Ulteriori dati aggregati relativi agli studi di Fase III presentati all'ESMO mostrano tassi di sopravvivenza complessiva notevolmente migliorati per eribulina rispetto alle terapie standard per il carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico.

I dati di tre poster presentati al Congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) di quest'anno forniscono ulteriori evidenze su efficacia e qualità della vita (QoL) per Halaven® (eribulina) nel trattamento di pazienti con carcinoma mammario (MBC) localmente avanzato o metastatico.[1],[2],[3]

I risultati di un'analisi aggregata condotta su eribulina nell'ambito di due studi cardine di Fase III EMBRACE (Eisai Metastatic Breast Cancer Study Assessing Treatment of Physician's Choice (TPC) Versus Eribulin E7389) e lo Studio 301, mostrano che il farmaco migliora considerevolmente la sopravvivenza complessiva (OS) in seguito ad almeno una linea chemioterapico precedente in donne affette da carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico, rispetto alle altre terapie standard. Questo beneficio in termini di OS viene osservato in donne affette da carcinoma mammario negativo per il recettore 2 del fattore di crescita dell'epidermide umano (HER2), carcinoma mammario HR positivo ed HR negativo, carcinoma mammario triplo negativo (TNBC). Le differenze in termini di trattamento non sono significative nelle donne con carcinoma mammario metastatico con HER2 positivo.[1]

"Il carcinoma mammario metastatico può essere una patologia con effetti devastanti sulla qualità e la durata della vita delle donne che ne sono affette. Per molte donne affette da questa patologia la qualità della vita diventa un fattore cruciale al momento di valutare le opzioni terapeutiche disponibili. Le scelte terapeutiche possono prolungare la vita delle pazienti senza comprometterne la qualità e permettono a queste donne di trascorrere più tempo con i loro cari" ha commentato il dott. Chris Twelves, Professore di Farmacologica oncologica e oncologia clinica e Primario onorario di Oncologia medica presso l'Università di Leeds e il St. James's Institute of Oncology.

Nello Studio 301, le analisi hanno valutato la qualità della vita correlata alla salute (HRQOL) usando il questionario sulla qualità della vita della European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC QLQ-C3). In queste analisi post-hoc condotte per valutare l'impatto del trattamento con eribulina rispetto a capecitabina, più di tre quarti delle pazienti hanno mantenuto o migliorato il loro stato di salute globale/QOL durante tutto lo studio, senza differenze significative tra gruppi. Tuttavia, una percentuale significativamente maggiore di donne trattate con capecitabina rispetto a eribulina mostra un peggioramento clinicamente significativo della nausea/del vomito e della diarrea, il che significa che l'eribulina possiede un profilo relativo agli eventi avversi gastrointestinali più favorevole rispetto alla capecitabina.[3]

Un ulteriore poster esamina l'effetto del carcinoma mammario metastatico sui valori di utilità della qualità della vita (QoL), risposta del tumore e progressione della malattia. Rispetto al basale, la risposta del tumore è associata ad un miglioramento della qualità della vita per eribulina e capecitabina. Tuttavia, rispetto al basale, la progressione della malattia è associata a una diminuzione della QoL. Le seguenti tossicità sono associate a riduzioni statisticamente significative della QoL rispetto all'assenza di tossicità: vomito, stanchezza/astenia e dispnea (respiro corto).[2] 

"La qualità della vita è una considerazione importante per le donne affette da carcinoma mammario metastatico. Complessivamente questi primi dati dimostrano che eribulina ha un impatto molto simile sulla qualità della vita rispetto a capecitabina, ma soprattutto mostrano un effetto favorevole di eribulina su nausea, vomito e diarrea, spesso un problema molto importante per le donne con carcinoma mammario in stadio avanzato e per i loro medici" ha commentato Galina Velikova, Primario di Oncologia medica e Professore di Oncologia psicologica e medica presso l'Università di Leeds.

Approvata dalla Commissione europea nel 2011, nel giugno 2014 eribulina ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio in Europa per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico in progressione dopo solo un regime chemioterapico per malattia avanzata. La terapia precedente deve aver incluso un'antraciclina e un taxano in contesto adiuvante o metastatico, salvo le pazienti non fossero idonee a questi trattamenti.[4] L'autorizzazione all'immissione in commercio per l'eribulina è basata sulle evidenze cliniche ottenute da due sperimentazioni di Fase III: EMBRACE (Eisai Metastatic Breast Cancer Study Assessing Treatment of Physician's Choice Versus Eribulin)[5] e lo Studio 301.[6]

"Continueremo a esplorare il pieno potenziale di eribulina in pazienti con carcinoma mammario in stadio avanzato. Queste donne hanno bisogno di opzioni terapeutiche efficaci, che consentano loro di trascorrere momenti di qualità con familiari e persone care. I dati presentati a questo importante congresso offrono ulteriori evidenze che eribulina rappresenta un passo avanti nel rispondere a queste esigenze" ha detto Gary Hendler, Presidente e CEO di Eisai EMEA e Presidente di Eisai Oncology Global Business Unit.

Eisai si dedica a scoprire, sviluppare e produrre terapie oncologiche innovative in grado di fare la differenza e di avere un impatto sulle vite delle pazienti e delle loro famiglie. Questa passione per le persone rientra nella mission di Eisai nel settore della sanità umana (human health care, hhc), che si sforza di comprendere meglio le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie, allo scopo di aumentare i benefici forniti dall'assistenza medica.

Bibliografia
1. Twelves C et al. Efficacy of eribulin in a second-line or later setting in patients (pts) with metastatic breast cancer (MBC): a pooled analysis. Presented at ESMO 2014. Abstract n.393P
2. Hudgens S, et al. Impact of treatment with eribulin (ERI0 or capecitabine (CAP) for metastatic breast cancer (MBC) on EQ-5D utility derived from EORTC QLQ-C30. Presented at ESMO. Abstract n.1046P
3. Velikova G et al. Health-related quality of life (HRQOL) and disease symptoms in patients (pts) with locally advanced or metastatic breast cancer (MBC) treated with eribulin (ERI) or capecitabine (CAP) in a post anthracycline and taxane setting. Presented at ESMO. Abstract n.392P
4. SPC Halaven (updated June 2014). Available at: http://www.medicines.org.uk/emc/medicine/24382/SPC/Halaven+0.44+mg+ml+solution+for+injection/  Accessed: September 2014
5. Cortes J et al. Eribulin monotherapy versus treatment of physician's choice in patients with metastatic breast cancer (EMBRACE): a phase 3 open-label randomised study. The Lancet. 2011;377:914-923
6. Kaufman P et al. A Phase III, open-label, randomised, multicenter study of eribulin mesylate versus capecitabine in patients with locally advanced or metastatic breast cancer previously treated with anthracyclines and taxanes. Presented at 2012 CTRC-AACR San Antonio Breast Cancer Symposium
7. Montazeri A et al. Quality of life in patients with breast cancer before and after diagnosis: an eighteen months follow up study. BMC Cancer. 2008. 3:330
8. World Health Organisation. Atlas of Health in Europe. 2003. World Health Organization, Regional Office of Europe, Copenhagen, Denmark.
9. Cancer Research UK. Breast cancer incidence statistics. Available at: http://www.cancerresearchuk.org/cancer-info/cancerstats/types/breast/incidence/#world . Accessed: September 2014