Carcinoma mammario in donne in premenopausa, studio MONALEESA-7 stabilisce validitā di ribociclib in prima linea

L'anti cancro ribociclib aumenta in misura rilevante la sopravvivenza senza progressione quando aggiunto a un inibitore dell'aromatasi o tamoxifene e goserelin come terapia endocrina iniziale. A dimostrarlo sono i risultati dello studio di Fase III MONALEESA-7 presentato al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2017.

L’anti cancro ribociclib aumenta in misura rilevante la sopravvivenza senza progressione quando aggiunto  a un inibitore dell’aromatasi o tamoxifene e goserelin come terapia endocrina iniziale. A dimostrarlo sono i risultati dello studio di Fase III MONALEESA-7, condotto in donne in pre- o peri-menopausa con carcinoma mammario metastatico o in fase avanzata con recettori ormonali positivi, negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell’epidermide umano (HR+/HER2-).

I dati sono stati presentati poche settimane fa al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2017 e costituiscono la prima dimostrazione di questo tipo per un farmaco anti CDK4/6 in un setting che attualmente dispone di poche opzioni terapeutiche.

Sulla base di quersti dati, proprio oggi l'Fda ha concesso al farmaco la "breakthrough therapy designation" cioè la designazione di farmaco fortememente innovativo, che oltre ad essere prestigio consente di accelerare il processo di revisione e approvazione del farmaco.



Il carcinoma mammario pre-menopausale è una malattia biologicamente distinta e più aggressiva del carcinoma mammario post-menopausale, ed è la principale causa di morte per cancro nelle donne di età compresa tra 20 e 59 anni.

Lo studio MONALEESA-7 ha valutato ribociclib in associazione con tamoxifene e un inibitore dell’aromatasi. Si tratta dell’unico studio di Fase III che ha valutato un inibitore di CDK4/6 in combinazione con tamoxifene e che ha stabilito la sicurezza e l’efficacia di ribociclib in questa associazione come trattamento di prima linea per il carcinoma mammario in fase avanzata (PFS mediana di 22,1 mesi rispetto a 11,0 mesi; HR = 0,585; IC 95%: 0,387-0,884).

Ribociclib in associazione a tamoxifene o a un inibitore dell’aromatasi più goserelin ha dimostrato una PFS mediana di 23,8 mesi (IC 95%: 19,2 mesi-non raggiunto) rispetto ai 13,0 mesi (IC 95%: 11,0-16,4 mesi) con tamoxifene o un inibitore dell’aromatasi più goserelin (HR = 0,553; IC 95%: 0,441-0,694; p <0,0001). Le donne in premenopausa trattate con la terapia di combinazione con ribociclib hanno manifestato una risposta già a otto settimane, come dimostrato dalla separazione delle curve di PFS rispetto alla sola terapia endocrina.

Ribociclib in associazione a un inibitore dell’aromatasi ha dimostrato ulteriori 14 mesi di sopravvivenza libera da progressione rispetto alla sola terapia endocrina (PFS mediana di 27,5 mesi rispetto a 13,8 mesi; HR = 0,569; IC 95%: 0,436-0,743).

Il tasso di risposta complessivo è stato del 51% contro il 36% nel braccio di confronto. I risultati riportati dai pazienti hanno mostrato che il ribociclib era associato a un miglioramento statisticamente significativo del tempo di deterioramento, così come a una riduzione durevole e clinicamente significativa del punteggio del dolore già 8 settimane dopo l'inizio della cura.

Le donne in premenopausa che hanno assunto ribociclib hanno beneficiato di un periodo di tempo più lungo senza deterioramento della qualità della vita (QoL) correlata alla salute rispetto a coloro che avevano assunto solo la terapia endocrina. Le donne che hanno assunto ribociclib hanno anche sperimentato un miglioramento clinicamente significativo dei sintomi del dolore già dopo otto settimane; questo miglioramento è stato sostenuto.

Nel corso dello studio MONALEESA-7 non sono stati osservati nuovi dati di sicurezza; gli eventi avversi sono stati generalmente coerenti con quelli osservati nello studio MONALEESA-2 e sono stati identificati precocemente e gestiti per lo più mediante sospensioni o riduzioni del dosaggio. Il trattamento di associazione con ribociclib è stato ben tollerato, con un tasso di sospensione a causa di eventi avversi del 3,6%, rispetto al 3,0% nelle pazienti sottoposte alla sola terapia endocrina. I più comuni (≥5%) eventi avversi di grado 3/4 nelle pazienti trattate con la terapia di associazione con ribociclib rispetto alla sola terapia endocrina sono stati neutropenia (60,6% vs 3,6%) e leucopenia (14,3% vs 1,2%).

“MONALEESA-7 è il primo studio clinico ad avere il potere statistico di dimostrare che il ribociclib è associato a un beneficio clinico specifico per le donne in pre e perimenopausa con carcinoma mammario avanzato HR-positivo/HER2-negativo, e il primo a dimostrare che l' inibitore CDK4/6 è efficace in combinazione con tamoxifene o un  inibitore dell’aromatasi non steroideo insieme alla soppressione ovarica con l' uso di goserelina” secondo quanto dichiara lo sperimentatore principale dello studio, Debu Tripathy, professore di medicina e presidente del Dipartimento di Oncologia Medica presso l' Università del Texas MD Anderson Cancer Center.

Nel corso degli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato che l' aggiunta di una classe di farmaci noti come inibitori CDK4/6 alle terapie ormonali standard può raddoppiare il tempo medio fino a quando il cancro al seno progredisce in pazienti con carcinoma mammario avanzato (metastatico) positivo per i recettori ormonali e negativo per HER2. I risultati di MONALEESA-7 confermano ora che gli stessi vantaggi in termini di progressione si applicano anche alle pazienti in premenopausa. Questo è il primo studio a testare tamoxifene e gli inibitori dell'aromatasi come terapia ormonale combinata con l'inibizione CDK4/6.

Tripathy fa osservare che le pazienti in premenopausa tendono ad avere tumori più aggressivi e rappresentano il 20% di tutti i pazienti diagnosticati negli Stati Uniti con questo tipo di tumore. Il cancro al seno premenopausale è una forma biologicamente distinta della malattia e la principale causa di morte per cancro nelle donne di età compresa tra i 20 e i 59 anni in tutto il mondo. Le linee guida terapeutiche per questo gruppo di pazienti sono state per default le stesse dei pazienti in postmenopausa con blocco medico della funzione ovarica o rimozione chirurgica delle ovaie.

Marco Caracciolo