Al meeting Annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR) è stato presentato il dato di sopravvivenza globale (OS) dello studio di fase III OlympiAD, che vede l’utilizzo di olaparib nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico BRCA mutato.
Lo studio ha messo a confronto il trattamento con olaparib vs chemioterapia (capecitabina, eribulina o vinorelbina a discrezione del medico curante) in pazienti che presentano carcinoma mammario metastatico HER2 negativo, con mutazioni della linea germinale BRCA1 e BRCA2, raggiungendo l’endpoint primario: sopravvivenza libera da progressione (PFS).
I risultati presentati all’AACR riportano l’aggiornamento sull’endpoint secondario di sopravvivenza globale. Nonostante lo studio non abbia ancora dimostrato una differenza statisticamente significativa, la sopravvivenza globale mediana si è rivelata di 19,3 mesi per le pazienti trattate con olaparib e di 17,1 mesi per le pazienti che hanno seguito la chemioterapia (HR 0.90; 95% CI 0.66-1.23; p=0.513), con vantaggio per il braccio olaparib di 2,2 mesi. Al cut-off finale dei dati sulla sopravvivenza (maturità del 64%), circa il 13% delle pazienti ha continuato la terapia con olaparib e nessuna paziente ha proseguito con la chemioterapia.
Pierfranco Conte, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica 2 dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova ha commentato: “OlympiAD è il primo trial di Fase III a dimostrare il controllo della malattia con un inibitore PARP in pazienti con tumore al seno metastatico HER2 negativo, con mutazioni della linea germinale BRCA. Nonostante lo studio non abbia ancora dimostrato una differenza statisticamente significativa nella sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia, i risultati ottenuti sono un ulteriore incoraggiamento per l’uso di olaparib su questa specifica popolazione di pazienti.”
Michele De Laurentis, direttore del Dipartimento di Senologia dell’istituto Pascale di Napoli, ha aggiunto: “Come clinico e Principal Investigator dello studio LUCY, da poco attivo in Italia per le pazienti BRCA positive correttamente identificate, sottolineo quanto questi risultati siano incoraggianti per proseguire la sperimentazione di olaparib nel carcinoma mammario metastatico HER2 negativo al fine di ottimizzare i percorsi di trattamento e migliorare la gestione delle pazienti mutate.”
Lo studio OLYMPIAD
OLYMPIAD è un trial di Fase III randomizzato, multicentrico e globale che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di Olaparib (300mg due volte al giorno) rispetto alla terapia standard con chemioterapia (capecitabina, vinorelbine o eribulina a discrezione del medio curante) in 302 pazienti con tumore al seno metastatico HER2 negativo, con mutazioni della linea germinale BRCA1 e BRCA2, con sospetto o conferma di effetto deleterio. All’interno del trial 205 pazienti randomizzati hanno ricevuto Olaparib e 97 hanno ricevuto la chemioterapia.
Le pazienti nel trial OlympiAD trial soffrono di tumore al seno metastatico HER2 negativo (ormoni ricettori positivi o triplo negativo), con mutazioni della linea germinale BRCA1 e BRCA2. Prima di essere inserite nel trial, 7% delle pazienti aveva già ricevuto non più di due trattamenti di chemioterapia per le metastasi del cancro al seno e il 28% delle pazienti aveva già sperimentato una chemioterapia a base di platino. Sono state coinvolte anche le pazienti con un cancro al seno HR+ che avessero ricevuto almeno una terapia endocrina (adiuvante o per problemi di metastasi) e avevano sperimentato una progressione nella malattia, a meno che non presentassero sintomi per i quali la terapia endocrina risultasse inadeguata.
Il primo endpoint è stato il PFS. Il secondo endpoint ha incluso OS, tempo prima della seconda progressione o morte, tasso di risposta obbiettivo, qualità della vita legata alla salute, safety e tollerabilità.
Oncologia ed Ematologia
Carcinoma mammario BRCA +: presentati all'AACR i dati aggiornati sulla sopravvivenza complessiva con olaparib
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