario allo iodio radioattivo. Continuiamo a impegnarci a chiarire ulteriormente il potenziale ruolo di lenvatinib nel carcinoma della tiroide e ci dedichiamo a scoprire, sviluppare e produrre innovative terapie oncologiche che possono fare la differenza nelle vite dei pazienti e delle loro famiglie" ha commentato Gary Hendler, Presidente e CEO di Eisai EMEA e Presidente di Eisai Oncology Global Business Unit.[7],[8],[9]

Lenvatinib è un inibitore di molteplici recettori della tirosin-chinasi (TKI) in formula orale con un nuovo meccanismo di legame, che inibisce in modo selettivo le attività chinasiche di tutti i recettori del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR), nonché di altre TKI oncogeniche correlate alle vie proangiogenica e oncogenica, compresi tutti i recettori del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR), il recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) PDGFRα, KIT e RET, coinvolti nella proliferazione dei tumori. Questo meccanismo rende lenvatinib il primo potenziale trattamento che inibisce simultaneamente le attività chinasiche di FGFR 1-4 e VEGFR 1-3.[8],[9],[10]

Lenvatinib, scoperto e sviluppato da Eisai, è stato sottoposto a valutazione accelerata da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) il 31 luglio ed è stata presentata richiesta di autorizzazione in Europa e negli USA il 18 agosto 2014. In Giappone la domanda di autorizzazione è stata presentata nel giugno 2014. Lenvatinib ha ottenuto la designazione di farmaco orfano (ODD) per il trattamento del carcinoma della tiroide follicolare e papillare da parte della Commissione Europea nell'aprile 2013. È designato inoltre come ODD per il carcinoma della tiroide follicolare, midollare, anaplastico e metastatico o per il carcinoma della tiroide papillare localmente avanzato negli USA e per il carcinoma della tiroide in Giappone.

Lo sviluppo di lenvatinib sottolinea la mission di Eisai nel campo della salute umana (human health care), l'impegno della società di trovare soluzioni innovative per la prevenzione e la cura delle malattie e la sua attenzione alla salute e al benessere dei pazienti in tutto il mondo. Eisai opera nel settore terapeutico oncologico, dedicandosi a soddisfare le esigenze insoddisfatte dei pazienti e delle loro famiglie.

Riferimenti
1.    Tahara et al. Comprehensive Analysis of Serum Biomarker and Tumor Gene Mutation associated with clinical outcomes in the Phase 3 Study of (E7080) LEnvatinib in Differentiated Cancer of the Thyroid (SELECT). ESMO 2014 abstract #LBA30
2.    Hayman S, et al. Current Oncology Reports 2012; 14(4):285-294
3.    Wirth L, et al. Treatment-emergent hypertension and efficacy in the Phase 3 study of (E7080) lenvatinib in differentiated cancer of the thyroid (SELECT). ESMO 2014 abstract #1030P
4.    Robinson B et al. Characterization of tumour size change over time from the Phase 3 study of (E7080) lenvatinib in differentiated cancer of the thyroid (SELECT). ESMO 2014 abstract #1031P5658
5.    Elisei R et al. Subgroup analyses of a Phase 3, multicentre, double-blind, placebo-controlled trial of lenvatinib (E7080) in patients with 131I-refractory differentiated thyroid cancer. ESMO 2014 abstract #1033P6405
6.    Takahashi S et al. Phase II study of lenvatinib (LEN), a multi-targeted tyrosine kinase inhibitor, in patients with all histologic subtypes of advanced thyroid cancer (differentiated, medullary and anaplastic). ESMO 2014 abstract #995PD4933
7.    Data on file, Eisai.Co.Ltd
8.    Zuccotto F et al. J. Med. Chem. 2010, 53, 2681-2694.
9.    Liao et al. Journal of Medicinal Chemistry, 2007, 50;3:409-–-422
10.    Matsui J, et al. Clin Cancer Res 2008;14:5459-–-65
11.    Matsui J, et al. Int J Cancer 2008;122:664-–-71
12.    Schlumberger M et al. A phase 3, multicenter, double-blind, placebo-controlled trial of lenvatinib (E7080) in patients with 131I-refractory differentiated thyroid cancer (SELECT). ASCO 2014 abstract #E450
13.    Newbold K et al. Phase 3 study of (E7080) Lenvatinib in Differentiated Cancer of the Thyroid (SELECT): Results and subgroup analysis of patients from Europe. Presented as a digital poster at ETA 2014.   #XX
14.    National Cancer Institute at the National Institute of Health. Available at: http://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/treatment/thyroid/Patient/page1/AllPages#1 Accessed: September 2014
15.    Brito J et al. BMJ 2013; 347
16.    Cooper DS et al. Thyroid. 2009;19(11):1167-–-1214
17.    Thyroid Cancer Basics. 2011. Available at: http://www.thyca.org Accessed: SeptemberAugust 2014
18.    Gild M et al. Multikinase inhibitors: a new option for the treatment of thyroid cancer. Nature Reviews Endocrinology. 2011; 7: 617-–-624
19.    Bible K, et al. Lancet Oncology 2010;11(10):962-–-972