Carcinoma duttale in situ, oltre metà delle donne sottotrattate può ricadere entro 10 anni

Più della metà delle donne sottotrattate o non adeguatamente trattate per un carcinoma duttale in situ (DCIS) potrebbe sviluppare una recidiva o un nuovo tumore al seno invasivo entro 10 anni. A suggerirlo è uno studio presentato di recente a Dallas, al congresso dell'American Society of Breast Surgeons.

Più della metà delle donne sottotrattate o non adeguatamente trattate per un carcinoma duttale in situ (DCIS) potrebbe sviluppare una recidiva o un nuovo tumore al seno invasivo entro 10 anni. A suggerirlo è uno studio presentato di recente a Dallas, al congresso dell'American Society of Breast Surgeons.

Il lavoro evidenzia la necessità di valutare per ogni singola paziente con un carcinoma duttale in situ quali siano le opzioni di trattamento più opportune e di capire che servono ulteriori studi per verificare se la sorveglianza sia davvero la soluzione migliore oppure no per la maggior parte delle donne a cui è stato diagnosticato un carcinoma duttale in situ.

Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori hanno analizzato i dati prospettici di 720 pazienti con carcinoma duttale in situ sottoposte alla sola escissione che non avevano segni documentati di invasione o microinvasione, e analizzato in questo campione i tassi di recidiva locale di carcinoma duttale in situ o di malattia invasiva. Il campione è stato suddiviso in pazienti con margini di escissione "inadeguati" di meno di 1 mm e pazienti con margini di 1 mm o più; inoltre i due gruppi sono stati ulteriormente suddivisi in base al grado del carcinoma duttale in situ.

Tra le pazienti trattate con margini di escissione inadeguati (di meno di 1 mm), in quelle con carcinoma duttale in situ di basso grado (69 donne) i tassi di recidiva locale a 5 e 10 anni sono stati rispettivamente del 18% e 53%, mentre in quelle con carcinoma duttale in situ di alto grado (55) i tassi a 5 e 10 anni sono risultati rispettivamente del 55% e 67%.

In questo gruppo, nessuna donna ha sviluppato recidive a distanza o è deceduta a causa della malattia.

Tra le pazienti trattate con margini di escissione di 1 mm o più, nel sottogruppo con carcinoma duttale in situ di basso grado (406 donne) i tassi di recidiva locale a 5 e 10 anni locali sono stati rispettivamente dell'8% e 13%, mentre in quello con carcinoma duttale in situ di alto grado (190) rispettivamente del 23% e 46%.

In questo gruppo, due pazienti con carcinoma duttale in situ di basso grado hanno sviluppato una recidiva a distanza e una è deceduta a causa della malattia, mentre una paziente con malattia di alto grado ha sviluppato una recidiva a distanza.

"Nel caso del carcinoma duttale in situ, sapevamo che la mortalità sarebbe risultata bassa. Tuttavia, una recidiva potrebbe portare a una forma più avanzata di tumore al seno e rendere necessario un trattamento potenzialmente più aggressivo in un secondo momento " affermato la prima firmataria dello studio, Sadia Khan, della University of Southern California, in un comunicato. "Per esempio, il trattamento necessario per un cancro al seno invasivo recidivato potrebbe richiedere una dissezione linfonodale, una radioterapia estesa o una mastectomia, che in seguito potrebbero minare in modo significativo la qualità di vita della donna" aggiunge l’oncologa.

La Khan e i colleghi concludono che i risultati evidenziano la necessità di comprendere meglio la recidiva di carcinoma duttale in situ e, soprattutto, che, visti tassi relativamente elevati di recidiva invasiva, la semplice sorveglianza potrebbe non essere l’opzione migliore per alcune donne.